venerdì 7 febbraio 2014

Corrire Extracomunitari, Fuggono in Africa con i soldi dell’Inps Tre indagati per truffa aggravata

L’inchiesta della Procura di Padova sul fenomeno 

delle partite Iva per attività fantasma

Richard Antwi l’ha pensata così: apro una partita Iva, chiedo i soldi allo Stato e scappo. Gli è andata bene. Ora è in Ghana, nel villaggio ashanti di Jamasi che aveva lasciato nel 1991, e con quei 29 mila euro punta forse a fare il principe. Stessa scelta ha per un suo connazionale, Oscar Owusu, anche lui ghanese, anche lui protagonista di un mordi e fuggi con le casse pubbliche che gli ha fruttato 28 mila euro, incassati e portati in fretta fra le colline della foresta pluviale dell’Africa nera, dicono gli inquirenti.
FINTO KEBAB - Mentre Youssef Mohamed avrebbe scelto il ritorno al suo deserto marocchino per ripartire da zero, o meglio, da quei 18 mila euro versati sul suo conto dall’Inps per finanziare un kebab che nessuno ha mai visto. Tre storie analoghe di altrettanti stranieri, forse solo i primi tre di una lunga lista, come sospetta la procura di Padova dopo aver aperto in rapida successione diversi, distinti fascicoli. L’ipotesi è quella di una truffa colossale ai danni dello Stato italiano, sulla quale stanno indagando gli uomini della Guardia di Finanza coordinati dal pm Sergio Dini che ha deciso di passare al setaccio i registri delle partite Iva aperte negli ultimi anni per capire quanti sedicenti artigiani e imprenditori hanno ricevuto somme per ditte esistenti solo sulla carta ma di fatto fantasma. Negli uffici delle Fiamme Gialle stanno così affluendo i dati dell’Agenzia delle Entrate e delle Camere di Commercio che gli inquirenti dovranno incrociare.
LA LEGGE - In sintesi: Antwi, Owusu e Mohamed avrebbero ottenuto le somme dall’Inps in modo fraudolento, sfruttando un articolo una legge, la 223 del 1991, che consente l’erogazione di finanziamenti pubblici a chi rimane senza lavoro se avvia una nuova attività. La forma è quella dell’anticipo in blocco dell’indennità di mobilità che altrimenti sarebbe diluita nel tempo. Nel caso specifico stiamo parlando di tre extracomunitari regolari, che hanno lasciato i loro paesi perché lì non vedevano un futuro; tre uomini che hanno lavorato molto e pagato le tasse in Italia, che si sono fatti ben volere a Tombolo, Cittadella e Campo San Martino, nel Padovano, dove hanno vissuto a lungo e dove si sono integrati e dove Antwi ha pure ottenuto la cittadinanza italiana. Tre operai di tre diverse imprese che hanno poi vissuto un dramma comune: il licenziamento. Detto questo, bisogna anche dire che hanno deciso di chiudere la loro esperienza italiana interpretando in un modo decisamente riveduto e scorretto la legge: con una truffa e una fuga.
OSCAR IN GHANA - Partiamo da Owusu. Arrivato dal Ghana nel 1991, operaio della Gs engineering di Galliera Veneta fino al novembre del 2012, una volta ricevuta la lettera di licenziamento non ci ha pensato due volte: ha aperto la sua partita Iva per «commercio al dettaglio di abbigliamento ed accessori», ha quindi chiesto il finanziamento e ha atteso l’incasso. Tre mesi dopo i 28 mila euro erano sul suo conto. «E tre giorni dopo ha chiuso la partita Iva - scrive il magistrato nell’atto di conclusione delle indagini preliminari - percependo così una somma giustificata con l’avvio di un’attività autonoma in realtà insussistente». L’hanno cercato a casa ma Oscar Owusu era sparito. La signora Stragliotto, che abita nel suo stesso condominio di Tombolo, ne è certa: «Oscar lo conoscevo bene, sarà tornato in Africa un anno fa, dopo che l’hanno licenziato. Erano una persona seria, un grande lavoratore». La signora ignora naturalmente la storia del tesoretto. Ma le Fiamme Gialle hanno passato al setaccio i suoi conti e della nuova ditta non ha trovato traccia. «A quell’impresa individuale risultano intestato solo un bloccasterzo da 60 euro, alcuni detersivi e un bagnoschiuma».
ANTWUI E IL BAGNOSCHIUMA - Quasi fotocopia la storia di Richard Antwi, che sembra non conoscesse il suo connazionale. Anche lui operaio, anche lui licenziato a fine 2012, sposato, un figlio. Antwui ha aperto un’attività con questo oggetto: «Vendita di prodotti di pelletteria». Poi ha chiesto i suoi 29 mila euro che l’Inps gli ha accreditato il 18 marzo del 2013 per l’acquisto dei materiali e dei mezzi necessari alla start-up. Ma il 21 marzo Antwui chiude l’attività e scompare. «Saranno sette otto mesi che non lo vedo più - ricorda Renzo Baretta, vicino di casa - So che la moglie e il figlio se n’erano andati prima di lui, in Inghilterra. Li avrà raggiunti lì (per gli investigatori è invece più probabile in ritorno al villaggio ghanese, ndr)». Alla sua impresa di pelletteria risulta intestato un solo acquisto: «Per flaconi di bagnoschiuma». Dieci euro. Che è più o meno la stessa cifra scovata nei conti del kebab di Youssef. In definitiva, sarebbe andata così: il terzetto si è ritrovato improvvisamente per strada, con moglie e figli da mantenere, ha visto l’opportunità offerta dalla leggina, che un po’ suggerisce l’inganno, e ha proceduto.
IL RE DI JAMASI - «Una norma stravangante - l’ha definita lo stesso pm - che consente anticipi medi di 20 mila euro aprendo una semplice partita Iva. Lo spirito sarebbe anche giusto se la cultura fosse quella della legalità. Ma siccome così non è, bisognerebbe almeno rafforzare i controlli preventivi. E così deve intervenire repressivamente la magistratura». Gli inquirenti sorridono immaginando Antwi in una reggia fra le palme e i mango del Ghana. Sarà lui, l’italiano Richard Antwui, il nuovo re di Jamasi.

venerdì 31 gennaio 2014

Il Giorno Scippato sul treno il comandante dei vigili

Scippato sul treno il comandante dei vigili





martedì 21 gennaio 2014

Bici alla stazione - Il solito fumo negli occhi


Dopo la presentazione in pompa magna e le nostre seguenti polemiche, le rastrelliere da mesi sono tristemente vuote, oppure con una sola bicicletta davvero un bello spettacolo!

PS Gli aerei di Mussolini hanno fatto scuola anche con i Sinistri

Pontida, il debutto di Salvini a maggio

Pontida, il debutto di Salvini a maggio

Il segretario leghista annuncia una serie di iniziative per le prossime settimane, tra le quali una fiaccolata contro lo «ius soli»

Matteo Salvini ha annunciato che sarà confermato anche quest’anno il tradizionale raduno della Lega Nord a Pontida. Il ritrovo sul `sacro prato´ nella Bergamasca è fissato per il 4 maggio, ha spiegato il segretario del Carroccio, in una conferenza stampa al termine della prima riunione del consiglio federale del movimento da quando è stato eletto. L’incontro è servito per fare il punto su una serie di iniziative che Salvini vuole mettere in campo in vista delle europee. Tra queste un `Euro exit tour´ in Italia e all’estero, e «fiaccolate contro ogni tipo di nuova immigrazione - ha spiegato - visto che il ministri Kyenge ha annunciato oggi la calendarizzazione a gennaio del ddl sullo Ius Soli».
GAZEBO IN VENETO - «Oggi non si è parlato del ministro Kyenge, visto che si è parlato di cose importanti», ha sostenuto Salvini. Tra le altre iniziative in programma l’uno e il due marzo saranno allestiti in tutto il Veneto alcuni gazebo per la raccolta firme a sostegno del referendum per l’indipendenza della regione (slogan `L’indipendenza che conviene´). Infine, saranno convocate «riunioni mensili tra i governatori leghisti delle regioni del nord (Piemonte, Veneto e Lombardia) e gli assessori e i consiglieri regionali (per sabato è fissata la prima riunione a Milano». Il nuovo segretario federale ha rinviato ogni cambiamento dell’organigramma interno al partito alla prossima riunione del consiglio federale. «Prima voglio girare tutti i consigli nazionali (regionali, ndr) - ha spiegato - i cambiamenti ci saranno nel prossimo consiglio federale: ci sarà una struttura più snella e volti nuovi. Ma non ho fretta: lasciamo a qualcun altro i volti nuovi e gli slogan»
Un’immagine del raduno leghista di PontidaUn’immagine del raduno leghista di Pontida

lunedì 20 gennaio 2014

Cassano Il Segretario attacca la Maggioranza di Sinistra

Come cittadino di Cassano e come Segretario della sezione Lega Nord vorrei fare alcune considerazioni sulle due pubblicazioni che abbiamo ricevuto lo scorso mese di dicembre “In Comune “ e  “Il Bilancio Sociale”.



Parliamo in particolare delle spese sostenute da questa amministrazione con i soldi di tutti noi cittadini per la realizzazione di questi due strumenti di “informazione”

Per l’informatore comunale sono stati spesi € 8.976,00:


Ø  Realizzazione grafica € 750,00 distribuzione  € 726,00 determina n°1130 del 7 nov. 2013,

Ø  Stampa € 7.500,00 determina 1194 del 20 nov. 2013.


Per il bilancio sociale sono stati spesi € 24935,00:


Ø  Redazione piano comunicazione e bilancio sociale € 15.295,00 determina n°775 del 23 lug. 2013

Ø  Stampa € 9.640,00 determina n°1352 del 23 dic. 2013.

Alcune considerazioni vengono spontanee: nonostante nell’informatore comunale si dia spazio anche alle voci dei gruppi rappresentati in Consiglio Comunale, vale la pena spendere tutti quei soldi per un giornalino 
A Me sembra paradossale ed ASSURDO!!!

Ancora più scandaloso sono le spese sostenuta per il Bilancio sociale, (che non ho paura nel definire uno spot propagandistico pagato dai cittadini) 40 pagine arrivato per di più con un anno di ritardo e dal quale si evince solo che questa Amministrazione ha solo aumentato le tasse senza fare nulla per i cittadini, (cosa che tra l’altro la Lega sostiene da sempre) ?

In questo periodo di crisi dove tutti dobbiamo tirare la cinghia ed i soldi dovrebbero essere gestiti in modo oculato questi Assessori così attenti al sociale buttano nel cesso 25000 euro solo per rifarsi il trucco.

Vi lascio infine uno spunto su cui meditare, sapete che  nella scuola Quintino di Vona se ti fai male invece del ghiaccio ti danno una bella bottiglietta d’acqua fredda e se avete bisogno della carta per pulirti te la devi portare da casa.

Grazie Sindaco ed Assessori per spendere cosi bene i nostri Soldi

NON HO PAROLE!!!


Mario Cerri

mercoledì 15 gennaio 2014

Cassano sempre di piu nelle mani della DELINQUENZA, Grazie Sinistra...

Di seguito la lettera inviata dal Consigliere Moretti
 
Spett.le
Polizia Locale di Cassano d'Adda

Egr. Amministratori Locali

scrivo la presente per comunicarVi quanto segue: nel corso della mattina del 13/01/14, tra le 09 e le 12, ignoti sono entrati in casa mia e l'hanno svaligiata di tutti i gioielli, rovistando nei cassetti della camera da letto.
Tutto questo avveniva nelle ore mattutine, alla luce del sole.
In serata, e nel corso della giornata successiva, le prime manifestazioni di solidarietà di amici e parenti.
Più che solidarietà, si è trattato di raccogliere un bollettino di guerra, con una elencazione di frasi quali " ... è successo anche a me nell'aprile scorso..." "... anche a me, anche a me è capitato qualche settimana fa ..." sino alla signora che risiede nel palazzo davanti al mio, in via Carlo d'Adda, "lunedì scorso alle 18.30, mentre ero in palestra ...".
Più che solidarietà, si è trattato di rassegnazione, sconforto e incapacità di reagire.
Un fatto simile lascia assolutamente incapaci di reagire, non potendo un cittadino fare nulla ... se non quella di recarsi dai Carabinieri per sporgere denuncia e sentirsi confermare dell'inutilità di sporgere denuncia.
Il compito di proteggere il cittadino spetta a Voi delle Forze dell'Ordine e a Noi amministratori.
Perché il rimprovero che il cittadino mi muove maggiormente, caro Sindaco e Vice-Sindaco non è l'approvazione del PGT, né del Polo della Sicurezza, del Ex Veca e di altro, ma di essere nella merda a livello economico e di non sentirsi sicuri per le strade della Città, e tanto meno all'interno della propria abitazione.
Su questo punto, i Cittadini addirittura sono disarmati, arrivando persino a non sporgere neanche la denuncia, se non ai fini eventualmente assicurativi.
Alcuni Cittadini, invece, pensano ad armarsi, ebbene sì: un Cittadino mi ha confermato della volontà di armarsi, a livello personale, ritenendola l'unica soluzione.
Francamente, solo la mia intelligenza me lo impedisce, ma non rimprovero nulla a chi, difendendo la propria famiglia, utilizza anche la legittima difesa, a volte eccedendo, per difendersi.
Difendere la propria famiglia è forse l'unica reale priorità, per famiglia intendendo anche la mia casa, dove vivo, dove dormo, dove mia moglie vive e dorme, dove i miei figli di 6 anni giocano, dormono e vivono.
Con quale tranquillità ora potrò lasciare giocare i miei figli con la finestra aperta, con il pensiero che qualcuno possa introdursi e rapirli ?!?!?!

Scendiamo dalla poltrona del buonismo e parliamo da normali cittadini, che aprono i giornali e leggono le notizie di cronaca.
O semplicemente ascoltano i propri vicini di casa.
Perché, assolutamente, io rifiuto il confronto con chi nega l'esistenza di questo problema.
Ebbene sì, lo chiamo problema, quello della delinquenza, o, meglio ancora, della micro-criminalità.
 
E, vengo al dunque, la presente non è certo di sola lamentela e/o denuncia (già fatta dai Carabinieri), ma alla realtà dei fatti, perché, sempre tornando alla nostra quotidianità, basta girare per le vie del paese per osservare alcune situazione che mi lasciano perplesso.
E, come me, lasciano perplessi molte altre persone.
Premesso che in Consiglio comunale ci troviamo sempre a parlare della gente bisognosa, di tutte le età, razze e religioni, circolando per la Città a volte ci imbattiamo nei bar, sempre più frequentati da facce sconosciute e non certo affidabili.
L'ultima scena riferitami è accaduta al Bar Villa sabato scorso, dove 4 ragazzotti dell'Est, dopo aver ampiamente consumato birra, hanno acquistato 20 (venti) gratta e vinci da euro 20 (venti) in Tabaccheria, dopo aver giocato al videopoker.
Domanda: è mai possibile che non facciamo controlli tra queste persone ?!?!?!? mentre l'italiano non gioca più e non consuma più, lasciando chiudere le attività, personaggi del tutto inaffidabili hanno 500 euro in contanti da poter spendere ?!?!?!?
Dall'inizio del 2014 ci sono stati furti in Carlo d'Adda, Di Vittorio, via Bologna, Groppello ... e noi siamo assolutamente silenziosi e non facciamo nulla ?!?!?!?!?
Dove li trovano questi soldi ???
Basta entrare nelle loro attività per trovare bivaccamenti a tutto spiano ... e noi, come Amministratori, non facciamo nulla ?!?!?!!?
E questi sono gli stessi che urinano e sporcano in via Verdi, gettano bottiglie di alcoolici per terra, anche nei parchetti pubblici, incuranti delle normali frequentazioni dei Cassanesi.
 
Tutto questo mi fa schifo !!!!
Personalmente, non ho avuto il tempo di lavare il vestiario che queste BESTIE hanno toccato e riposto lo stesso nei cassetti, che questa mattina, come ogni mattina, alle 08.00, ero in stazione per prendere il treno ... mentre ci sono alcune BESTIE che oggi rivenderanno gli ori di mia moglie per poi recarsi al bar a bere alla faccia mia.
Tutto questo mi fa molto schifo !!!
E schifa tutti !!!
Dobbiamo avere il coraggio di ammetterlo.
E dobbiamo reagire.
Chiedo dunque alla Polizia Locale di fare accessi, chiedere documenti, verificare le possibilità economiche di questi soggetti ... e all'Amministrazione di voler pattugliare - anche in notturna - il nostro territorio, attraverso un'agenzia di vigilanza, che giri di notte tra le vie della Città.

Grazie per l'attenzione.
Andrea Moretti
Cittadino di Cassano d'Adda e Consigliere Comunale

mercoledì 8 gennaio 2014

Il Giorno - La Farsa Continua, seconda puntata...

Uno studio rilancerà la stazione di Cassano

Ormai terra di nessuno e ad altissimo rischio microcriminalità: si vogliono coinvolgere anche operatori privati


venerdì 20 dicembre 2013

Cassano, biglietteria fantasma: via al bando - La Farsa Continua....

Il Giorno, Un chiosco volante sostituirà il vero bar che nessuno vuole. Il Comune prova a risolvere i problemi dello scalo ferroviario

giovedì 12 dicembre 2013

Il Giorno Bar chiuso e niente biglietteria: la stazione di Cassano è fantasma

Bar chiuso e niente biglietteria: la stazione di Cassano è fantasma

Proseguono i disagi causati dai cantieri per la tangenziale
di Monica Autunno

venerdì 21 giugno 2013

Tasse, la proposta della Lega: "Legalizzare la prostituzione per evitare l'aumento dell'Iva"


Far emergere il giro d’affari legato alla prostituzione significherebbe per lo Stato e gli enti locali incassare abbastanza risorse per abbassare una serie di imposte


Con le "lucciole" legalizzate e, quindi, obbiglate a versare i contributi all'erario pubblico, si potrebbe evitare l’aumento dell'aliquota Iva dal 21 al 22%.



L’idea è del Carroccio che schiera l’intero gruppo di Palazzo Madama a sostegno di una proposta di legge presentata oggi che porta come prima firma quella del capogruppoMassimo Bitonci.

"Non ha più alcun senso nascondersi dietro ipocrisie e tabù", ha spiegato Bitonci ricordando che la prostituzione è un fenomeno che esiste da sempre. Secondo un recente studio, il 75% degli italiani sarebbe favorevole alla sua regolamentazione, anche per fermare ogni sfruttamento e violenza. Proprio per queste ragioni, i lumbardchiederanno l’immediata calendarizzazione del testo in commissione Giustizia. "Da anni presentiamo questa proposta in Parlamento senza mai arrivare nemmeno alla discussione del testo", ha continuato Bitonci augurandosi che i tempi siano ormai maturi anche alla luce della profonda crisi economica che si è abbattura sul Belpaese. Far emergere il giro d’affari legato alla prostituzione significherebbe per lo Stato e gli enti locali incassare abbastanza risorse per evitare non solo ulteriori aumenti delle tasse ma anche per abbassare una serie di imposte. Il senatore leghista ha, infatti, in mente di usare l'introito per evitare il rincaro dell'aliquota Iva, abrogare l'Imu sulla prima casa o scampare la stangata della Tares. "È tempo di abbandonare la demagogia e un certo bieco moralismo - ha concluso Bitonci - non serve nascondere la testa sotto la sabbia". La proposta firmata dai senatori del Carroccio è, infatti, molto semplice: legalizzare "La prostituzione vuol dire eliminare lo sfruttamento che ora dilaga, togliere le donne dalla strada, proteggere le minori, salvaguardare la salute e combattere la criminalità organizzata che oggi prospera attorno allo sfruttamento".

Lombardia: Maroni, portero' in Ue grido di dolore delle nostre imprese


Lombardia: Maroni, portero' in Ue grido di dolore delle nostre imprese

 ''Quando nei prossimi giorni vedro' a Bruxelles il presidente Barroso per parlare di Expo, portero' l'auspicio che l'Europa non sia solo matrigna, ma sia di aiuto e sostegno alle aree in difficolta''' perche' ''il grido d'allarme, quasi di dolore, che viene dal mondo delle imprese lo sento bene e lo voglio portare all'attenzione di tutte le autorita', soprattutto quelle europee''. E' quanto ha dichiarato il presidente della regione Lombardia Roberto Maroni, intervenendo questa mattina al convegno 'Europa, Euro, Italia', promosso dalla Federazione nazionale Cavalieri del Lavoro. Per Maroni, il tema del lavoro, dello sviluppo e il modo di contrastare la crisi ''dovrebbero vedere l'Europa protagonista''.


Maroni, nel corso del suo intervento, ha ribadito che ''il lavoro e' per me la priorita' numero uno''. Presenti, tra gli altri, il presidente della Federazione italiana Cavalieri del Lavoro Benito Benedini, il presidente della Rai Anna Maria Tarantola, Antonio Padoa Schioppa, Alberto Quadrio Curzio e Marco Fortis.


''In Lombardia - ha spiegato il presidente - abbiamo gia' deciso una serie di misure, per consentire alle imprese di lavorare. L'occupazione infatti non si crea per decreto, ma consentendo alle imprese di lavorare e, quindi, di assumere''. ''A breve - ha aggiunto Maroni - sara' approvato in Giunta un pacchetto di interventi da 1 miliardo di euro, che permettera' di dare sostegno a oltre 45.000 imprese''.



Come spiegato dallo stesso Maroni, ''il mio compito e' introdurre misure per creare lavoro: non ho tutte le competenze, ma ho il dovere di creare le condizioni, perche' nella mia regione si attuino tutte le politiche, europee, nazionali, regionali e locali in grado dicontrastare quella che rischia di essere un'emergenza sociale''.



A questo proposito Maroni ha sottolineato che ''le difficolta' delle imprese, dei lavoratori e dei giovani rischiano di trasformare il dato fisiologico della disoccupazione in dato patologico''.



Dal 2008 al 2012, infatti, il tasso di disoccupazione e' raddoppiato in Lombardia, quello giovanile ha superato il 25 per cento: ''e' per me necessario - ha ribadito Maroni - attivare tutte le leve regionali e quelle che stanno a Roma e Bruxelles, perche' a questa emergenza si diano risposte concrete e immediate''.



A proposito dell'euro, Maroni ha notato come sia ''una realta' che viviamo con un po' di apprensione e con valutazioni anche diverse''. ''Oggi - ha detto ancora il presidente - ci sono voci critiche in Italia e in Europa. Ci sono soggetti politici in diversi Paesi, che sono euro-critici ed euro-scettici. La richiesta di uscire dall'euro, che c'e' in giro in Europa, molti la considerano una boutade; io la ritengo una cosa seria, perche' puo' portare alla disgregazione

giovedì 20 giugno 2013

Lettera di Bobo Maroni ai militanti

Chi tra i leghisti afferma che la Lega è morta, è un pirla

Il segretario prova a radunare i suoi e avverte i "bossiani": "Chi non è d'accordo con me può andarsene. Basta piangersi addosso"

Chi tra i leghisti afferma che la Lega è morta, è un pirla".Roberto Maroni con una lettera indirizzata a tutti i militanti prova a respingere la tensione che si respira da parecchie settimane in via Bellerio. La guerra per la leadership con Umberto Bossi ha stancato il segretario che serra le fila e prova a guardare avanti cercando anche di fare "pulizia": "Chi fra i leghisti dice che la Lega è morta è gente che Bossi chiamava 'lumaconi bavosi', per me sono solo dei poveri pirla. Bene, questa gentaglia è avvertita: chi vuole distruggere la Lega sarà distrutto", ha scritto Maroni. Il governatore della Lombardia guarda al futuro: "Adesso si riparte a discutere di cose concrete e non di menate di cui siamo stufi. Non accetto più polemiche e diffusione di attacchi personali". Intanto, però, il duello a distanza col Senatùr non è finito. A chi lo ha accusato di aver mantenuto una linea troppo morbida con l'ex leader, Maroni ripsonde così: "Siamo stufi di queste menate interne, di queste interviste degli uni contro gli altri: mi è stato chiesto da tutti di fare il segretario, di farlo anche più cattivo di quanto l'ho fatto finora. Adesso basta piangersi addosso". Maroni cerca anche di rafforzare la sua posizione da segretario e invita chi non è d'accordo a farsi da parte: "Io sono il segretario federale, c'è una linea politica - ha detto oggi Maroni parlando coi giornalisti in Regione - Chi non è d'accordo si può accomodare fuori, il mondo è grande". Una bordata questa rivolta probabilmente a Bossi del quale il segretario del Carroccio dell'Emilia Romagna, Fabio Ranieri, ha chiesto l'espulsione. Il Senatùr tiene duro e contrattacca: "Io non mi dimetto nè sarò espulso. A chi lo chiede rispondo con una pernacchia. Non amo chi espelle. Queste decisioni spaccano il Movimento. E' una regola che vale per tutti". Infine Bossi non vuole sentir parlare di parricidio: "Maroni non è mio figlio e io non sono suo padre". La guerra continua. (I.S.)

mercoledì 19 giugno 2013

Corriere La Lega e quel vuoto intorno a Bossi

Tensione sempre più alta tra Maroni e il Senatùr. Cresce la fronda che chiede l'espulsione. Reguzzoni: rispetto al fondatore


Il vuoto attorno a Umberto Bossi: il gran capo e fondatore della Lega Nord anche oggi ha trascorso la sua giornata nella sede di via Bellerio, solo nel suo ufficio. È l’immagine del paradossale e repentino tramonto di una figura politica che, solo un anno fa, dettava legge all’interno del Carroccio e dalla quale tutti i dirigenti del partito sembrano ora tenersi alla larga.
DIVISIONI - Domenica si è arrivati addirittura al «parricidio» politico, quando Fabio Ranieri, segretario della Lega Nord dell’Emilia ha ipotizzato che Bossi vada espulso dal movimento. «Quando lui era segretario – ha detto Ranieri – chiunque si fosse comportato così sarebbe stato allontanato». Il responsabile emiliano allude in maniera particolare all’intervista in cui il Senatùr ha accusato il suo successore Maroni di tradimento. All’assemblea convocata ieri di tutti gli eletti del movimento (a porte chiuse) più di un dirigente si sarebbe lasciato andare a giudizi critici nei confronti del fondatore, ritenendo ad esempio che le sue dichiarazioni abbiano contribuito all’insuccesso del Carroccio alle ultime elezioni. Solo Ranieri si è spinto a parlare di espulsione di Bossi, ma anche altri dirigenti di primo piano, ad esempio Flavio Tosi lo considerano ormai al capolinea.
Umberto Bossi (Photoviews)
DIFESA - Pochissimi gli esponenti di primo piano del movimento (tutti ormai privi di incarichi effettivi) che si siano esposti in difesa del Senatùr. Ieri lo ha fatto Marco Reguzzoni, ex capogruppo a Montecitorio, che di fronte a un paventato «cartellino rosso» contro Bossi ha commentato: «Non entro nel merito politico, ma almeno il rispetto per la persona e per quello che ha fatto avrebbe salvaguardato». Oltre a Reguzzoni in difesa di Bossi ha parlato anche l’ex parlamentare veneta Paola Goisis, secondo la quale un eventuale allontanamento dell’ex segretario dal movimento farebbe scoppiare la rivoluzione nella base del Carroccio.

RICHIESTA DI ESPULSIONE - Misurare i rapporti di forza in questo momento è quasi impossibile ma un’idea della tensione che sta accumulandosi tra maroniani e bossiani la fornisce il seguente episodio: il 4 luglio prossimo davanti al tribunale civile di Milano verrà discusso il ricorso di alcuni fedelissimi del senatur che chiedono niente meno l’espulsione di Maroni dalla Lega. Iscrivendosi in Regione al gruppo consiliare che porta il suo nome, anziché a quello del Carroccio, avrebbe violato una norma dello statuto. La causa è patrocinata da Matteo Brigandì, fedelissimo di Bossi nonché ex componente laico del Csm in quota carroccio. Possibile che la causa si risolva in un nulla di fatto ma il solo fatto che sia stata avanzata fa da termometro delle fratture che attraversano attualmente il movimento.

Cassano Stazione: I soliti "Pasticcioni" della Sinistra

Come al solito i "signori" della Sinistra non ne fanno una giusta!

Per fare proseguire i lavori della tangenziale, prima di avere predisposto il nuovo parcheggio per i pendolari, hanno chiuso quello vecchio. Solo dopo essersi accorti della loro bravata, hanno cercato di metterci rimedio, disponendo il bigliettino qui sotto allegato sulle macchine parcheggiate.

Ma non ci potevano pensare prima e fare iniziare i lavori una settimana dopo, una volta terminato il parcheggio?

Ora propongono la soluzione parcheggio A2A, posto a qualche centinaio di metri che con gli oltre 30 gradi di questi giorni non sono poi cosi indolori!

Accamperanno le solite scuse, scaricando le colpe su altri, di chi sarà colpa questa volta? Delle Ferrovie, della Ditta appaltatrice, della Provincia,  di Sbirulino?

Dobbiamo ammettere che a livello di incompetenza e di scarsa programmazione i "signori" non sono secondi a nessuno.

I Pendolari ringraziano...

Lavori per sistemare il parcheggio