martedì 24 gennaio 2012

Immigrati, Lega: Riccardi non sprechi soldi contribuenti con Rai

Dopo la proposta avanzata dal Ministro di insegnare l'italiano con corso sulle reti Rai, interviene l'On. Caparini.

"Evidentemente il ministro all'immigrazione Riccardi è troppo vecchio. Oggi per alfabetizzare le centinaia di diverse etnie e lingue presenti sul nostro territorio ci sono strumenti ben più efficienti come i corsi organizzati dalle amministrazioni locali o gli strumenti multimediali che si sono dimostrati ben più efficaci. Non sprechi altri soldi dei contribuenti, a maggior ragione con la Rai". Lo dice Davide Caparini (Lega), presidente della commissione per le questioni regionali, commentando la proposta del ministro Riccardi di realizzare una trasmissione sulla Rai per alfabetizzare gli stranieri.

ALER, primo bando dedicato a coniugi separati: Lega esulta

ALER, primo bando dedicato a coniugi separati: Lega esulta (BANDO IN ALLEGATO)

16 gennaio 2012 - Regione Lombardia e Aler Milano, in linea con i bisogni contingenti, per la prima volta aprono un bando esclusivamente dedicato ai coniugi separati. Recenti studi sulla società e sulle nuove emergenze, hanno constatato un aumento esponenziale dei divorzi che ha dato voce ad una nuova richiesta di assistenza da parte dei padri separati.

Infatti, nella maggior parte dei casi, la separazione diventa più gravosa proprio per i papà, spesso costretti a pagare alimenti alla propria famiglia per il mantenimento dei figli e che di conseguenza faticano ad arrivare alla fine del mese.
Per rispondere a questa emergenza Regione Lombardia e Aler Milano si sono fatte per la prima volta promotrici di un bando di locazione temporanea di alloggi riservati a nuclei monoparentali, separati legalmente anche con figli minori. L'offerta ha per oggetto 40 mini alloggi al quartiere Gratosoglio.
A partire dal 16 gennaio fino al 19 marzo, previo appuntamento telefonico attraverso il numero verde 800 019 567, possono presentare domanda i coniugi separati che, a seguito del provvedimento di omologa della separazione legale, abbiano dovuto lasciare l'abitazione coniugale e che non abbiano una condizione abitativa idonea atta a favorire ed a garantire la continuità del rapporto con i figli minori. Inoltre possono fare richiesta coloro che risiedono o svolgono la propria attività lavorativa in Milano, nonché chi sia stato costretto, a seguito della sentenza di separazione, a trasferirsi in altro comune in Provincia di Milano. Il limite di reddito d'accesso è calcolato con i criteri di regime ISEE-ERP, superiore a 9.182 Euro, sino ad un massimo di 40.000 euro.

Il Bando integrale e il modulo per la presentazione della domanda sono in allegato.

Non vedenti e politiche sociali "Esonerare l’Istituto per i ciechi di Milano dal pagamento dell’Irap”

“Realtà  così importanti devono essere parificate a Onlus, cooperative e Asp perché svolgono uno straordinario ruolo di assistenza sociale”
“L’Istituto per i ciechi di Milano è un presidio importante dal punto di vista sociale e assistenziale, dunque deve essere esonerato dal pagamento dell’Irap. Su questa questione presto depositeremo anche un ordine del giorno in Regione per allineare la posizione giuridica di questa realtà con quella di Onlus, cooperative e Asp che già non pagano la tassa”.  
L’istituto per i Ciechi di Milano, aperto nel 1840 e che rappresenta una vera e propria istituzione che fornisce ai non vedenti e agli ipovedenti servizi scolastici, di formazione professionale e socio-assistenziali.  
“Il Segretario generale dell’Istituto Antonio Picheca ha sottoposto la necessità di intervenire affinché anche l’Istituto per i ciechi di Milano possa essere esonerato dal pagamento dell’Irap. Nelle prossime settimane ci attiveremo anche per cercare una soluzione perché credo che realtà così importanti ed eccezionali come l’Istituto per i ciechi debbano diventare soggetti esenti. L’istituto infatti rappresenta uno dei pilastri fondamentali nell’assistenza a non vedenti e ipovedenti, con servizi di alta qualità e una specializzazione che tocca anche la formazione e l’assistenza scolastica fin dai primi anni di vita. Esonerare l’Istituto dei ciechi di Milano dal pagamento dell’Irap vuol dire offrire a questa realtà la possibilità di utilizzare centinaia di migliaia di euro per il potenziamento dei servizi a favore di una disabilità molto particolare che anno dopo anno aumenta sempre di più”. 

lunedì 23 gennaio 2012

Magagna della settimana


 Parcheggio Selvaggio, su marciapiedi e cordoli in zona Stazione, la situazione si ripete ogni giorno!!

Gazzetta dell'Adda - Cooperative, la Lega replica al vicesindaco

Vorremo rispondere alle affermazioni del Vice Sindaco apparse su questo giornale la scorsa settimana Siamo assolutamente concordi sul fatto che lo stesso in passato, ha svolto molteplici attività  nei confronti delle persone più svantaggiate e di questo, non ne glie ne si può che fare un plauso, lo stesso si dimentica di dire che per fare ciò ha però ricevuto un lauto stipendio, come si può evince dalla dichiarazione pubblicata sul sito del comune e non lo ha fatto per un semplice spirito caritatevole. Per quanto riguarda i suoi conflitti di interesse noi ci basiamo su documenti e su dichiarazioni fatte, nello specifico, lui stesso ha ammesso più volte di essere ancora socio della Cooperativa Punto d'Incontro, mente da un documento notarile in nostro possesso e reperibile in comune, nel 2008 risultava socio anche della cooperativa «Ellepikappa». Ee è un fatto che le due cooperative hanno in essere appalti per decine di centinaia di euro solo con il comune di Cassano. Oltre a ciò noi lo stiamo giudicando anche su quello che ha fatto in questi mesi e dobbiamo dire, che molto probabilmente ha una memoria molto corta e ci riferiamo al fatto che non ha ricordato di avere firmato un contratto come presidente della Punto d'Incontro nel quale le case che sono state assegnate ai profughi dovevano essere solo per disabili, oppure quando per ben due volte si è dimenticato di chiedere il premesso alla sovrintendenza delle belle arti per posizionare un palco in piazza.Lo giudichiamo perché in consiglio comunale ha detto di non conoscere il parere della consulta urbanistica, avverso alle linee guide proposte per il PGT, lo giudichiamo per avere fatto un bando per il nuovo mercato di Groppello, non valido, in quanto non conforme a quanto stabilito dal consiglio comunale.Lo giudichiamo per essersi pavoneggiato per meriti non suoi come nel l'ultimo eclatante caso della vendita del Municipio, che ha decantano come un suo merito. Prendendosi anche il merito di un progetto che è lo stesso sostenuto dalla passata Amministrazione, con un unica eccezione che non mi pare di avere visto nella in convenzione, la passata amministrazione voleva che la proprietà  si facesse carico anche dei costi per il mantenimento e per la creazione di un parcheggio regolamentato anche del parcheggio sotto il centro civico. Oppure per essersi preso il merito del progetto del Distretto del commercio, progetto iniziato dalla passata amministrazione comunale. Infine lo giudichiamo sulle linee guida «farlocche» del Pgt presentate in consiglio Comunale, o per la proposta che stanno valutando per portare 700 nuovi abitanti nell'area Linificio. Purtroppo per lui, noi siamo qui per fare gli interessi di tutti i cittadini, e non solo quelli di una parte, e la nostra opposizione sarà  sempre attenta e puntuale nello smascherare le sue magagne.

FABIO COLOMBO consigliere comunale Lega Nord

Gazzetta dell'Adda EX MUNICIPIO, LA LEGA ATTACCA LA GIUNTA MAVIGLIA

Cassano -  «Grandissime facce di bronzo». Esplode tutta la rabbia del leghista ed ex assessore Fabio Colombocontro il vicesindaco Vittorio Caglio che accusa di essersi appropriato del progetto di vendita dell'ex Municipio in passato sostenuto dal centrodestra e osteggiato dall'attuale primo cittadino Roberto Maviglia . «Il vicesindaco, ma in questo caso tutta la Giunta - ha scritto Colombo - hanno davvero un grandissima faccia di bronzo e dovrebbe vergognarsi di pavoneggiarsi per meriti non loro. Ora decantano la vendita dell'ex Municipio ma non si ricordano, o fanno finta di non ricordarsi quello che dicevano il buoni Maviglia e Gaiardelli quando la passata amministrazione decise di vendere l'immobile? Hanno fatto di tutto per boicottare l'operazione dapprima diffondendo voci che l'edificio non poteva essere venduto perché vincolato ad uso pubblico, dopo la cessione da parte di un ente benefico al Comune stesso. Poi portando avanti la storia che i sottotetti non erano stati conteggiati. Il tutto con l'evidente scopo di non fare rispettare il patto di stabilità  alla passata Amministrazione». Un comportamento, giudicato scorretto da Colombo. «Ora che l'operazione sta finalmente prendendo corpo - ha continuato l'invettiva il leghista - si prendono il merito del lavoro di altri, con un unica eccezione che non mi pare di avere visto nella in convenzione, la passata amministrazione voleva che la proprietà  si facesse carico anche della creazione e del mantenimento di un parcheggio regolamentato comprendente anche il parcheggio sotto il centro civico. Ora ci dicono per questioni di bilancio hanno fatto alla svelta, e bene, è vero hanno incassato quasi 300 mila euro, hanno per altro fatto poco fa dopo la sentenza, ex Veca, anche questa tanto criticata ma che ha portato recentemente in comune altri 200mila euro, ma per questo dovrebbero se hanno un certa dignità  ringraziare la passata Amministrazione e fare mea culpa. Ma si sa pecunia non olet e l'ammissione di avere fatto delle sciocchezze in passato, non la faranno mai».

domenica 22 gennaio 2012

«Berlusconi faccia cadere presto questo governo infame. Monti fuori dai c...»

Venerdì la decisione del Senatùr di sostituire il capogruppo Reguzzoni con Paolo Dozzo, placando l'ira dei maroniani

Bossi a Berlusconi: «Non tenere in piedi il governo»
MILANO - «Monti a casa, fuori da c...». E ancora: «Berlusconi faccia cadere presto questo governo infame» sono i commenti tranchant di Umberto Bossi sull'attuale presidente del Consiglio. Così il Senatùr rianima i suoi «fratelli padani» in vista di un'opposizione barricadera a un esecutivo «amico delle banche e nemico del popolo». E un leader del Carroccio d'altri tempi, della Lega di lotta e mai di governo, dell'ostruzionismo a un governo percepito come distante anni luce dalle istanze secessioniste della «Padania Libera», rivendicata a gran voce dalla folla urlante. Quella stessa folla che a un certo punto, lo tradisce. Lo fischia perché il Senatùr impedisce a Maroni - acclamato - di dire la sua. Ed è il primo segnale di una scissione dal sentire comune della sua gente, che forse testimonia come l'ex ministro degli Interni, goda di maggiore credibilità e sia sempre di più investito di una legittimità popolare. Poi l'invito a «Berlusconi, tanto alle elezioni ci andiamo ugualmente. Scegli, o fai cadere questo governo infame o comunque alle elezioni ci andrai per fare quelle della Regione Lombardia. La Lega ti obbliga alla scelta». Ma su questo punto più tardi chiarirà Maroni: «Nessun ricatto» da parte della Lega Nord, «noi facciamo politica» e, riferendosi agli scandali giudiziari in cui sono rimasti coinvolti alcuni esponenti politici lombardi, ha aggiunto: «mi sembra ci siano vicende giudiziarie in corso». «Mi è dispiaciuto molto - ha aggiunto sulla sua pagina Fb l'ex ministro - non poter parlare per salutarvi e condividere con voi queste sensazioni. Sono molto felice di comunicarvi che poco fa si è concluso il federale che ha deliberato la convocazione dei congressi provinciali e nazionali così come richiesto dai nostri militanti», aggiunge, firmandosi «il vostro barbaro sognante».

IL FRONTE INTERNO - Eppure Bossi mette subito a tacere le indiscrezioni che ipotizzano un Carroccio fortemente diviso al suo interno: «La Lega non è mai stata divisa, eravate voi che lo speravate, ma sapevo che non sarebbe successo niente». L'ex ministro dell'Interno Roberto Maroni - a suo fianco e nell'occhio del ciclone in questi giorni per una presunta rottura con il Senatùr - ha auspicato invece che si vada alle elezioni anticipate ma crede che questa eventualità sia «difficile». A margine della manifestazione contro il governo Monti organizzata dalla Lega, a chi gli ha chiesto se si andrà a votare, Maroni ha replicato: «Spero di sì ma mi pare difficile» e ha spiegato i motivi della manifestazione di domenica: «Siamo qui - ha detto - per protestare contro un governo che mette solo tasse, che risparmia i grandi poteri delle liberalizzazioni».

«Padania libera, Roma fanc...», così Bossi grida alla folla
IL CAPOGRUPPO - Manifestazione leghista che segue la riunione dei vertici della Lega, nella quale Bossi ha annunciato alla «Padania» che Marco Reguzzoni è stato sostituito da Paolo Dozzo alla presidenza del gruppo alla Camera. «Ognuno - ha sottolineato Bossi- ha fatto un passo indietro. Sia Maroni che in fondo è stato danneggiato per la scelta del Movimento - un riferimento al veto sui comizi poi rimosso, - sia Reguzzoni che pur essendo stato un buon capogruppo ha fatto a sua volta un passo indietro». Ma «si è risolta una importante questione sotto la guida di Bossi, grazie al quale è stata trovata compattezza e unità» ha commentato Maroni. Nella sede della Lega venerdì oltre a Bossi, Maroni e Calderoli c'era proprio Reguzzoni, protagonista principale del duello con l'ex ministro dell'Interno. Mentre i veleni sotterranei continuano, l'ex ministro Maroni minimizza e ha circoscritto lo scontro: «Ma quale spaccatura della Lega? - ha detto - C'è stata un'operazione contro di me rispedita al mittente». Mentre Marco Reguzzoni, anche lui presente alla manifestazione, ha tenuto a precisare: «Il mio non è stato un passo indietro ma è la dimostrazione che non siamo attaccati alle poltrone».

Corriere della Sera Redazione Online
22 gennaio 2012 | 18:04

Ed ora verso la Libertà





INTERPELLANZA, Richiesta, nullaosta a Sovraintendenza Belle Arti e Accesso agli Atti

Se prima potevamo anche credere che la Sinistra fosse in buona fede e che gli errori passati fossero dovuti solo a delle dimenticanze, ora la loro malafede viene alla luce.
Per loro non rispettare le regole è normale .....


Premesso che

Con propria delibera n. 100, del 07.12.2012, la Giunta Comunale, deliberava  l’atto di indirizzo per le manifestazioni legate al Natale 2011, tra le quali veniva prevista per il giorno 18 Dicembre 2011 l’iniziativa denominata Natale in Rock, e che per, lo svolgimento di detta iniziativa nei giorni precedenti veniva posizionato un palco in piazza Castello;

e che

il posizionamento di un palco è soggetto a nullaosta preventivo da parte della Sovraintendenza belle arti, come già da noi evidenziato nella nostra interpellanza del 6 ottobre 2011 e discussa nel Consiglio Comunale del 19 Ottobre 2011, ed in passato anche dall’attuale Assessore Gaiardelli, quando ricopriva la carica di Consigliere Comunale di minoranza;

 Considerato altresì che

Il Consigliere Fabio Colombo richiedeva in data 17 Dicembre 2011 copia del nullaosta rilasciato della Sovraintendenza belle arti e della domanda di richiesta presentata da codesta amministrazione;

e che

Lo stesso Consigliere Fabio Colombo sollecitava in data 5 e 9 Gennaio 2012 via mail, agli uffici il rilascio di detta documentazione 

Considerato infine che


In data 17 Gennaio 2012 cioè un giorno dopo la scadenza dei 30 giorni dovuti per la consegna di atti a Consiglieri Comunali, non avendo avuto risposta, lo stesso, si recava presso gli uffici comunali richiedendo spiegazioni e solo allora, gli veniva consegnato un generico documento datato 2010 e relativo ad una richiesta di nullaosta fatta dalla passata amministrazione;

Chiediamo


Per quale ragione non si sia provveduto alla richiesta del nullaosta preventivo alla sovraintendenza belle arti, nonostante fosse noto la sua necessità come ribadito più volte anche nel recente passato;

Se è intenzione di questa amministrazione adempiere agli obblighi normativi in tema di autorizzazioni nochè di accesso agli atti oppure se il non rispetto delle regole sia la strada che si intende seguire;

Chiediamo altresì

che il testo della presente interpellanza e della trascrizione delle relative risposte, venga inviata, immediatamente allasovraintendenza belle arti, nonchè agli opportuni organismi di controllo per la verifica di quanto di loro competenza.

Cordiali saluti
Gruppo Consigliare Lega Nord Lega Lombarda Cassano d’Adda


         Fabio Colombo


        Andrea Moretti

Tosi «gela» il Pdl del Veneto che lo ha messo alle strette

VERSO LE ELEZIONI. Si anima il dibattito nella maggioranza dopo le dichiarazioni del coordinatore Alberto Giorgetti. «Polo e candidato opposto a me? Meglio, così ci sarà più scelta. Si potrebbe continuare insieme ma troppe idee ora ci dividono»

Verona. Sempre più lontani. Anche se sotto sotto, con accentuazioni diverse e senza amarsi alla follia, magari vorrebbero restare vicini. Magari non proprio tutti, ma quasi. Sembra essere questo lo stato dei rapporti fra il sindaco (e ricandidato, in primavera) Flavio Tosi e il Pdl in vista delle elezioni amministrative. Tosi comunque, dopo che il coordinatore regionale del Pdl Alberto Giorgetti ha detto che, se Tosi si ricandiderà da solo, il Pdl ha pronto un Polo e un candidato sindaco alternativo, lancia una sorta di ultimatum: «La competizione è bella, si voterà in maggio e più candidati ci saranno maggiore sarà la scelta». Un addio al Pdl? Chissà. Certo non sembra un invito a restare uniti. «È normale che io corra con la Lega Nord, il mio movimento, la Lista Tosi, e con altre liste civiche», spiega il primo cittadino. «Il Pdl? Sostiene il Governo Monti, mentre la Lega sta all'opposizione. Ha votato per ritassare la prima casa e noi no. Insomma, diventa difficile, visto che su temi così pesanti per la vita delle famiglie ci sono contrasti, andare divisi a livello nazionale e a braccetto a Verona. È più comprensibile andare divisi anche qui». Insomma, Tosi non molla il progetto della Lista Tosi — che lunedì prossimo, alle 20.30, in Gran Guardia, ha organizzato un incontro con Tosi sui cinque anni di amministrazione, con intervista al sindaco dei giornalisti Rodolfo Sala e Stefano Lorenzetto — perché, dice, «anche a Venezia, Treviso e Belluno, come a Verona cinque anni fa, c'erano liste civiche collegate al candidato». Il sindaco esclude contraccolpi sull'alleanza in corso a Verona, prima del voto, ma allo stesso tempo fa capire che almeno con una parte del Pdl non gli dispiacerebbe proseguire il cammino insieme. «Dentro il Pdl c'è tanta gente con cui ho lavorato cinque anni in maniera molto proficua, intensa e corretta», conclude, «e sarebbe un bene per Verona se questa squadra venisse riproposta. Ne sarei ben felice. Certo, non si può dire di tutto il Pdl. E comunque, per quanto riguarda la Lega, vedremo le decisioni del Consiglio federale». Andrea Miglioranzi, capogruppo e coordinatore della Lista Tosi: «La Lista Tosi è sempre stata una certezza, a prescindere da veti e pressioni, e non è più la cenerentola ma il fulcro della coalizione. Resta sempre aperto, comunque, il dialogo con il Pdl, pur se a livello nazionale sostiene il Governo Monti». La parte «lontana» a cui si riferisce Tosi è quella dello stesso Alberto Giorgetti e di suo fratello Massimo, ex di An, che peraltro vorrebbero riproporre l'alleanza. «Come illustrato dal coordinatore regionale Alberto Giorgetti noi a Verona puntiamo a confermare l'alleanza con la Lega, anche all'interno di un accordo regionale e nazionale», fa notare Cinzia Bonfrisco, senatrice del Pdl, ex Forza Italia. «La base ci chiede di mantenere un'identità dentro un progetto di alleanze già noto e collaudato», aggiunge. E il deputato e coordinatore provinciale del partito, Aldo Brancher, ex Forza Italia ma vicino alla Lega di Bossi, sta in attesa: «Io sono fermo a quando Tosi, un mese e mezzo fa, ha detto di attendere indicazioni dai vertici nazionali dei partiti. Ebbene, attendiamo allora queste indicazioni, dal nostro partito e dalla Lega, invece di continuare a parlare». L'assessore Vittorio Di Dio, della Destra sociale del Pdl, vicina a Tosi, dice: «Mi auguro anzitutto che si celebrino i congressi del Pdl», e sabato a Verona arriva il segretario nazionale del Pdl Alfano e ne parlerà, «perché solo la base può dire chi deve guidare un partito. Io mi auguro che si riproponga l'alleanza del 2007, ma oggi mi pare dura, visto che in questi cinque anni c'è chi non ha lavorato per consolidarla, ma per distruggerla». Ma se non verrà riproposta l'alleanza attuale Lega, Lista Tosi, Pdl e Udc, che cosa potrebbe succedere nel centrodestra? Gli scenari potrebbero essere due. O un'alleanza Pdl, Udc-Terzo Polo e altri centristi del Pdl, con un candidato espresso dal Pdl (si parla di un imprenditore) che potrebbe essere sostenuto anche da centristi del Pd, contro Lega, Lista Tosi e altre liste e contro Michele Bertucco del centrosinistra. Potrebbe nascere un unico partito di stile Partito popolare europeo (nato da Udc-Terzo Polo più Pdl e moderati), ma è chiaro che il progetto dovrebbe essere nazionale. Tutto è ancora aperto.