giovedì 17 maggio 2012

Fabrizio Cecchetti (Lega Nord) eletto Presidente del Consiglio regionale


Nel suo discorso di insediamento ha toccato gli obiettivi più importanti del suo mandato. Primo traguardo: ridare dignità all’Assemblea regionale, difesa del ruolo di indirizzo e controllo dell’Assemblea legislativa e dell’autonomia regionale. Sollecitata la revisione del Patto di Stabilità e la necessità di aprirsi alla società: “Rompere la logica dell’autocelebrazione. E’ arrivata l’ora di un bagno nella realtà, le istituzioni stiano fra la gente”.

Fabrizio Cecchetti è il nuovo Presidente del Consiglio regionale della Lombardia. La sua elezione è avvenuta stamani dubito dopo che l’Aula ha ratificato le dimissioni di Davide Boni.
Cecchetti, che ha 34 anni e che ricopriva la carica di Presidente della Commissione Bilancio, è stato eletto alla quarta votazione con 45 voti.
Nel suo discorso di insediamento il Presidente Cecchetti ha evidenziato l’obiettivo che si prefigge col mandato: “Ridare la giusta dignità all’Assemblea della Lombardia, un Parlamento regionale che rappresenta i quasi 10 milioni di abitanti di una delle aree più industrializzate e ricche di cultura e storia, non soltanto d’Europa, ma del mondo intero”.
Per raggiungere l’obiettivo, Cecchetti ha tracciato una strada ben precisa. Ha riconosciuto la virtuosità del parlamento lombardo che è riuscito a varare un taglio ai cosiddetti costi della politica, ma ha chiesto di andare oltre perché “in gioco non c’è soltanto la reputazione dell’istituzione che rappresentiamo ma anche, e soprattutto, la legittimità e il valore del principio democratico e quindi, in ultima istanza, della sovranità popolare.
Cecchetti ha invitato il “Palazzo” ad aprirsi al territorio “rompendo con la logica dell’autocelebrazione in favore di un più sano pragmatismo istituzionale. Non è più il tempo – ha detto - di barricarsi nelle “torri d’avorio” ed è arrivata l’ora di un bagno nella realtà, indispensabile per sfatare il fastidioso luogo comune che vuole la politica come completamente sconnessa dal mondo esterno e impegnata unicamente nella difesa dei propri privilegi. Bisogna quindi – ha aggiunto - che siano le Istituzioni a entrare nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nei mercati, ad andare da commercianti e artigiani, utilizzando al meglio anche mezzi di comunicazione moderni come la rete”.
Cecchetti ha evidenziato la “necessità che il Consiglio assuma il ruolo di primo piano che gli spetta e che non sia ridotto alla funzione di mero organo di ratifica delle decisioni assunte dalla Giunta Regionale” e sollecitato lo sblocco del Patto di Stabilità affinché la Lombardia possa usufruire delle risorse frutto delle tasse dei suoi cittadini “per dare quelle risposte che famiglie, lavoratori e imprese si aspettando per superare questo drammatico momento di crisi”. Non è mancato un accenno alla riforma federale dello Stato sulla quale ravvisa “una battuta di arresto con l’avvento del nuovo Governo nazionale”. E ha picchiato più volte il tasto sul valore dell’Autonomia invitando a “sfruttare in maniera più opportuna gli spazi di manovra concessi dalla riforma del titolo V della Costituzione perché troppo spesso lo Stato emana leggi che invadano in modo esplicito gli ambiti dell’attività regionale, dunque è giusto e sacrosanto ritagliarci altri spazi che comunque dovrebbero essere nostri di diritto”.
Il nuovo Presidente del Consiglio regionale ha poi evidenziato la necessità di proseguire e rafforzare la collaborazione con gli organi legislativi delleRegioni padane ed europee come Baden WuttenbergCatalunya e Rhone –Alpes anche “per fronte comune con le realtà a noi affini può fornire un serio aiuto e una via d'uscita dalla crisi economica che stiamo attraversando”. Poi un invito ai consiglieri: “Sento su di me il peso di una grande e importante responsabilità. Per questo vi chiedo di supportarmi con consigli e proposte perché faro’ tesoro delle vostre esperienze”.

CON ABUSIVI NON SI TRATTA, SGOMBERARE


TORRE GALFA
CON ABUSIVI NON SI TRATTA, SGOMBERARE
"Con chi occupa abusivamente non si tratta, si agisce." Così interviene il consigliere regionale della Lega Nord, Davide Boni, a proposito dell'occupazione della Torre Galfa a Milano. "Siamo convinti da sempre della necessità - afferma Boni - di porre fine a tutte le situazioni di illegalità che i centri sociali milanesi riescono a portare avanti, grazie alla complicità delle forze politiche della sinistra. Anche nel caso della Torre Galfa, ci troviamo davanti a un caso di occupazione abusiva che non può essere tollerato. E questo soprattutto per rispetto verso coloro che si comportano in maniera corretta, alle tante associazioni culturali e di volontariato che non hanno una sede e che magari hanno fatto domanda al Comune per poter disporre di un luogo dove poter svolgere la propria attività. Chi è stato eletto per difendere i cittadini milanesi e combattere il degrado dovrebbe ora chiamare la Prefettura e predisporre un immediato piano di sgombero. Sento invece parlare di "riutilizzo sociale", di dialogo, di mediazione, addirittura di "interpretazioni intelligenti" delle leggi. Ma di fronte a ciò che sta avvenendo alla Torre Galfa, la soluzione può essere solo una: sgomberare, sgomberare, sgomberare."

BANDO "RESPONSABILITA’ SOCIALE PER LA COMPETITIVITA’ D'IMPRESA"




L'obiettivo del bando è riconoscere la dimensione strategica della Responsabilità Sociale d'Impresa come strumento competitivo, per coniugare sviluppo economico aziendale e la creazione di valore sociale, integrare gli obiettivi economici e finanziari con quelli sociali e valorizzare il comportamento responsabile dell’Azienda nella prevenzione e gestione delle crisi in una logica di accompagnamento, riqualificazione e reimpiego dei propri lavoratori.
Le imprese beneficiarie potranno presentare domanda a partire dalle ore 10,00 del 23 maggio 2012 e fino alle ore 16,30 del 19 luglio 2012, collegandosi al seguente indirizzo: https://gefo.servizirl.it
(Vedi in allegato la scheda del bando e tutte le informazioni necessarie).





mercoledì 16 maggio 2012

Cassano = Bronx ? NARCOTIZZATI MENTRE DORMONO E DERUBATI


Di seguito due episodi inquietanti e che purtroppo ripropongano il tema della sicurezza in modo allarmante. Questa amministrazione che piu volte abbiamo accusato di non fare nulla, purtroppo persevera nella sua NON politica in tema di sicurezza,  E’ vero che finalmente dopo mesi di nostre continue richieste e’ stato fatto il concorso per sostituire i due agenti di polizia locale, ma nel frattempo sono andati in pensione il Comandate Caprotti ed il suo vice Calzaferri ed il Polo della Sicurezza giace nel più assoluto abbandono, con il materiale da cantiere, tondini, laterizi, ecc che rischia di andare in malora, creando a questo punti anche problemi di ulteriori costi per le tasche dei cittadini.
Cittadini che sempre più spesso si trovano da soli ed indifesi, davanti a questi episodi criminali.
Per fortuna sialLa Polizia Locale che la locale stazione dei Carabinieri, seppure in condizioni di estrema difficoltà qualche volta riescono a prendere i colpevoli. Questa pero’ e’ una magra soddisfazione, visto come si sta’ comportando l’attuale amministrazione nei loro confronti, sembra infatti che il loro interessi siano altri, il PGT in primo luogo, nonché il favorire chi li ha sostenuti o addirittura chi era presente nelle loro liste, quando si tratta di assegnare incarichi di ogni tipo.
Ci auguraimo veramente che prima o poi no succeda l’irreparabile per fare capire loro in che situazione da Bronx e finta Cassano in questi mesi. 




Gazzetta della'Adda
Cassano -  Mentre dormono la banda del forellino entra nella loro abitazione, li narcotizza e si porta via gioielli, denaro e finanche i pantaloni del proprietario. Protagonista della vicenda la famiglia Severgnini che vive in un una cascinetta in via Cristo Risorto nella zona sud della città . Il fatto è successo la notte tra venerdì e sabato della scorsa settimana. «Quel giorno pioveva - ha raccontato Nerina Severgnini - ero un po' influenzata e così sono andata a coricarmi presto raggiungendo mio marito. La mattina quando ci siamo svegliati il primo ad alzarsi è stato proprio lui. Si sentiva un po' disorientato. Ha fatto qualche passo e poi ha cominciato ad accorgersi che qualcosa non andava». L'uomo non trovava i pantaloni che aveva lasciato vicino al letto. Quando poi ha raggiunto la cucina e ha visto il disordine che vi regnava ha capito cosa era successo. « I ladri ci avevano preso di mira - ha continuato ancora il suo racconto Nerina Severgnini - Abbiamo scoperto che hanno praticato un forellino nell'infisso di una finestra e poi con un chiodo sono riusciti a sollevare il saliscendi finché non si è aperta». Una volta dentro l'abitazione i ladri hanno raggiunto la camera da letto. I proprietari sono convinti di essere stati narcotizzati e per questo non si sarebbero poi accorti di quanto stava accadendo. «Sono entrati nella nostra stanza e hanno preso i pantaloni di mio marito - ha spiegato ancora la proprietaria - poi hanno frugato nei cassetti della cucina mettendo le mani sull'oro che avevamo e sul denaro contante. Si sono presi anche la mia fede di matrimonio mentre si sono accorti che un altro anello non era oro vero e l'hanno lasciato». A questo punti ladri hanno aperto un'altra finestra e si sono dati alla fuga per quella via. 
  «E' stata un'esperienza bruttissima - ha concluso la proprietaria di casa - pensare che erano in camera nostra e giravano mentre noi dormivamo. Ora non riesco più a essere tranquilla. Quando scende la sera ho paura». 

COPPIA SORPRESA A DEPREDARE IL GIARDINO DI UNA VILLETTA

CARABINIERI DOPO AVER FORZATO IL CANCELLO I DUE STAVANO CARICANDO ATTREZZI E ARREDAMENTI  

Cassano -  Coppia d'italiani sorpresi a rubare in un giardino. Sono finiti in manette mentre caricavano il loro furgone con sedie e attrezzi da giardinaggio. Protagonisti passata l'una quando passeggiando in via Colombo un residente si è accorto che qualcosa non andava. 

passata l'una quando passeggiando in via Colombo un residente si è accorto che qualcosa non andava. Davanti a una villetta di una sua lontana parente c'era parcheggiato un furgone e una coppia armeggiava tra il giardino e il mezzo caricandolo alla bene e meglio. Insospettito il passante ha dato l'allarme contattando il 112. Sul posto è arrivata una pattuglia del Nucleo operativo radio mobile della Compagnia dei carabinieri di Cassano che ha sorpreso i due ladri ancora all'opera mentre stavano caricando delle sedie in metallo. In particolare lui faceva avanti indietro dal giardino mentre lei sistemava la refurtiva nel furgone I militari hanno chiesto cosa stesse accadendo. La coppia ha provato all'inizio a sostenere che era d'accordo con la proprietaria per spostare mobili da giardino e attrezzi. Una tesi che si è rivelata ben presto campata per aria. Soprattutto quando è risultato evidente che i due per accedere alla villa avevano forzato il cancello dell'ingresso utilizzando un piede di porco. 
I carabinieri hanno fermato i due accompagnandoli al comando dove sono stati identificati. A carico dell'uomo sono emersi numerosi precedenti, alcuni proprio per furto. Entrambi sono stati arrestati con con l'aggravante della violenza su cose. Venerdì mattina sono comparsi davanti al giudice con rito direttissimo. 

Tributaristi divisi sulla legittimità della nuova tassa sugli immobili. L'imposta violerebbe due articoli della Costituzione e lo Statuto dei diritti del contribuente: «Non si può disporre con decreto-legge l'istituzione di nuovi tributi». Gli esperti consigliano i metodi per presentare richiesta di rimborso. Rischio caos?

L’Imu, imposta municipale unica, secondo il parere di alcuni tributaristi, non solo viola una delle norme fondamentali dello Statuto dei diritti dei contribuenti, ma sarebbe addirittura incostituzionale. La nuova tassa sugli immobili varata dal Governo Monti costituisce infatti un vero e proprio vulnus dell’ordinamento, e sebbene il tema sia complesso e molto delicato, tra gli esperti c’è chi è pronto a scommettere che esistano buone possibilità che eventuali ricorsi dei cittadini vengano accolti dalle varie Commissioni Tributarie.
IL PUNTO - Com’è noto l’Imu rientrava nelle disposizioni contenute nel decreto legge “Salva Italia” che è stato poi convertito in legge alla fine del mese scorso. Il problema però è che l’articolo 4 delloStatuto dei diritti del contribuente afferma quello che dovrebbe essere un principio cardine del rapporto tra i contribuenti e il fisco, ossia il “No taxation without representation” (No alla tassazione senza rappresentanza): «Non si può disporre con decreto-legge l’istituzione di nuovi tributi né prevedere l’applicazione di tributi esistenti ad altre categorie di soggetti». In parole povere, per l’imposizione di nuovi tributi o balzelli è necessaria una votazione parlamentare e non basta dunque la sola volontà del Governo e del Presidente della Repubblica.
La questione appare limpida, eppure già a questo punto il parere degli esperti è discordante.Francesco Tesauro, avvocato e docente di diritto tributario all’Università Bicocca di Milano, ha spiegato a ilVostro che secondo il suo parere, vista l’attuale situazione economica, non è così grave che il legislatore violi lo statuto dei diritti del contribuente. «Il legislatore – ha spiegato il legale – deve rispettare la Costituzione, non le altre leggi. Si può concepire lo Statuto come una “superlegge”, che il legislatore deve rispettare, perché le leggi che violano lo Statuto sono simili a leggi che violano la Costituzione. Questa però è una tesi minoritaria. Ritengo che in una situazione di emergenza come questa, un tributo possa anche essere istituito con decreto legge. Forse è incostituzionale lo Statuto che pretende di modificare il regime costituzionale delle fonti».
Vincenzo Carbone, invece, presidente della Corte di Cassazione sezione Tributaria, così scrive nella prefazione di un libro che ha come oggetto lo Statuto: «La riserva di legge contenuta nell’articolo 23 della Costituzione è interpretata dallo stesso legislatore nel senso di escludere l’utilizzazione dei decreti legge sia per l’introduzione di nuovi tributi, sia per l’estensione di quelli già esistenti a nuove categorie di soggetti. […] Lo statuto del contribuente può civilizzare il diritto tributario, ma perché ciò avvenga occorre che contribuenti e professionisti se ne facciano paladini invocandone l’applicazione e l’interpretazione da parte dei giudici». Da queste frasi sembra di poter dedurre che l’articolo 4 dello Statuto rimanderebbe addirittura all’articolo 23 della Costituzione che recita: «Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge». E se questa interpretazione fosse corretta, l’Imu sarebbe a tutti gli effetti incostituzionale. Tanto più che la determinazione di elementi essenziali dell’imposta sono stati rinviati a un decreto del presidente del Consiglio dei Ministri.
RAPPORTO FISCO/CONTRIBUENTI - Quello che può sembrare solo un problema di interpretazione dottrinale sottende in realtà una questione più ampia: la natura del rapporto tra il fisco e i contribuenti. La domanda sorge spontanea: perché esiste uno Statuto dei Diritti del Contribuente se il legislatore può sistematicamente violarlo? In Italia il cittadino è un suddito che si deve inchinare di volta in volta al volere dello Stato oppure si confronta alla pari con esso? Ragion di Stato o libertà individuale? Dalla risposta a queste domande dipende l’interpretazione che ognuno può dare rispetto a quanto detto finora. A questo proposito, è opinione diffusa tra i tributaristi più “liberali” che il Governo dovrebbe rispettare le norme esistenti attraverso le quali sono stati fissati i principi di carattere generale in un atto legislativo non a caso chiamato Statuto. Perché in questo caso la forma è sostanza.
Se a questo si aggiunge che secondo alcune interpretazioni l’Imu violerebbe anche l’articolo 53 della Costituzione che riguarda la capacità contributiva e che stando a quanto afferma l’articolo 119 della Carta costituzionale lo Stato, riguardo ai tributi locali, non dovrebbe legiferare nel dettaglio, ma solo limitarsi a fissare i principi, ecco che la nuova tassa lascia qualche dubbio su più di un fronte.
RICORSI – Per chi volesse presentare ricorso in Commissione Tributaria, ecco il consiglio degli esperti per i lettori de ilVostro: versare l’imposta e presentare richiesta di rimborso solo qualche giorno prima della scadenza prevista per richiedere la restituzione dell’importo. In tal modo, procrastinando il più possibile il momento del contenzioso e, ammesso che si entri in una situazione economica favorevole, si potrebbero anche avere dei risultati positivi. In ogni caso, è opportuno avvertire il contribuente del possibile rischio di una condanna alle spese di giudizi

Ma un pentito della 'Ndrangheta smentisce Saviano sulla Lega Nord

Roberto Saviano, lo scrittore di Gomorra, si è tirato via un paio di sassolini dalla scarpa durante la trasmissione «Quello che non ho» in onda ieri sera su La7. Ha ricordato di quando nel dicembre del 2010 parlò del rapporto tra 'Ndrangheta e Carroccio. Di come i clan cercassero i contatti con tutti i partiti politici, tra questi anche il movimento di Umberto Bossi. Roberto Maroni, all'epoca ministro dell'Interno, replicò duramente dicendo: «Sono falsità». Ma poi ci sono state le indagini di questi ultimi mesi e l'ex tesoriere Francesco Belsito indagato pure dalla procura di Reggio Calabria insieme ai presunti «broker» dei clan calabresi, Romolo Girardelli e Bruno Mafrici. Le indagini vanno avanti e la posizione dei tre non è delle migliori, anche perché ci sono di mezzo tre procure compresa quella di Tirana, Albania, altra zona di riciclaggio. Ma per dovere di cronaca bisogna raccontare che oggi l'Ansa ha fatto uno scoop sentendo il pentito Luigi Bonaventura. Il nome di Bonaventura è circolato negli ultimi giorni sui quotidiani perché sarebbe stato lui a dire secondo un boss calabrese: «Il partito che odia i terroni ce l'abbiamo in mano noi».
Ma oggi ha ritrattato. Secondo la ricostruzione dell'Ansa, «un anno fa circa la cosca della 'ndrangheta dei De Stefano avrebbe avvicinato un pentito per cercare di convincerlo a 'tirare in ballò la Lega Nord nelle sue dichiarazioni ai magistrati. Il clan stava portando avanti «un'operazione di riciclaggio da 70 milioni di euro e c'erano da riciclare anche i fondi neri dei partiti, ma qualcosa poi non ha funzionato». Bonaventura, che da 5 anni sta riempiendo pagine di verbali con diverse Procure e che ha intenzione «di continuare a collaborare nell'interesse della verità», ha deciso «di parlare con la stampa» per accendere un 'farò sulla sua condizione. «Altrimenti - ha chiarito - sarei spacciato, perchè io sono una bomba che cammina e che esploderà, perchè mi faranno fuori». 
Da qui un appello alle istituzioni, spiega all'Ansa il pentito: «Chiedo di poter andare a vivere all'estero con i miei figli e ricostruire una vita normale, sempre continuando a collaborare, perchè io sono un 'pentito verò e ho spezzato la catena che mi legava alla 'ndrangheta». Stando alle sue parole, però, c'era chi voleva che lui - una volta a capo dell'omonima cosca del Crotonese - diventasse un «finto pentito». Nel 2011, racconta Bonaventura «i De Stefano mi hanno avvicinato facendomi capire che mi potevano dare soldi e potevano aggiustare i processi, se io avessi fatto il 'finto pentitò per loro. Avrei dovuto anche, mi dissero, 'toccarè la Lega». Cioè coinvolgere il partito di Umberto Bossi con le sue dichiarazioni. Bonaventura non accettò e andò avanti nella collaborazione con i magistrati, «perchè io voglio che venga fuori la verità»

martedì 15 maggio 2012

Lega, da Bossi via libera a Maroni # Il Consiglio federale discute della candidatura unica


MILANO - Bossi ha dato il via libera alla candidatura unica di Roberto Maroni in vista del congresso della Lega. È quanto filtra dalla riunione del Consiglio federale del movimento padano, riunito dalle 15 nella sede della Lega in via Bellerio a Milano. Tra i temi all'ordine del giorno la posizione della Lega nel secondo turno delle elezioni amministrative ma soprattutto i congressi nazionali e federali del movimento. A quanto pare il senatur, che aveva annunciato la sua ricandidatura, avrebbe fatto un passo indietro. Sul tema, nei giorni scorsi, all'interno del gruppo dirigente si è cercata un'intesa tra lo stesso ex leader e Maroni. Che a quanto pare sarebbe stata alla fine trovata.
L'ACCORDO - Bossi avrebbe parlato di un accordo che prevede Maroni Segretario con tre Vicesegretari. Uno dei quali dovrebbe essere nominato vicario del segretario, e dovrebbe essere un veneto. Al Senatur verrebbe riservata la carica di Presidente fondatore.

SPENDING REVIEW, GARAVAGLIA (LN): APPLICHIAMO PARAMETRO LOMBARDIA E FEDERALISM

"Finalmente è ufficiale: i dati presentati da Giarda sulla cosiddetta spending review certificano quanto la Lega va dicendo da anni e in particolare l'analisi sulla distribuzione territoriale del pubblico impiego da l'unica soluzione per il sistema Italia". Lo afferma il senatore della Lega Nord, Massimo Garavaglia, vicepresidente della commissione Bilancio del Senato in materia di spending review commentando quanto affermato da ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda. Secondo la Lega il calcolo è facile: "Prendendo la tabella e applicando il parametro della regione Lombardia - sottolinea Massimo Garavaglia - cioè circa 420 dipendenti ogni 10 mila abitanti a tutto il paese, si risparmiano 25 miliardi di euro all'anno. Non serve più Monti, non serve più niente, serve solo il federalismo".

Zaia, non sono ne' maroniano ne' bossiano

''Non sono ne' maroniano ne' bossiano''. Lo ha dichiarato il governatore del Veneto, Luca Zaia, oggi a Riese Pio X, ai giornalisti che gli chiedevano di commentare il prossimo congresso federale della Lega Nord del 2 giugno. ''Non so che cosa accadra' - ha continuato Zaia -, mi sembra la politica delle montagne russe. Aspettiamo il congresso, dove i militanti decideranno''. ''Evito dichiarazioni sui vari candidati perche' non voglio farmi un'etichetta. Non sono ne' maroniano ne' bossiano'', ha concluso il presidente della regione Veneto.

lunedì 14 maggio 2012

Magagna della Settimana

Un bell'esempio di scarsa cura del territorio, inviatoci da un nostro lettore, in zona Cascina Romilli


Un bel palo della Luce, senza lampione, molto utile no?


Un idrante immerso in una foresta di erbacce


Cavi e tubi abbandonati a se stessi

Disco verde Ue al welfare padano

'Disco verde dell'Unione europea al welfare del Friuli Venezia Giulia. Voluto dalla Lega Nord.

Sostenuto dalla maggioranza e dalla Giunta. Bombardato, boicottato e irriso da opposizione e associazioni di sedicenti filantropi. La filosofia della nostra riforma - sottolinea il capogruppo del Carroccio in Consiglio regionale Danilo Narduzzi - e' pienamente in linea con le direttive comunitarie, e noi abbiamo sempre rivendicato la fondatezza del testo. Oggi, finalmente, giustizia e' fatta''.

''La nostra coerenza viene finalmente premiata, aggiunge Narduzzi.

La nostra legge non e' discriminatoria ne' razzista.

Semplicemente, riserva un canale prioritario per chi ha vissuto e ha contribuito a produrre la ricchezza di questo territorio.

La penuria di risorse impone scelte, i nostri cittadini sono in difficolta', e noi dobbiamo aiutarli, non bastonarli per ragioni ideologiche. I cittadini di questa regione meritano rispetto, e la Lega conferma di essere al loro fianco.

Finalmente l'Europa si e' allontanata dai fanatismi dei burocrati e ha saputo ascoltare le esigenze dei popoli.

Speriamo sia l'alba di una nuova stagione''.

domenica 13 maggio 2012

Maroni a Formigoni «Nessun accordo».

 E' scontro tra il presidente della Regione Roberto Formigoni e l'ex ministro Roberto Maroni, componente del Comitato esecutivo federale dei triumviri del Carroccio. Il governatore lombardo lunedì aveva parlato di un accordo con la Lega per i ballottaggi. «Smentisco categoricamente le dichiarazioni di Roberto Formigoni,riportate nell'edizione milanese delCorriere della Sera, secondo cui avrei garantito l'appoggio della Lega Nord ai candidati del Pdl al prossimo ballottaggio», ha dichiarato Maroni in un comunicato. «Non è assolutamente così e colgo l'occasione per ribadire che la segreteria politica della Lega Nord ha già deciso che non ci sarà nessun apparentamento formale e nessun appoggio a nessun candidato al ballottaggio, lasciando totale libertà di voto ai nostri elettori».

Il Governo salva le pensioni... ma solo quelle dei manager



“Il passo indietro del governo, per voce del ministro Piero Giarda, dopo la denuncia della Lega non cambia la realtà dei fatti. Di fronte al rifiuto della commissione Finanze di accettare la norma che salvaguarda le pensioni d’oro dei manager di Stato il governo ha risposto che il testo è blindato e che il decreto sulle Commissioni bancarie non è modificabile”. Lo dichiara il vice capogruppo dei deputati della Lega Nord, Maurizio Fugatti. “In pratica, per salvaguardare gli interessi di pochi grandi manager, il governo Monti avrebbe trovato il tempo e il modo di modificare il testo del decreto. Per tutelare invece i clienti delle banche e garantire liquidità alle imprese, come chiesto negli emendamenti presentati dalla Lega, l’esecutivo risponde che il testo è blindato. Ancora una volta i tecnici dimostrano la loro distanza dai problemi reali delle famiglie e delle imprese”. Sulla questione è intervenuto anche il deputato leghista, Paolo Grimoldi: "Questo non è il Governo della gente, ma il Governo di interessi in parte occulti e in parte fin troppo palesi. Oggi per dimostrare da che parte stanno hanno provato a ritoccare al rialzo le pensioni d'oro per i manager, reinserendole nel decreto sulle commissioni bancarie. E Giarda è patetico quando si affretta a smentire. Il lavoro di Monti è tutt'altro che cristallino, non mi stupirei se dopo la visita al Monte dei paschi la Finanza facesse un giro anche nelle stanze del Governo".

sabato 12 maggio 2012

Lega Nord: Zaia, deve tornare ai fondamentali

''La Lega Nord dovra' tornare ai fondamentali ed investire ancora di piu' sulle amministrazioni, sui sindaci''. Cosi' Luca Zaia, Governatore del Veneto, che non si sbilancia, pero', sulla candidatura di Flavio Tosi alla segreteria della Liga Veneta.

''I congressi si fanno nelle sedi deputate, vedremo quali saranno i candidati e i programmi'', dichiara. Commentando l'affermazione dei ''grillini'', il Governatore spiega che oggi i cittadini ''vogliono i fatti concreti'' e ''chiedono anche di eleggere i loro rappresentanti, e che siano drasticamente ridotti i costi della politica''.