lunedì 27 febbraio 2012

il Premier Monti venga a riferire in Lombardia sul Federalismo fiscale” e presenta mozione al Pirellone. MOZIONE ALLEGATA

“L’allarme lanciato dai rappresentanti della Conferenza delle Regioni, di Upi e Anci  è assolutamente fondato e purtroppo rispecchia lo stato delle cose, dando pienamente ragione ai timori espressi fin da subito dalla Lega Nord. C’è da dire che i segnali non mancavano: la scomparsa del Ministero per il Federalismo ad esempio, è stato il primo campanello d’allarme sulle reali intenzioni di questo Governo. L’imposizione agli Enti territoriali di versare tutte le loro risorse nella Tesoreria unica dello Stato, vigliaccamente nascosta nel pacchetto liberalizzazioni, è stata poi la conferma finale della natura centralistica dell’Esecutivo. Fa piacere che il Governatore Errani e rappresentanti di Upi e Anci si siano finalmente accorti che i tecnici chiamati a “salvare la patria” stannoammazzando il federalismo e non hanno nessuna intenzione di portare avanti le riforme necessarie al Paese, ciononostante mi auguro che alle dichiarazioni seguano anche fatti concreti.
A questo proposito, come Presidente della Commissione Bilancio di Regione Lombardia, è mia intenzione presentare nei prossimi giorni una mozione per invitare in audizione il Ministro dell’Economia, che guarda caso è proprio il Premier Monti, per riferire ai rappresentanti eletti dai lombardi le sue intenzioni in merito al federalismo fiscale.
Vorremmo infatti che si mettessero le cose in chiaro una volta per tutte. Siamo veramente stufi di sentire politici e governanti dichiararsi federalisti a parole per poi dimostrare, con il proprio comportamento, l’esatto opposto.”

Milano,  23 febbraio 2012

Al Presidente del Consiglio Regionale



MOZIONE   

Oggetto: invito al Ministro dell’Economia a relazionare sullo stato di attuazione del federalismo fiscale
  
                                                                
Premesso che:

la legge 5 maggio 2009 n. 42 "Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione"  è stata attuata mediante l’approvazione, in via definitiva, di 8 decreti legislativi:
·      federalismo demaniale (d. lgs. n. 85/2010 in G.U. n. 134 dell’11.6. 2010);
·      ordinamento transitorio di Roma Capitale (d. lgs. n. 156/20010 in G.U. n. 219 del 18.9.2010);
·      determinazione dei costi e fabbisogni standard di comuni, città metropolitane e province (d. lgs. n. 216/2010 in G.U. n. 294 del 17.12.2010);
·      federalismo fiscale municipale (d. lgs. n. 23/2011 in G.U. 67 del 23.3.2011);
·      autonomia di entrata di regioni a statuto ordinario e province nonché determinazione di costi e fabbisogni standard nel settore sanitario (d. lgs. n. 68/2011 in G.U. n. 109 del 12.5.2011);
·      risorse aggiuntive ed interventi speciali per la rimozione degli squilibri economici, attuativo dell’art. 16 della legge n. 42/09 (d. lgs. n. 88/2011 in G.U. n. 143 del 22.6.2011);
·      armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009 (d. lgs. n. 118/2011 in G.U. n. 172 del 26.07.2011);
·      meccanismi sanzionatori e premiali relativi a regioni, province e comuni, a norma degli articoli 2, 17 e 26 della legge 5 maggio 2009, n. 42. (d. lgs. n. 149/2011 in G.U. n. 219 del 20.09.2011);

in data 24.10.2011 è stato approvato dal Consiglio dei Ministri lo schema di decreto correttivo del federalismo fiscale (“schema di Decreto Legislativo recante disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 26 novembre 2010, n. 216, del decreto legislativo 14 marzo 2011 n. 23, del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118”) che anticipava, fra l’altro, l’attuazione dei costi standard;


Considerato che:

i decreti legislativi relativi al federalismo fiscale, per acquisire efficacia, necessitano di ulteriori provvedimenti legislativi attuativi;
il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani, il suo omologo per i Comuni Graziano Delrio e Giuseppe Castiglione per le Province, nel corso di un'audizione del Comitato dei 12 presso la Commissione Parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale, hanno espresso forti preoccupazioni in merito al percorso del federalismo fiscale che ''pare essere ormai interrotto''; i rappresentanti degli Enti Locali hanno sollecitato un chiarimento con il Governo in tempi brevi, anche alla luce delle norme sulla tesoreria unica;

la scomparsa del Ministero per il Federalismo è stato un primo campanello d'allarme sulle intenzioni centraliste di questo Governo;

il Consiglio Regionale della Lombardia
impegna il Presidente della Regione

ad invitare in audizione il Ministro dell'Economia, nonché Presidente del Consiglio, Mario Monti, per riferire ai rappresentanti eletti dai lombardi le intenzioni del Ministero e del Governo in merito al processo di attuazione del federalismo fiscale.


domenica 26 febbraio 2012

Zaia vs Caldoro - Tesorerie, un piano per bloccare 7 miliardi di versamenti allo Stato

Depositato il ricorso. Incarico a Bertolissi per opporsi all’accentramento delle casse degli enti locali deciso dal governo. Zaia: "Vogliono portarci via il salvadanaio"

L’aveva promesso. E l’ha fatto. Il governatore Luca Zaia ha deciso di ricorrere alla Corte costituzionale contro la decisione del governo di accentrare in una tesoreria unica, a Roma, tutti i soldi depositati dagli enti pubblici nelle banche del Paese. L’incarico è stato affidato agli avvocati Mario Bertolissi, il costituzionalista di riferimento della Regione, e Andrea Manzi del Foro di Roma. Il tempo, però, stringe: entro il 29 febbraio, infatti, i Comuni, le Province e la stessa Regione dovranno trasferire alla tesoreria statale la prima tranche del 50% ed è improbabile, se non impossibile, che per allora si arrivi ad una sentenza della Consulta. Per questo nella delibera portata ieri fuori sacco in giunta dal vice presidente Marino Zorzato si legge anche la richiesta ai giudici di sospendere subito l’esecuzione delle norme contestate del decreto Salva Italia. Nell’attesa, avverte Zaia, «faremo in modo di opporci anche ai versamenti perché non credo al mero effetto-annuncio del ricorso. Stiamo dunque cercando di capire se ci sono gli strumenti per bloccare i pagamenti dovuti nelle scadenze previste dal governo».
A dimostrazione del fatto che non si tratta di un accanimento del Veneto nei confronti del governo Monti, Zaia mette in fila un paio di numeri: «Finora abbiamo impugnato 2 provvedimenti firmati da Monti e 5 da Berlusconi. Loro ce ne hanno impugnati 4 mentre con l’esecutivo precedente eravamo a quota 8». Insomma, a sentire Zaia la questione è tecnica, non politica anche se è pur vero che Berlusconi è stato in sella per tre anni, mentre Monti sta a Palazzo Chigi solo dal 13 novembre, dunque il ritmo non promette nulla di buono per il futuro. «Questo governo, d’altra parte, ha segnato la morte del federalismo - torna a picchiare il governatore - ed ogni sua decisione va nella direzione del centralismo più sfrenato. Con la tesoreria unica ci stanno rubando il salvadanaio e noi, investiti di questa responsabilità anche dagli altri enti locali del Veneto, siamo pronti a dichiarargli guerra». Anche perché qui si parla di soldi veri, liquidi: si stima che potrebbero prendere la via di Roma tra i 7 e gli 8 miliardi di euro (solo quelli bloccati nelle casse della Regione dal patto di stabilità ammontano a detta di Zaia attorno a 1,35 miliardi). «Il ritorno alla tesoreria unica - si legge nella delibera - comporterà la riduzione delle entrate sino ad oggi derivanti dalle giacenze nella tesoreria regionale per interessi attivi sui depositi nonché un aumento dei costi per il servizio prestato. Inoltre con le disposizioni in esame viene inibita la possibilità per la Regione di utilizzare la propria liquidità per eventuali investimenti finanziari diversi da quelli in titoli di Stato».
Scenari apocalittici per le ragionerie degli enti locali ma tutt’altro che rassicuranti anche per le famiglie e le imprese, secondo Zaia, «visto che perdendo questa ingente liquidità, le banche saranno costrette a rivedere i loro impieghi. E non è un caso che nonostante l’abbattimento dello spread stiano aumentando i tassi d’interesse sulla raccolta». Una circostanza, quest’ultima, confermata anche dal rappresentante dell’Abi in Veneto, Amedeo Piva: «E’ inevitabile che questa decisione del governo, a cui ci opponiamo, finisca per avere ripercussioni sui tassi di raccolta e su quelli degli impieghi e costringerà gli istituti a rivedere questi ultimi. Personalmente, mi associo alla lettera già scritta dal presidente nazionale dell’Abi, Giuseppe Mussari, al presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani». Missiva in cui, in buona sostanza, Mussari chiede a Errani di creare un asse banche-Regioni per convincere il governo a fare dietrofront su un provvedimento definito «dirompente e sconcertante». Intanto esplode la polemica politica, alimentata anche dal rilancio del presidente della Campania Stefano Caldoro che ha chiesto di utilizzare parte dei soldi accentrati nella tesoreria unica (che il governo vorrebbe in realtà a garanzia delle future aste dei Bot) per saldare i debiti accumulati con i fornitori al Sud dalla pubblica amministrazione. «Caldoro vaneggia, ci vuole cornuti e mazziati» tuona l’eurodeputata LN Mara Bizzotto, mentre il segretario del Pd Rosanna Filippin, pur dicendo un secco no alla proposta di Caldoro, avverte: «La priorità dev’essere la modifica del patto di stabilità ». D’accordo Antonio De Poli dell’Udc: «Tutto il resto sono solo tristi sceneggiate».

“Proposta di Caldoro delirante. Giù le mani dai soldi dei Comuni lombardi.”

Patto di stabilità – dichiarazioni di Stefano Caldoro

In merito alle dichiarazioni del Governatore della Campania, Stefano Caldoro, sui soldi del Patto di stabilità.

“Sembra una barzelletta  ma purtroppo non lo è. Il Governatore della “virtuosissima” Regione Campania, Stefano Caldoro, ci sta provando per davvero e con una dichiarazione su Youtube ha proposto di utilizzare i soldi degli Enti locali del Nord, congelati dal Patto di stabilità, per consentire ai Comuni del Mezzogiorno di pagare i debiti con i loro fornitori.
In pratica questo signore, che governa qualcosa che assomiglia più a un buco nero piuttosto che a una Regione, ci sta dicendo che le tonnellate di tasse che già gli spediamo sottoforma di residuo fiscale non bastano più, perché adesso è arrivata l’ora di prosciugare anche i 10 miliardi che i nostri Comuni hanno messo da parte e non possono utilizzare a causa del Patto di stabilità.
Una proposta che sta a metà strada fra il tragico e il delirante ma che purtroppo appare come drammaticamente seria se confrontata con il furto che il Governo ha messo in atto di recente con l’abolizione del regime di tesoreria mista e la reintroduzione della tesoreria unica, in barba all’autonomia fiscale degli Enti locali e al federalismo. 
Se mai qualcuno dovesse prendere in considerazione una cosa del genere l’auspicio è che tutti gli amministratori locali del Nord salgano sullebarricate per difendere i soldi dei loro cittadini dall’egoismo e dall’arroganza dei soliti noti.” 

Guarda i deliranti video di Caldoro su Youtube:
Caldoro: "Coi soldi del Nord paghiamo i debiti del Sud" http://www.youtube.com/watch?v=Z56xjVDLkQ4&feature=player_embedded
Caldoro contro la Lega Nord: "Quei soldi sono dell'Unità d'Italia" http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=TPxTrBJJRgY

MOZIONE URGENTE - Regione Lombardia - mantenimento sedi distaccate del Tribunale di Legnano, Rho e Cassano D’Adda

MOZIONE URGENTE

 Oggetto: mantenimento sedi distaccate del Tribunale di Legnano, Rho e Cassano D’Adda

Il Consiglio regionale della Lombardia


Preso atto che
Sono stati trasferiti alla sede centrale di Milano gran parte dei procedimenti giudiziari delle sedi distaccate del Tribunale di Legnano, Rho e Cassano D’Adda, con la conseguente soppressione sostanziale delle suddette che gestiscono rispettivamente 1.672 fascicoli civili e 339 penali a Legnano, ben 2.059 cause civili pendenti e 684 penali a Rho, 1.337 cause civili e 389 penali a Cassano;

Considerato che
Il Consiglio di Stato il 15 febbraio ha accolto le ragioni dei Comuni di Legnano, Rho e Cassano d'Adda e del Comitato per il decentramento della giustizia ripristinando l'ordinanza 116/2012 del Tar della Lombardia che il 20 gennaio aveva sospeso il progetto di accentramento della giustizia del presidente del Tribunale di Milano;

Assunto che
Il riordino della distribuzione delle sedi giudiziarie debba essere attuato valutando le caratteristiche specifiche dei territori e il numero di abitanti, che nel caso in questione ammonta a 750.000;

Sottolineato che
Le sezioni distaccate di Legnano, Rho e Cassano D’Adda servono un territorio ricco di siti produttivi e commerciali che, nel caso specifico di Legnano e Rho, sono interessati dall’attività della Fiera di Milano fin d’ora e svolgeranno un ruolo crescente in vista di Expo 2015;

Rilevato che
Le difficoltà viabilistiche in direzione Milano nell’orario di funzionamento del Tribunale, comportano perdite di tempo intollerabili per chi deve recarsi in Tribunale non solo per i cittadini ma anche per le Forze dell’Ordine, con conseguenze sulla sicurezza derivanti da un minor presidio del territorio;

Osservato che
La questione del decentramento giudiziario sia da considerare, alla luce dell’art. 5 della Costituzione, nell’ambito del più ampio tema della città metropolitana e di una moderna organizzazione territoriale policentrica;

Considerato altresì che
Recenti inchieste, tra cui quelle denominate “Infinito” e “Bad Boys”, testimoniano la presenza di infiltrazioni di criminalità organizzata sul territorio ed evidenziano la necessità di costanti e dedicate attività di contrasto.

  
IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE
  
A intervenire con tempestività e fermezza presso il Ministero della Giustizia, il Parlamento e il CSM affinché:

- il gruppo di lavoro istituito presso il Ministero della Giustizia per il riordino delle sedi giudiziarie, il Ministero della Giustizia, il Governo, il Parlamento ed il Consiglio Superiore della Magistratura considerino, in modo oggettivo, le caratteristiche dei territori delle sezioni distaccate di Legnano, Rho e Cassano D’Adda, così come impone la legge delega;

- vengano mantenute le sezioni distaccate di Legnano, Rho e Cassano D’Adda e vengano loro assegnati con assoluta urgenza i giudici necessari;

- sia prestata attenzione alla necessità di istituire un Tribunale ed una Procura della Repubblica nel Nord Ovest di Milano così come era previsto nella legge delega 5 maggio 1999 n.155, attuata solamente con l’istituzione dei Tribunali di Tivoli e di Giugliano.


Milano, 22 febbraio 2012

sabato 25 febbraio 2012

“Esenzioni cancellate, duro colpo a Comuni e cittadini. Così il Governo affossa il federalismo”

In merito alle esenzioni Imu sugli immobili comunali, messe in discussioni dalla Ragioneria dello Stato.

“Ormai non passa giorno in cui il Governo Monti non si accanisca contro gli Enti del territorio, dando continuamente prova del proprio disprezzo verso le Autonomie locali. L’ultima novità riguarda i rilievi posti in essere dal Tesoro che ha dato parere negativo alle esenzioni sull’Imu promesse dall’Esecutivo dopo la manovra di Natale per gli immobili comunali e i beni storici. Detto in parole povere i Comuni si troveranno costretti a dover pagare l’Imposta municipale unica sui propri immobili di proprietà, come ad esempio il Palazzo comunale e tutte le strutture utilizzate per i pubblici servizi in capo ai Municipi. Così, dopo aver “rubato” tutti i soldi degli Enti locali con la reintroduzione della Tesoreria unica, il Governo ha pensato bene di spremere i Comuni facendogli pagare le tasse anche sui propri immobili. Alla faccia dell’imposta “municipale” e alla faccia del Federalismo. Inoltre, anche per i cittadini è in arrivo la mazzata: nessuna esenzione per gli immobili inagibili, che verranno considerati uguali alle normali abitazioni. Un salasso continuo che sembra non avere fine.
Si tratta dell’ennesimo colpo all’autonomia fiscale dei territori, fatto in nome del centralismo più becero e arrogante. Con queste misure i governanti stanno facendo tabula rasa del federalismo, riportando il Paese indietro di 20 anni.”

La Camera butta soldi per le natiche dei deputati. Sostituiti i cuscini degli scranni, una vergogna

''In un momento in cui il governo chiede immensi sacrifici ai cittadini, qualche menteniale ha pensato di rifare le poltrone dell'Aula della Camera affinche' i deputati possano avere maggiore conforto per le loro natiche. E' una vergogna di cui i cittadini devono essere informati per trarne le giuste conseguenze''. E' la denuncia lanciata dal deputato della Lega Nord, Davide Cavallotto.

Lega ostruzionista sul «reato tenue»

L'ostruzionismo minacciato dalla Lega per bloccare l'approvazione della riforma sul "reato tenue", si è materializzato ieri quando l'aula della Camera ha cominciato a esaminare gli emendamenti all'articolo 1 della proposta di legge sulla «particolare tenuità del fatto». A raffica, per quasi due ore i deputati del Carroccio hanno sparato contro quello che chiamano «svuotaprocessi», «amnistia mascherata», «depenalizzazione generalizzata», «vergogna», e sarebbero andati avanti così per giorni visto che in questa fase i tempi non sono contingentati,  bloccando l'aula, dov'è atteso il "milleproroghe". Di qui la decisione della maggioranza di rinviare l'esame e il voto a marzo, quando (per regolamento) scatterà il contingentamento dei tempi e, quindi, la tagliola sugli interventi dei leghisti. Ora la Capigruppo deciderà se riprendere già alla fine della prossima settimana o in quelle successive.
 Un copione scontato, salvo per l'assenza in aula del governo, che non è passata inosservata. Il "reato tenue" era stato inserito dal ministro della Giustizia Paola Severino nel ddl varato prima di Natale su depenalizzazione e messa alla prova, in quanto misure necessarie a deflazionare il processo penale. Poi, però, era stato stralciato, ma come segno di rispetto nei confronti della Camera dove la riforma era già arrivata a buon punto. Il testo licenziato dalla commissione Giustizia, sebbene più restrittivo di quello proposto dal governo, ha avuto  il via libera dell'Esecutivo, che ieri, però, non si è né visto né sentito. 
 Ma a parte l'assenza del governo, nei primi due giorni di dibattito in aula non ci sono state sorprese, tanto meno voci dissonanti nella maggioranza. Il rischio è che come con la «svuota-carceri» qualche deputato (soprattutto nel Pdl) prenda le distanze, sensibile alle argomentazioni del Carroccio. Argomentazioni che fanno leva sulla «certezza della pena», sulla «sicurezza», sulla «legalità» e che, al di là della loro fondatezza, possano far breccia nell'opinione pubblica, rendendo impopolare la riforma. 
 Il testo stabilisce che un reato può essere archiviato o l'imputato che lo ha commesso può essere prosciolto se, per le modalità della condotta, la sua occasionalità e le esigue consiguenze dannose o pericolose, il fatto viene valutato dal giudice «di particolare tenuità». Ne resta traccia nel certificato penale e la sentenza consente alla parte offesa di chiedere il risarcimento dei danni, ma il processo si chiude subito, senza trascinarlo – come accade oggi in molti casi bagatellari – fino in Cassazione, a scapito di processi più seri. Secondo la  Lega è una riforma che «dà troppo potere ai giudici» e «lede i diritti dei cittadini» che vogliono che chi commette un reato «paghi, e paghi in carcere». 

BANDO VOUCHER PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE MICRO, PICCOLE E MEDIE IMPRESE LOMBARDE 2012

Regione Lombardia e le Camere di Commercio lombarde, nell’ambito degli impegni assunti con l’Accordo di Programma per lo Sviluppo Economico e la Competitività del Sistema lombardo, intendono favorire i processi di internazionalizzazione delle micro, piccole e medie imprese lombarde.
In particolare, col presente bando sostengono, tramite contributi a fondo perduto in forma di Voucher, le seguenti attività:
- Acquisto di servizi di supporto all’internazionalizzazione
- partecipazione a missioni economiche all’estero in forma coordinata
- partecipazione a fiere internazionali all’estero

Le risorse complessivamente stanziate ammontano a € 5.440.000 e sono ripartite come segue:

Per il Voucher Misura A: € 700.000, indistinto per l’intero territorio regionale, senza suddivisione per provincia;

Per i Voucher Misura B e C: € 4.740.000, suddivisi per provincia secondo la tabella sottostante:

PROVINCE
MISURA B
MISURA C1
MISURA C2
TOTALE
BERGAMO
€ 190.000
€ 190.000
€ 120.000
€ 500.000
BRESCIA
€ 162.000
€ 171.000
€ 117.000
€ 450.000
COMO
€ 140.000
€ 100.000
€ 60.000
€ 300.000
CREMONA
€ 55.000
€ 60.000
€ 75.000
€ 190.000
LECCO
€ 80.000
€ 80.000
€ 90.000
€ 250.000
LODI
€ 60.000
€ 50.000
€ 40.000
€ 150.000
MANTOVA
€ 40.000
€ 70.000
€ 140.000
€ 250.000
MILANO
€ 710.000
€ 860.000
-
€ 1.570.000
MONZA E B.
€ 160.000
€ 260.000
€ 80.000
€ 500.000
PAVIA
€ 85.000
€ 70.000
€ 45.000
€ 200.000
SONDRIO
€ 30.000
€ 25.000
€ 25.000
€ 80.000
VARESE
€ 60.000
€ 120.000
€ 120.000
€ 300.000
TOTALE
€ 1.772.000
€ 2.056.000
€ 912.000
€ 4.740.000

Ai fini di una distribuzione omogenea delle risorse nel corso del periodo di validità del bando, lo stanziamento complessivo per i Voucher Misura B e C è ripartito in base alla seguente suddivisione temporale:
40% dello stanziamento sarà disponibile a partire dal 1 marzo 2012;
30% dello stanziamento, più gli eventuali residui, sarà disponibile a partire dal 23 maggio 2012.
30% dello stanziamento, più gli eventuali residui, sarà disponibile a partire dal 6 settembre 2012.
Lo stanziamento relativo al Voucher Misura A ripartito in base alla seguente suddivisione temporale:
€ 400.000 saranno disponibili a partire dal 1 marzo 2012;
€ 300.000, più gli eventuali residui, saranno disponibili a partire dal 23 maggio 2012.
Regione Lombardia e le Camere di Commercio Lombarde, al fine di garantire l’allocazione ottimale delle risorse in funzione delle effettive richieste, si riservano la facoltà di:
• riaprire i termini di scadenza del bando prolungandone gli effetti in caso di non esaurimento delle risorse disponibili;
• rifinanziare il bando con ulteriori stanziamenti;
• effettuare compensazioni e spostamenti delle risorse tra le misure B e C su base provinciale, in base al loro effettivo tasso di utilizzo.

Possono presentare domanda di Voucher le imprese in possesso dei seguenti requisiti:
• qualificarsi come Micro, Piccola o Media Impresa (MPMI) ai sensi della normativa comunitaria;
• non rientrare tra le imprese attive nei settori esclusi dall’art. 1 del Reg. CE n. 1998/2006;
• avere sede legale e/o sede operativa attiva in una provincia lombarda ed essere iscritte al Registro Imprese della Camera di Commercio lombarda territorialmente competente;
• essere attive e in regola con il pagamento del Diritto Camerale Annuale;
• avere assolto gli obblighi contributivi ed essere in regola con le normative sulle salute e sicurezza sul lavoro di cui alla decreto legislativo 81/2008 e successive modificazioni e integrazioni;
Possono presentare domanda di Voucher le imprese in possesso dei seguenti requisiti:
• qualificarsi come Micro, Piccola o Media Impresa (MPMI) ai sensi della normativa comunitaria;
• non rientrare tra le imprese attive nei settori esclusi dall’art. 1 del Reg. CE n. 1998/2006;
• avere sede legale e/o sede operativa attiva in una provincia lombarda ed essere iscritte al Registro Imprese della Camera di Commercio lombarda territorialmente competente;
• essere attive e in regola con il pagamento del Diritto Camerale Annuale;
• avere assolto gli obblighi contributivi ed essere in regola con le normative sulle salute e sicurezza sul lavoro di cui alla decreto legislativo 81/2008 e successive modificazioni e integrazioni;
• non essere impresa in difficoltà, sulla base della definizione di cui al punto 2.1 degli Orientamenti comunitari sugli aiuti di stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà;
• non essere sottoposte a procedura concorsuale e non trovarsi in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente;
• non aver ricevuto, per la medesima iniziativa, altri contributi pubblici per le spese oggetto del finanziamento;
• non trovarsi nella situazione di aver ricevuto e successivamente non rimborsato o depositato in un conto bloccato aiuti sui quali pende un ordine di recupero, a seguito di una precedente decisione della Commissione europea che dichiara l’aiuto illegale e incompatibile con il mercato comune.
In fase di presentazione della domanda, le imprese richiedenti dovranno sottoscrivere una dichiarazione attestante il possesso dei requisiti sopra indicati.
Sono escluse le imprese attive nei settori si cui all’art. 1 del Regolamento CE n. 1998 del 15 dicembre 2006.
I requisiti indicati devono essere posseduti al momento della presentazione della domanda e sino al pagamento del contributo, pena la decadenza dal beneficio.

Misura A - Servizi di consulenza e supporto per l’internazionalizzazione

Finanzia, a fronte di una spesa minima da parte dell’impresa beneficiaria, l’acquisto di servizi di supporto per l’internazionalizzazione , da acquistare presso soggetti attuatori qualificati.
IMPORTO VOUCHER
INVESTIMENTO MINIMO
€ 2.500
€ 3.500

Ogni impresa può richiedere massimo 2 Voucher Misura A

Sono ammissibili le seguenti tipologie di spesa:
Misura A - Servizi di consulenza e supporto per l’internazionalizzazione:
  • ricerca di fornitori, partner, agenti e distributori esteri;
  • analisi di settore, ricerche di mercato e altri studi direttamente riconducibili alle attività aziendali in corso o in preparazione e relativo consolidamento di rapporti;
  • supporto legale, fiscale, contrattuale per l’estero;
  • assistenza tecnica alle imprese per tematiche legate all’internazionalizzazione (ad esempio: servizi di testing, certificazione merceologiche);
  • informazione/formazione strettamente riconducibile ai temi dell’internazionalizzazione purché abbinata ad almeno una tra le altre attività;
Misura B - Partecipazione a missioni economiche all’estero in forma coordinata:
  • ricerca di partner, fornitori agenti o distributori esteri ai fini della definizione di incontri d’affari;
  • assistenza agli incontri all’estero da parte di personale qualificato, interpretariato e traduzione;
  • affitto di sale per gli incontri, transfer in loco e altre spese direttamente legate alla missione.
Misure C - Partecipazione a fiere internazionali all’estero:
  • affitto spazi espositivi (compresi eventuali costi di iscrizione, oneri e diritti fissi obbligatori in base al regolamento della manifestazione);
  • servizi di traduzione ed interpretariato dettagliati in fattura;
  • allestimento stand;
  • pulizia stand e allacciamenti (energia elettrica, acqua, internet, ecc.);
  • trasporto a destinazione di materiali e prodotti (solo campionario)
  • esclusivamente per la partecipazione in forma aggregata (Misura C1), spese per altri servizi erogati dal soggetto attuatore connessi alla partecipazione alla fiera quali l’assistenza di personale in loco, l’organizzazione di incontri con operatori esteri, convegni o altri eventi collaterali, iniziative di comunicazione e promozione.
La tipologia delle spese sostenute dovrà essere chiaramente desumibile in fase di controllo dalla documentazione (fatture, contratti ecc.) conservata dall’impresa e dal soggetto attuatore per le attività svolte.
I contributi non possono essere utilizzati per la copertura dei costi di viaggio, vitto e soggiorno delle imprese e le eventuali quote associative a consorzi e/o associazioni, né di altre somme eventualmente dovute ai soggetti attuatori per fini diversi da quelli specificati.
È fatto divieto ai soggetti attuatori, pena la revoca del riconoscimento come soggetto attuatore per il presente bando, di condizionare l’erogazione dei servizi oggetto del Voucher all’acquisto di ulteriori servizi non ricompresi dal Voucher.
È responsabilità dei soggetti attuatori di utilizzare le risorse per le attività previste dal presente bando dimostrando all’atto dei controlli la congruenza tra i servizi erogati e le spese sostenute dalle imprese allo scopo. I succitati requisiti e specifiche saranno oggetto delle verifiche previste dalla legge.
Tutte le spese sono da considerarsi IVA esclusa.
Le domande di Voucher devono essere presentate esclusivamente in forma elettronica tramite il sito web Finanziamenti On Line ( https://gefo.servizirl.it/ ) compilando la modulistica disponibile sul sito.
Per presentare la domanda l’impresa deve disporre:
• di un indirizzo di posta elettronica valido e funzionante;
• della firma elettronica del legale rappresentante, o di un suo delegato all’interno del organico dell’azienda. Sono ammessi come strumenti di firma elettronica: la Carta Regionale dei Servizi rilasciata da Regione Lombardia; gli strumenti di firma rilasciati dagli Enti Certificatori accreditati che permettano la firma elettronica avanzata;
• di una carta di credito valida sui circuiti Visa, Visa Electron e Mastercard.
Dopo aver provveduto a compilare integralmente la modulistica resa disponibile sul sito, l’impresa, seguendo la procedura guidata a video, dovrà:
• inviare elettronicamente i dati della domanda;
• scaricare il Modulo di Adesione, per mezzo dell’apposito collegamento reso disponibile, firmarlo elettronicamente e ricaricarlo a sistema;
• pagare in via telematica, tramite carta di credito, l’imposta di bollo sulla domanda pari a € 14,62.
Le operazioni di firma del Modulo di Adesione e di pagamento del bollo devono essere completate entro le ore 24.00 della giornata successiva all’invio elettronico della domanda. Le domande non completate entro tale termine saranno considerate irricevibili ed annullate automaticamente.
A conclusione della procedura, alla domanda sarà assegnato un numero di protocollo.
Attenzione: qualora il numero di protocollo non risultasse assegnato, contattare l’assistenza tecnica di Regione Lombardia.
Per assistere l’impresa in questa fase è messo a disposizione su Finanziamenti On Line il Manuale Utente per la presentazione della domanda.

Le domande per i Voucher Misura A possono essere presentate dalle ore 10,00 del 1 marzo 2012 sino alle ore 12,00 del 31 gennaio 2013.

I servizi oggetto del Voucher dovranno essere erogati successivamente alla data di assegnazione del Voucher. In particolare, dovrà essere successiva alla data di assegnazione del Voucher la data di sottoscrizione del contratto di servizio).
Attenzione: in deroga a quanto sopra indicato, in fase di prima applicazione, fino al 6 aprile 2012, sarà possibile inserire contratti di servizio anche con data antecedente alla data di assegnazione del Voucher, purché sottoscritti a partire dal 1 febbraio 2012.
Potrà essere richiesto un ulteriore Voucher Misura A solo ad avvenuta rendicontazione delle spese relative al Voucher A precedentemente assegnato. La rendicontazione delle spese non potrà in ogni caso essere effettuata prima di 45 giorni dalla data di assegnazione del Voucher.

Le domande per i Voucher Misura B e C possono essere presentate dalle ore 10,00 del 1 marzo 2012 sino alle ore 12,00 del 31 gennaio 2013, con i seguenti limiti:
• per le iniziative con data di inizio a partire dal 1 febbraio 2012 e fino al 29 giugno 2012, dalle ore 10,00 del 1 marzo 2012 (prima finestra);
• per le iniziative con data di inizio a partire dal 30 giugno 2012 e fino al 9 ottobre 2012, dalle ore 10,00 del 23 maggio 2012 (seconda finestra);
• per le iniziative con data di inizio a partire dal 10 ottobre 2012 fino al 31 gennaio 2013, dalle ore 10,00 del 6 settembre 2012 fino alle ore 12.00 del 31 gennaio 2013 (terza finestra).
Il termine ultimo per la presentazione delle domande, per tutte le Misure, è il 31 gennaio 2013 alle ore 12.00.

Le domande di Voucher Misura B devono essere presentate non più tardi di 10 giorni prima della data di inizio della missione.
Le domande di Voucher Misura C devono essere presentate non più tardi di 30 giorni prima dalla data di inizio della fiera.
Attenzione: in deroga a quanto sopra indicato, in fase di prima applicazione, per tutti gli eventi con data di inizio fino al 6 aprile 2012, sarà possibile richiedere Voucher Misura B e C senza termine minimo di anticipo. In particolare, sarà possibile richiedere Voucher anche per eventi già conclusi, purché abbiamo avuto luogo a partire dal 1 febbraio 2012.
In occasione dell’apertura della seconda (23 maggio 2012) e terza finestra (6 settembre 2012), sul sito Finanziamento On Line sarà interdetta la possibilità di inviare domande di Voucher e di creare e modificare bozze di domanda per l’intera durata del giorno antecedente e fino all’orario di apertura.