venerdì 20 dicembre 2013

Cassano, biglietteria fantasma: via al bando - La Farsa Continua....

Il Giorno, Un chiosco volante sostituirà il vero bar che nessuno vuole. Il Comune prova a risolvere i problemi dello scalo ferroviario

giovedì 12 dicembre 2013

Il Giorno Bar chiuso e niente biglietteria: la stazione di Cassano è fantasma

Bar chiuso e niente biglietteria: la stazione di Cassano è fantasma

Proseguono i disagi causati dai cantieri per la tangenziale
di Monica Autunno

venerdì 21 giugno 2013

Tasse, la proposta della Lega: "Legalizzare la prostituzione per evitare l'aumento dell'Iva"


Far emergere il giro d’affari legato alla prostituzione significherebbe per lo Stato e gli enti locali incassare abbastanza risorse per abbassare una serie di imposte


Con le "lucciole" legalizzate e, quindi, obbiglate a versare i contributi all'erario pubblico, si potrebbe evitare l’aumento dell'aliquota Iva dal 21 al 22%.



L’idea è del Carroccio che schiera l’intero gruppo di Palazzo Madama a sostegno di una proposta di legge presentata oggi che porta come prima firma quella del capogruppoMassimo Bitonci.

"Non ha più alcun senso nascondersi dietro ipocrisie e tabù", ha spiegato Bitonci ricordando che la prostituzione è un fenomeno che esiste da sempre. Secondo un recente studio, il 75% degli italiani sarebbe favorevole alla sua regolamentazione, anche per fermare ogni sfruttamento e violenza. Proprio per queste ragioni, i lumbardchiederanno l’immediata calendarizzazione del testo in commissione Giustizia. "Da anni presentiamo questa proposta in Parlamento senza mai arrivare nemmeno alla discussione del testo", ha continuato Bitonci augurandosi che i tempi siano ormai maturi anche alla luce della profonda crisi economica che si è abbattura sul Belpaese. Far emergere il giro d’affari legato alla prostituzione significherebbe per lo Stato e gli enti locali incassare abbastanza risorse per evitare non solo ulteriori aumenti delle tasse ma anche per abbassare una serie di imposte. Il senatore leghista ha, infatti, in mente di usare l'introito per evitare il rincaro dell'aliquota Iva, abrogare l'Imu sulla prima casa o scampare la stangata della Tares. "È tempo di abbandonare la demagogia e un certo bieco moralismo - ha concluso Bitonci - non serve nascondere la testa sotto la sabbia". La proposta firmata dai senatori del Carroccio è, infatti, molto semplice: legalizzare "La prostituzione vuol dire eliminare lo sfruttamento che ora dilaga, togliere le donne dalla strada, proteggere le minori, salvaguardare la salute e combattere la criminalità organizzata che oggi prospera attorno allo sfruttamento".

Lombardia: Maroni, portero' in Ue grido di dolore delle nostre imprese


Lombardia: Maroni, portero' in Ue grido di dolore delle nostre imprese

 ''Quando nei prossimi giorni vedro' a Bruxelles il presidente Barroso per parlare di Expo, portero' l'auspicio che l'Europa non sia solo matrigna, ma sia di aiuto e sostegno alle aree in difficolta''' perche' ''il grido d'allarme, quasi di dolore, che viene dal mondo delle imprese lo sento bene e lo voglio portare all'attenzione di tutte le autorita', soprattutto quelle europee''. E' quanto ha dichiarato il presidente della regione Lombardia Roberto Maroni, intervenendo questa mattina al convegno 'Europa, Euro, Italia', promosso dalla Federazione nazionale Cavalieri del Lavoro. Per Maroni, il tema del lavoro, dello sviluppo e il modo di contrastare la crisi ''dovrebbero vedere l'Europa protagonista''.


Maroni, nel corso del suo intervento, ha ribadito che ''il lavoro e' per me la priorita' numero uno''. Presenti, tra gli altri, il presidente della Federazione italiana Cavalieri del Lavoro Benito Benedini, il presidente della Rai Anna Maria Tarantola, Antonio Padoa Schioppa, Alberto Quadrio Curzio e Marco Fortis.


''In Lombardia - ha spiegato il presidente - abbiamo gia' deciso una serie di misure, per consentire alle imprese di lavorare. L'occupazione infatti non si crea per decreto, ma consentendo alle imprese di lavorare e, quindi, di assumere''. ''A breve - ha aggiunto Maroni - sara' approvato in Giunta un pacchetto di interventi da 1 miliardo di euro, che permettera' di dare sostegno a oltre 45.000 imprese''.



Come spiegato dallo stesso Maroni, ''il mio compito e' introdurre misure per creare lavoro: non ho tutte le competenze, ma ho il dovere di creare le condizioni, perche' nella mia regione si attuino tutte le politiche, europee, nazionali, regionali e locali in grado dicontrastare quella che rischia di essere un'emergenza sociale''.



A questo proposito Maroni ha sottolineato che ''le difficolta' delle imprese, dei lavoratori e dei giovani rischiano di trasformare il dato fisiologico della disoccupazione in dato patologico''.



Dal 2008 al 2012, infatti, il tasso di disoccupazione e' raddoppiato in Lombardia, quello giovanile ha superato il 25 per cento: ''e' per me necessario - ha ribadito Maroni - attivare tutte le leve regionali e quelle che stanno a Roma e Bruxelles, perche' a questa emergenza si diano risposte concrete e immediate''.



A proposito dell'euro, Maroni ha notato come sia ''una realta' che viviamo con un po' di apprensione e con valutazioni anche diverse''. ''Oggi - ha detto ancora il presidente - ci sono voci critiche in Italia e in Europa. Ci sono soggetti politici in diversi Paesi, che sono euro-critici ed euro-scettici. La richiesta di uscire dall'euro, che c'e' in giro in Europa, molti la considerano una boutade; io la ritengo una cosa seria, perche' puo' portare alla disgregazione

giovedì 20 giugno 2013

Lettera di Bobo Maroni ai militanti

Chi tra i leghisti afferma che la Lega è morta, è un pirla

Il segretario prova a radunare i suoi e avverte i "bossiani": "Chi non è d'accordo con me può andarsene. Basta piangersi addosso"

Chi tra i leghisti afferma che la Lega è morta, è un pirla".Roberto Maroni con una lettera indirizzata a tutti i militanti prova a respingere la tensione che si respira da parecchie settimane in via Bellerio. La guerra per la leadership con Umberto Bossi ha stancato il segretario che serra le fila e prova a guardare avanti cercando anche di fare "pulizia": "Chi fra i leghisti dice che la Lega è morta è gente che Bossi chiamava 'lumaconi bavosi', per me sono solo dei poveri pirla. Bene, questa gentaglia è avvertita: chi vuole distruggere la Lega sarà distrutto", ha scritto Maroni. Il governatore della Lombardia guarda al futuro: "Adesso si riparte a discutere di cose concrete e non di menate di cui siamo stufi. Non accetto più polemiche e diffusione di attacchi personali". Intanto, però, il duello a distanza col Senatùr non è finito. A chi lo ha accusato di aver mantenuto una linea troppo morbida con l'ex leader, Maroni ripsonde così: "Siamo stufi di queste menate interne, di queste interviste degli uni contro gli altri: mi è stato chiesto da tutti di fare il segretario, di farlo anche più cattivo di quanto l'ho fatto finora. Adesso basta piangersi addosso". Maroni cerca anche di rafforzare la sua posizione da segretario e invita chi non è d'accordo a farsi da parte: "Io sono il segretario federale, c'è una linea politica - ha detto oggi Maroni parlando coi giornalisti in Regione - Chi non è d'accordo si può accomodare fuori, il mondo è grande". Una bordata questa rivolta probabilmente a Bossi del quale il segretario del Carroccio dell'Emilia Romagna, Fabio Ranieri, ha chiesto l'espulsione. Il Senatùr tiene duro e contrattacca: "Io non mi dimetto nè sarò espulso. A chi lo chiede rispondo con una pernacchia. Non amo chi espelle. Queste decisioni spaccano il Movimento. E' una regola che vale per tutti". Infine Bossi non vuole sentir parlare di parricidio: "Maroni non è mio figlio e io non sono suo padre". La guerra continua. (I.S.)

mercoledì 19 giugno 2013

Corriere La Lega e quel vuoto intorno a Bossi

Tensione sempre più alta tra Maroni e il Senatùr. Cresce la fronda che chiede l'espulsione. Reguzzoni: rispetto al fondatore


Il vuoto attorno a Umberto Bossi: il gran capo e fondatore della Lega Nord anche oggi ha trascorso la sua giornata nella sede di via Bellerio, solo nel suo ufficio. È l’immagine del paradossale e repentino tramonto di una figura politica che, solo un anno fa, dettava legge all’interno del Carroccio e dalla quale tutti i dirigenti del partito sembrano ora tenersi alla larga.
DIVISIONI - Domenica si è arrivati addirittura al «parricidio» politico, quando Fabio Ranieri, segretario della Lega Nord dell’Emilia ha ipotizzato che Bossi vada espulso dal movimento. «Quando lui era segretario – ha detto Ranieri – chiunque si fosse comportato così sarebbe stato allontanato». Il responsabile emiliano allude in maniera particolare all’intervista in cui il Senatùr ha accusato il suo successore Maroni di tradimento. All’assemblea convocata ieri di tutti gli eletti del movimento (a porte chiuse) più di un dirigente si sarebbe lasciato andare a giudizi critici nei confronti del fondatore, ritenendo ad esempio che le sue dichiarazioni abbiano contribuito all’insuccesso del Carroccio alle ultime elezioni. Solo Ranieri si è spinto a parlare di espulsione di Bossi, ma anche altri dirigenti di primo piano, ad esempio Flavio Tosi lo considerano ormai al capolinea.
Umberto Bossi (Photoviews)
DIFESA - Pochissimi gli esponenti di primo piano del movimento (tutti ormai privi di incarichi effettivi) che si siano esposti in difesa del Senatùr. Ieri lo ha fatto Marco Reguzzoni, ex capogruppo a Montecitorio, che di fronte a un paventato «cartellino rosso» contro Bossi ha commentato: «Non entro nel merito politico, ma almeno il rispetto per la persona e per quello che ha fatto avrebbe salvaguardato». Oltre a Reguzzoni in difesa di Bossi ha parlato anche l’ex parlamentare veneta Paola Goisis, secondo la quale un eventuale allontanamento dell’ex segretario dal movimento farebbe scoppiare la rivoluzione nella base del Carroccio.

RICHIESTA DI ESPULSIONE - Misurare i rapporti di forza in questo momento è quasi impossibile ma un’idea della tensione che sta accumulandosi tra maroniani e bossiani la fornisce il seguente episodio: il 4 luglio prossimo davanti al tribunale civile di Milano verrà discusso il ricorso di alcuni fedelissimi del senatur che chiedono niente meno l’espulsione di Maroni dalla Lega. Iscrivendosi in Regione al gruppo consiliare che porta il suo nome, anziché a quello del Carroccio, avrebbe violato una norma dello statuto. La causa è patrocinata da Matteo Brigandì, fedelissimo di Bossi nonché ex componente laico del Csm in quota carroccio. Possibile che la causa si risolva in un nulla di fatto ma il solo fatto che sia stata avanzata fa da termometro delle fratture che attraversano attualmente il movimento.

Cassano Stazione: I soliti "Pasticcioni" della Sinistra

Come al solito i "signori" della Sinistra non ne fanno una giusta!

Per fare proseguire i lavori della tangenziale, prima di avere predisposto il nuovo parcheggio per i pendolari, hanno chiuso quello vecchio. Solo dopo essersi accorti della loro bravata, hanno cercato di metterci rimedio, disponendo il bigliettino qui sotto allegato sulle macchine parcheggiate.

Ma non ci potevano pensare prima e fare iniziare i lavori una settimana dopo, una volta terminato il parcheggio?

Ora propongono la soluzione parcheggio A2A, posto a qualche centinaio di metri che con gli oltre 30 gradi di questi giorni non sono poi cosi indolori!

Accamperanno le solite scuse, scaricando le colpe su altri, di chi sarà colpa questa volta? Delle Ferrovie, della Ditta appaltatrice, della Provincia,  di Sbirulino?

Dobbiamo ammettere che a livello di incompetenza e di scarsa programmazione i "signori" non sono secondi a nessuno.

I Pendolari ringraziano...

Lavori per sistemare il parcheggio

Gazzetta dell'Adda Polemica leghista sul patrocinio alla Fiom AREA FESTE Ai lumbard non piace la vicinanza ideologica della Giunta con il sindacato di sinistra

(bgf) Il Comune ha concesso il patrocinio per la festa della Fiom e la Lega Nord ha innescato una polemica : ma come, il Comune che è un ente super-partes conferisce la propria «benedizione» a una congrega apertamente schierata(a sinistra)dal punto di vista politico? Così il consigliere Andrea Moretti: «Ho chiesto di sapere se il patrocinio era gratuito o oneroso, ovvero se il Comune ha pagato qualcosa per le attività e gli eventi ivi svoltisi». I complessi, ad esempio, sono stati pagati dal Comune o dagli organizzatori? Ha risposto l’assessore competente Simona Merisi: «Il patrocinio era solo morale, non oneroso: non abbiamo dato un soldo alla Fiom». Anche il sindaco Roberto Maviglia ha detto la sua: «Anzi, come tutti coloro che chiedono di poter usare gli spazi attrezzati pubblici, la Fiom ci paga il plateatico per i giorni di utilizzo» la spiegazione del primo cittadino. Insomma, Moretti alla fine si è detto soddisfatto: «Mai spiegazione fu più completa» la sua chiosa. Fra l’altro, l’appuntamento più di richiamo dal punto di vista politico non si è tenuto. Il segretario nazionale Maurizio Landini di cui era previsto un comizio-dibattito molto atteso è saltato all’ultimo momento.

Peccato, perché la verve di Landini, come si dice, «buca lo schermo» e assistere dal vivo a una delle sue accalorate e dettagliatissime esposizioni non sarebbe stato male. Invece, proprio mentre il capo dei sindacalisti stava arrivando a Cassano è stato avvisato del peggioramento delle condizioni di salute di suo padre. Questo spiacevole imprevisto familiare ha causato l’annullamento dell’intervista sul palco con Rinaldo Gianola, giornalista del quotidiano L’Unità.

Indipendentisti all’estero: “Andremo in Svizzera col passaporto veneto”


Gli «indipendentisti» presentano il passaporto veneto. E per farlo decidono di andare in Svizzera. Sabato prossimo infatti una delegazione del «Parlamento Veneto» e del «Governo Veneto», capeggiati da Daniele Quaglia e da Albert Gardin andranno davanti al posto di frontiera di Chiasso (lato svizzero) per presentare appunto il nuovo documento. «La delegazione intende tenere a battesimo il passaporto alla frontiera di Chiasso, tra Svizzera e Italia, utilizzandolo come unico documento di passaggio», spiegano i promotori dell’iniziativa. Non si sa quale potrà essere la reazione dei poliziotti di frontiera alla consegna del documento.

«Non si tratta di una novità assoluta, il passaporto veniva rilasciato normalmente fino al 1797,anno in cui Venezia ha dovuto subire la prepotenza e il tradimento di alcuni Stati europei che l¹hanno occupata, depredata e ridotta alla paralisi istituzionale – spiega Gardin – Noi abbiamo ricostituito la Repubblica Veneta, seppur ancora embrionalmente, e riteniamo di andare avanti su questa strada fino all’ottenimento e al recupero dei nostri diritti usurpati e calpestati da Francia, Austria e Italia con la complicità di organizzazioni internazionali che hanno sempre fatto finta di non vedere e non capire. La nostra marcia parte dalla Svizzera, una Federazione che ha conosciuto traversie simili alle nostre, ma che ha avuto poi la fortuna di ritrovare il suo status di Paese sovrano. Vogliamo ricordare alla Svizzera i lunghi e positivi rapporti di scambi culturali, commerciali e professionali che sono intercorsi tra Venezia e i Cantoni elvetici».


«Il problema che porremo a Chiasso è serio, delicato e difficile da capire per menti ossidate.Ma se no si incomincia mai a porlo, non si arriverà a nessuna soluzione giusta e riparatrice – prosegue il rappresentante del «Governo Veneto» – Venezia è stata una potenza europea e mondiale che si è guadagnata internazionalmente il titolo di Serenissima per le forme avanzate ed equilibrate del suo buon governo e della sua politica internazionale. La Serenissima continua a restare il nostro modello, un modello antitetico a quello dello Stato italiano, un regime che consideriamo sfruttatore e occupante. Il passaporto è un passo esplicito verso la nostra indipendenza. È un documento di cui vogliamo servirci anche con la burocrazia italiana in sostituzione di quelli che il regime ci impone per negare la nostra identità. Il passaporto veneto è un documento che esprime la nostra volontà e determinazione per l’indipendenza e la sovranità».

martedì 18 giugno 2013

Clippers EX Municipio Repetita Juvant



Lombardia: Maroni incontra Cota e Burlando, strategie comuni con Liguria

Stabilire sinergie e dare vita ad azioni comuni, per sfruttare tutte le potenzialita' di un territorio omogeneo. E' l'intendimento dimostrato oggi a Genova dai governatori di Lombardia, Piemonte e Liguria.

''Regione Lombardia e' interessata a iniziative comuni, che riguardino il porto di Genova e il terzo valico, e a un piu' stretto collegamento sul piano istituzionale fra le nostre tre realta''' ha spiegato il presidente di Regione Lombardia, Roberto Maroni, che ha aggiunto: ''Genova e la Liguria sono il porto naturale per la Lombardia, dobbiamo intensificare i rapporti, perche' abbiamo interessi comuni. E noi, al di la' delle differenziazioni politiche, rappresentando le istituzioni, abbiamo il dovere di fare cio' che serve nell'interesse dei nostri cittadini''. Il problema, secondo Maroni, e' che ''non tutto dipende da noi''. Percio' ''coinvolgeremo anche il Governo e l'Unione europea e certamente cercheremo anche la collaborazione di tutti i soggetti interessati, a partire dai nostri parlamentari e consiglieri regionali''.

Da Maroni anche una riflessione sul ruolo strategico ''che potra' essere ricoperto da Genova e dalla Liguria'' in vista dell'Expo. ''Questo territorio - ha ribadito - deve essere coinvolto per la valorizzazione degli eventi Expo''.

lunedì 17 giugno 2013

Lo spaventapasseri del Sindaco decapitato


 Cosa sarà successo questa volta?

AFGHANISTAN: MARONI, SAREBBE UTILE LASCIARE QUESTO TEATRO DI GUERRA


Noi abbiamo sostenuto la missione ma dopo oltre 10 anni, con costi esorbitanti perche' si parla di 50 milioni al mese con la crisi che c'e', sarebbe utile ripensarci e lasciare questo teatro di guerra". Lo ha detto il segretario della Lega Roberto Maroni a 'L'intervista' su SkyTg24.

Fisco: Lega scrive a Letta, si attivi per scongiurare aumento Iva

"Il suo Governo, presidente Letta, non sta facendo assolutamente nulla per evitare l'ulteriore incremento dell'Iva dal 20 al 21%. Già il suo predecessore, il professor Mario Monti, è rimasto inerte di fronte all'aumento dell'aliquota dal 20 al 21%. Dobbiamo purtroppo registrare a meno di quattro settimane da questo drammatico evento per famiglie e imprese un immobilismo sconcertante da parte di tutto l'Esecutivo che lei guida".

E' un passaggio della lettera che Massimo Bitonci e Giancarlo Giorgetti, rispettivamente capigruppo della Lega Nord al Senato e alla Camera hanno inviato u al premier e ai ministri dell'economia Fabrizio Saccomanni e dello sviluppo Flavio Zanonato con lo scopo di "sensibilizzare l'Esecutivo che francamente sembra indifferente a questa problematica".

"Presidente Letta, sappia che la Lega Nord è pronta a dare battaglia - è il messaggio che Bitonci e Giorgetti fanno pervenire al capo dell'Esecutivo - se questo Governo continuerà a far finta di nulla. E' un evento assolutamente da evitare perché avrebbe un effetto deprimente sull'economia e sui consumi colpendo soprattutto la domanda interna".