giovedì 7 febbraio 2013

LOMBARDIA: SALVINI, AMBROSOLI PRENDE IN GIRO SUOI ELETTORI

"Ambrosoli benedice l'inciucio Bersani-Monti? Hanno una paura matta di perdere e prendono in giro i loro elettori". Lo afferma il segretario nazionale della Lega Nord-Lega Lombarda, Matteo Salvini in relazione alle affermazioni di Umberto Ambrosoli che oggi si e' detto favorevole ad un accordo Bersani-Monti.


"Chi votera' Lega Nord sappia che cancelleremo tutti i massacri contro i pensionati e lavoratori approvati dal governo Monti. Domani mattina a Milano, dove si terra' l'apertura ufficiale della campagna elettorale del Carroccio per la Regione Lombardia conclude Salvini - parte la riscossa della Lombardia che produce: ne' con Monti, ne' con Pisapia". (AGI)

Regionali, Maroni presenta i candidati della Lega Nord


Se Roberto Maroni diventerà presidente della Regione Lombardia, il Nord sarà in grado di condizionare il governo nazionale. A dirlo è lo stesso Maroni (candidato di Pdl e Lega Nord alla presidenza della Regione Lombardia) arrivando al teatro Nuovo di Milano in occasione della presentazione dei candidati del Carroccio al Pirellone.
A livello nazionale, sottolinea l'ex ministro, "probabilmente ci sarà un governo molto debole, ma ci sara' un Nord molto forte: Con me presidente della Regione Lombardia e gli altri governatori il Nord condizionera' l'azione del governo. Questo e' il mio progetto". Maroni aggiunge: "Dobbiamo vincere qua per creare il grande Nord e mi preoccupa poco quello che succedera' a Roma".

MONTI STA IMBROGLIANDO I CITTADINI" - ''Monti adesso sta imbrogliando, sta dicendo che fara' l'esatto contrario di quello che ha fatto al governo''. Il segretario della Lega Roberto Maroni ha dato questo giudizio sulla campagna elettorale del premier Mario Monti, al suo arrivo alla convention.
"AMBROSOLI E' DEBOLE" -  ''Un candidato che si rivolge ai suoi avversari e' segno di estrema debolezza''. Così Roberto Maroni, segretario della Lega e candidato governatore della Lombardia, ètornato a parlare delle dichiarazioni del suo avversario di centrosinistra, Umberto Ambrosoli, che ha ipotizzato un voto disgiunto degli elettori montiani a suo favore.
"MISTERI VANNO SVELATI" - ''Ho criticato il presidente della Repubblica perche' incredibile che si possa dire che serve il silenzio sulla vicenda Mps perche' cosi' si salvaguarda l'interesse nazionale. L'interesse nazionale e' quello di svelare i misteri''. Lo ha detto  Roberto Maroni sempre in ocacsione della presentazione dei candidati alle Regionali.
"GRILLINI TRAVOLTI DALL'ANTIPOLITICA IN PARLAMENTO" - "Dopo che i grillini entreranno in Parlamento saranno travolti dalla loro carica di antipolitica". Si tratta del pensiero del segretario federale della Lega nord, Roberto Maroni. Parlando delle differenze tra la Lega e il Movimento a 5 stelle,Maroni ha spiegato che "noi avevamo e abbiamo un grande progetto, che è la trasformazione dell'Italia in uno Stato federale con il nord protagonista, mentre Grillo è mosso dall'antipolitica. Se, però, poi entri in politica, ne resti travolto".  "Certamente - ha aggiunto Maroni - una parte di leghisti voterà Grillo, perché è insoddisfatta o delusa dalle cose che abbiamo fatto. Per questo mi candido in Lombardia, per dire loro che c'è una prospettiva nuova. Io credo che riusciremo a recuperarli".
"BENE BALOTELLI" -  Maroni ha commentato l'acquisto di balotelli al Milan: "Balotelli spero segni nel derby del 24 Febbraio. Il Milan è una società seria che riesce anche a tenere a freno i puledri, i cavali di razza, e sono convinto che Balotelli metterà la testa a posto e ci aiuterà a vincere lo scudetto. Peccato non possa giocare in Champons". E ancora: "Troppi 20 milioni? Nel calcio ci sono cifre fuori dalla realtà, da ministro del Welfare avevo fatto una battaglia per costringere le società a pagare i contributi previdenziali e ci sono riuscito. Poi da privato cittadino uno può fare quello che vuole".
"7 APRILE FESTEGGIAMO A PONTIDA" - ''Faremo una grande festa per la vittoria elettorale domenica 7 aprile a Pontida. La Lega festeggera' sul prato la realizzazione del grande sogno di Miglio'': lo ha annunciato Roberto Maroni.
PROTESTA DEI GIOVANI DEL PD - Un gruppetto di giovani del Pd hanno dato vita a un presidio di protesta davanti al Teatro Nuovo di Milano, dove era in corso la presentazione dei candidati leghista alla Regione Lombardia, per distribuire bicchieri di latte ai passanti e ricordare provocatoriamente la vicenda delle multe per le 'quote'. Il gruppetto, con bandiere e cartelli che mettono in vendita il latte ''75 euro al bicchiere'' facendo il verso al programma del Carroccio, e' arrivato quasi in contemporanea a Roberto Maroni, segretario della Lega e candidato presidente della Lombardia. Ma fra leghisti e Democratici non c'e' stato incontro.

mercoledì 6 febbraio 2013

MONTI A PADOVA, BITONCI: “CHIEDA SCUSA PER I SUICIDI DI OPERAI E IMPRENDITORI”


L’arrivo di Mario Monti a Padova, la provincia che più di tutte sta pagando un tributo di sangue in termini di cosiddetti “suicidi per crisi”, non piace a Massimo Bitonci, capolista al Senato per la Lega Nord Liga Veneta: “Dopo aver omaggiato gli amici banchieri e addentellati vari al ‘Papa Luciani’, vada a farsi un giro per le piazze del centro, senta cosa pensano del suo operato i commercianti. Poi magari prosegua a piedi fino all’Arcella, si confronti con i residenti che hanno pagato l’Imu, perso il lavoro e vivono in un suk. Successivamente, magari senza affaticarsi, chieda al suo autista di portarlo a visitare le zone artigianali di Padova, Vigonza, Piove di Sacco e tutto il Veneto: conti i cartelli con scritto 'vendesi' o 'affittasi'. Conti i capannoni abbandonati, i camion fermi, le strade vuote. E poi, magari, chieda scusa per i disoccupati, gli operai, i commercianti, gli artigiani e gli imprenditori che grazie alle politiche scellerate del suo Governo si sono suicidati. Dopo di che, visto che gli piace questa espressione, salga in macchina e torni a casa”.

Maroni, Monti sta imbrogliando Dice che fara' l'esatto contrario di quanto ha fatto al governo



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''Monti adesso sta imbrogliando, sta dicendo che fara' l'esatto contrario di quello che ha fatto al governo''. Lo ha detto il segretario della Lega Roberto Maroni ha dato a proposito della campagna elettorale del premier Mario Monti, rispondendo ai giornalisti al suo arrivo alla convention per la presentazione dei candidati del Carroccio alla regionali al Teatro Nuovo di Milano.

martedì 5 febbraio 2013

Condono fiscale, Maroni dice no «Non mi piacciono i colpi di spugna»


Contrario alla proposta di Berlusconi. Sì invece alla restituzione dell'Imu sulla prima casa

Roberto Maroni (Fotogramma)Roberto Maroni (Fotogramma)
«La restituzione dell'Imu sulla prima casa è senz'altro una buona idea che può aiutare la ripresa dei consumi». Lo ha detto Roberto Maroni, in collegamento telefonico alla trasmissione «Radio anch'io». Il segretario della Lega Nord e candidato governatore della Lombardia ha ricordato che l'abolizione dell'Imu sulla prima abitazione è già contenuta nel programma del Carroccio.
CONDONO - Quanto alla proposta di Berlusconi di un condono fiscale, Maroni si è detto invece contrario. «Non mi piacciono i condoni, non mi piacciono questi colpi di spugna, quindi non esprimo un consenso a proposte di questo genere», ha detto, facendo notare che il condono non fa parte del programma della Lega e aggiungendo: «Ho sentito questa proposta ma devo approfondirla e capire cos'è». «Preferisco seguire un'altra strada, che è quella che c'è nel programma - ha spiegato Maroni -: combattere l'evasione attraverso il contrasto di interessi, cioè la possibilità di portare in deduzione e detrazione qualsiasi ricevuta per prestazioni rese in modo da consentire a chi spende di farlo e di costringere chi presta servizi a emettere regolare fattura».
IMU - Riguardo alla restituzione dell'Imu per il 2012, secondo Maroni «Berlusconi dice una cosa assolutamente condivisibile, siamo contro l'Imu. La restituzione dell'Imu già pagata mi sembra una buona idea». «Mi piace la proposta di dove andare a prendere i soldi: fare la pace con Berna», ha aggiunto il leader della Lega. «Non siamo in guerra con la Svizzera, ma c'è una questione importante che si trascina insoluta da tempo, quella delle transazioni finanziarie».

Le macroregioni nuove opportunità per le imprese


di Aldo Bonomi Tempo di elezioni. I territori diventano piazza per il consenso più che spazio del racconto. Le Regioni sono importanti non tanto per i processi reali che le attraversano ma per i calcoli del "maledetto-benedetto" premio per il Senato. Nel rumore di fondo fa capolino la proposta leghista della macroregione. Valutata come l'ennesima boutade dei "barbari sognanti" a supporto del piatto forte del 75% delle tasse che devono restare in Lombardia. Infatti si discute aspramente del dito dell'imposizione fiscale dimenticandoci della luna. Che è ben delineata nel libro "Il grande nord" del candidato studioso Bruno Galli. Si parte dalla carta di Chivasso, dall'analisi della crisi dello stato nazione di Gianfranco Miglio e passando per le macroregioni italiane della Fondazione Agnelli si arriva alla macroregione europea. Si disegna un cerchio attorno alla Svizzera che partendo dallo spazio alpino e andando giù verso le pianure va dalla Lombardia verso la Slovenia l'Austria la Baviera e l'Alsazia per tornare verso il Rodano-Alpi e il Limonte (Liguria-Piemonte). Appare uno spazio di posizione la cui rappresentazione è ben lontana e altro dall'antieuropeismo d'accatto alla Borghezio. 
Quando le dinamiche territoriali vengono quotate nei flussi della politica, quando si fanno slogan per il consenso, è buona cosa non sottovalutarli ma sottoporli alla critica verificando il sentire, e la vibratilità del margine e dei microcosmi territoriali. Poschiavo, borgo di confine del Canton Grigioni con l'alta Lombardia. Ci passa il rosso trenino del Bernina che porta a vedere il parco a tema di St Moritz e a Davos. Su iniziativa svizzera è stata aperta un'università del legno che specializza nella filiera che va dal bosco al design. L'iniziativa del cantone svizzero è riconosciuta anche dalla regione Lombardia e sostenuta da un importante contributo tecnologico e finanziario dalla nostra impresa leader nelle macchine per il legno, la Scm di Rimini. Sul confine si dice che forse potevamo essere noi gli ideatori dell'iniziativa. Conta nulla in tempi di Erasmus.
Ai giovani valtellinesi che vorranno basterà attraversare il confine avendo chiaro che green economy significa anche rivitalizzazione e manutenzione dei boschi. Se dall'università transfrontaliera di Poschiavo si passa alle dinamiche delle imprese alla ricerca delle opportunità di tassazione, servizi e costo del lavoro la musica cambia. Si conferma la tesi dello storico Hosbaum che le differenze sono più al centro delle nazioni che sulla frontiera. Come documenta l'inchiesta di Laura Cavestri (si veda Il Sole 24 Ore del 30 gennaio). È un dettagliato elenco di agenzie di attrazione di imprese e investimenti sulla frontiera: Copernico per il Ticino, Aba-invest in Austria, Erai del Rodano-Alpi sino alla Slovenia. 
Documentano l'esodo oltre frontiera delle nostre imprese alla ricerca della tassazione del 20% in Ticino, delle autorizzazioni in sette giorni per nuovi impianti in parchi industriali in Austria, del credito di imposta che detassa sino al 50% gli investimenti in ricerca e sviluppo del Rodano-Alpi sino al costo del lavoro in Slovenia -15% con detrazioni fiscali per le imprese fino al 40%. Piccolo elenco che sembra l'eden sul confine. Basta aver percorso i territori da Torino a Pordenone e oltre, passando per la Lombardia, per capire che lo spazio di posizione e di rappresentazione degli imprenditori piccoli e medi fa apparire Lubiana, Vienna, Monaco, Lione e Strasburgo. Quelli che hanno un po' di reti lunghe guardano a questo spazio europeo come uno spazio da percorrere prima di guardare alla Cina e al Brasile. Sono le avanguardie agenti di un confronto vero di un'Europa manifatturiera in metamorfosi dentro la crisi. Al di là dello spread il confronto tra politiche industriali è all'ordine del giorno. 
Senza queste avanguardie l'Italia rischia di non essere più il secondo paese manifatturiero d'Europa ma, confrontandosi con i tedeschi, si dice chiaramente che se noi non ce la faremo loro non potranno più essere tranquillamente i primi. Sui confini ci si interroga, come ha ricordato Romano Prodi, sull'uscita dalla crisi che non può essere solo finanziaria ma presuppone un ridisegno del modello industriale europeo: riprogettare un'Europa delle imprese e del lavoro. Questi processi reali, queste fibrillazioni territoriali e transfrontaliere di tutto hanno bisogno tranne che di ritrovarsi a breve raccontati solo in una logica di macroregione europea che sta a nord e il resto d'Italia che sta a sud. Sarà bene ricordare che la Commissione Europea negli anni '90 lanciando i progetti per le euroregioni delineò non solo lo spazio alpino ma, solo per citarne una, la macroregione danubiana che guardava a sud verso la Turchia o lo spazio geoeconomico euromediterraneo. 
Farne una rappresentazione politica istituzionale di secessione dolce in nome dell'Europa guardando solo alle posizioni localistiche del partito di Haider in Carinzia, alla Lega Ticinese e alla Lega Nord mi pare una forzatura che tiene conto solo di ciò che avviene sulla frontiera e trascura lo spazio da costruire delle politiche industriali europee. Molto dipenderà da quanto si saprà rilanciare l'Europa come progetto politico. Sarà importante e auspicabile mettere questi temi nell'agenda politica del dopo elezioni. I rettori del politecnico di Milano e Torino e i rettori delle università milanesi hanno recentemente disegnato un ruolo trainante per Milano come città globale del sistema paese in uno spazio euromediterraneo. 

Lombardia: Maroni, siamo in forte recupero e vinceremo



 "La coalizione di centrodestra e' in forte recupero sia a livello nazionale che in Lombardia dove siamo quattro punti avanti rispetto ad Ambrosoli. Sono quindi assolutamente ottimista che ce la faremo a vincere". Questo il parere del segretario federale della Lega nord, candidato alla presidenza della Regione Lombardia Roberto Maroni.

"Questo -ha aggiunto Maroni- non vuol dire cullarsi sugli allori ma vuol dire combattere fino all'ultimo, fino all'ultimo voto. Noi possiamo solo crescere e per questo nelle prossime settimane intensifichero' la mia azione sul territorio, coinvolgendo anche le altre componenti della coalizione ed in particolare il Pdl".

Maroni: quote latte costate 4,5 mld? Frottole per nascondere Mps

Il leader leghista e candidato alla Regione Lombardia: la procura di Milano ha già stabilito che non è così
 TMNews
Milano, 2 feb. (TMNews) - Le indiscrezioni di stampa che ipotizzano un costo per l'Italia per le quote latte di circa 4,5 miliardi di euro "sono le solite frottole per nascondere le responsabilità che qualcuno ha sulla vicenda molto grave che è quella di Mps". È quanto dichiarato dal segretario federale della Lega nord e candidato alla presidenza della Regione Lombardia, Roberto Maroni, a margine di un incontro elettorale.

Sempre in riferimento al costo di 4,5 miliardi per l'Italia, Maroni ha risposto: "Non esiste questa cosa, la Procura di Milano ha già stabilito chiaramente che non esiste".

lunedì 4 febbraio 2013

LOMBARDIA: MARONI, SE VINCO LASCIO SEGRETERIA LEGA A GIOVANE


L'impegno che ho preso con gli elettori e' che se vinco in Lombardia la Lega avra' un nuovo segretario'. Lo dice Roberto Maroni a L'intervista di Maria Latella, su skytg24. 'Il lavoro di governatore e' a tempo pieno, non puo' essere fatto da un segretario di partito ma da un governatore di tutti i lombardi. la Lega avra' un nuovo segretario, un giovane: ne abbiamo tanti'.

Salvini: Sull`Imu Berlusconi sfonda una porta aperta "La tassa sulla prima casa è una rapina"



"Che l`Imu sia incostituzionale come Lega lo sosteniamo da tempo. Su questo sfonda una porta aperta". Lo ha detto Matteo Salvini (Lega) a Tgcom24, commentando la proposta di Silvio Berlusconi sulla restituzione dell'Imu.

"Sulla diminuzione di alcune tasse, almeno le regioni del nord - ha osservato - se lo possono permettere. Stiamo facendo dei ricorsi e non escludo che qualcuno sai accolto. A prescindere dall`esito elettorale non escludo che più di un giudice ci dia ragione. Quindi non vedo dove sia la fantasia nell`ipotesi di restituzione dell`Imu".

Per Salvini "la tassa sulla prima casa è una rapina. Le proposte di Berlusconi sono realizzabili e concrete ma la Lega ha fatto la sua scelta: candida il suo capo in Lombardia, perché ha capito che bisogna concentrare le energie sul territorio".

domenica 3 febbraio 2013

Immigrati soldi a casa loro


Tre volte gli aiuti in denaro ai paesi in via di sviluppo



      AFP

Roma, 31 gen. (TMNews) - Il denaro che i lavoratori emigrati inviano ai loro familiari nei paesi d'origine ha raggiunto negli ultimi anni dei livelli record. Le rimesse sono pressoché triplicate in un decennio e ammontano circa al triplo degli aiuti globali in denaro che vengono destinati ai paesi in via di sviluppo.

Secondo gli ultimi dati della Banca Mondiale, nel 2012 le rimesse degli emigranti hanno raggiunto i 530 miliardi di dollari. Un gruzzolo che, se considerato ipoteticamente come una singola economia, corrisponderebbe alla 22esima del mondo, più forte di Iran o Argentina. Oltretutto, la cifra reale potrebbe essere molto più elevata, dato che molto denaro non transita per le vie registrate.

Il denaro delle rimesse è talmente consistente che alcuni paesi, come le Filippine, il Bangladesh o il Senegal - spiega il Guardian - hanno addirittura dei ministeri che si occupano di gestire il flusso che arriva da oltreoceano.

India e Cina sono i principali beneficiari di questo sistema: lo scorso anno sono affluiti in questi due paesi 60 miliardi di dollari, seguiti dalle Filippine e Messico con 24, la Nigeria con 21. Per alcuni Paesi più piccoli, come il Tajikistan e la Liberia, ler rimesse equivalgono rispettivamente al 47% e al 31% del loro prodotto interno lordo.

Per moltissimi Paesi in via di sviluppo, il denaro mandato in patria dagli emigrati è di gran lunga superiore agli aiuti che ricevono dalle organizzazioni internazionali; per altri, addirittura, quei soldi sono di più di quelli degli aiuti e degli investimenti stranieri messi assieme.

sabato 2 febbraio 2013

Mps Maroni attacca Napolitano

«Perché sta coprendo lo scandalo?» «L'impressione è che Napolitano sia sceso in campo per attenuare i riflessi negativi sulle sorti del Pd» Giorgio Napolitano Ha raccolto più di una critica l'intervento del capo dello Stato sul Monte dei Paschi. Bisogna fare «chiarezza» e «tutelare l'interesse nazionale», è stato l'invito di Giorgio Napolitano. Il presidente ha sollecitato tutti a evitare il cortocircuito tra stampa e giustizia e a guardare al richiamo «piuttosto brusco» della «Procura della Repubblica di Siena, di fronte alla pubblicazione di notizie» dichiarate «totalmente infondate» e che l'ha portata a «ventilare - ha ricordato Napolitano - provvedimenti per aggiotaggio e insider trading». Parole alle quali replica senza nascondere perplessità il leader della Lega Roberto Maroni. «La brutta impressione è che sia sceso in campo per coprire lo scandalo Mps e attenuare i riflessi negativi che sta avendo sulle sorti elettorali del Pd», ha detto il numero uno del Carroccio. «Non voglio pensare - ha aggiunto Maroni a proposito di Napolitano - che sia intervenuto per censura, però è singolare che il presidente della Repubblica si svegli adesso mentre in passato non ha mai detto una parola sulle violazioni del segreto istruttorio o del segreto delle indagini, cosa che lui richiama adesso».

PD: BITONCI (LNP), "L'ITALIA GIUSTA DI BERSANI? E' QUELLA SENZA IL VENETO

"Un barattolo di Nutella, l'iscrizione all'ordine dei giornalisti della Lombardia, birre, cotolette e DVD. Queste sono alcune delle voci di spesa che i consiglieri regionali uscenti del PD lombardo si sono fatti rimborsare. Così come i colleghi di partito del gruppo consiliare laziale, promossi ovviamente nelle liste per le politiche, vedi Daniela Valentini e Marco Di Stefano. Il tutto nel più assoluto silenzio dei media, come sempre quando gli scandali riguardano il PD - spiega Massimo Bitonci, capolista al Senato per la Lega Nord Liga Veneta - Questa è l'Italia giusta che ha in mente Bersani? La Lega ha un'idea diversa: quella di macroregioni autonome, ciascuna capace di autodeterminarsi e di essere più efficiente. Più il potere è decentrato, più i cittadini sono in grado di controllarlo. E magari di evitare che qualcuno mangi Nutella a sbafo

venerdì 1 febbraio 2013

Il Giorno ~ Cassano, la Lega Giunta Incompetente

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MPS (Monte dei Paschi) dieci domande a Bersani

1. Onorevole Bersani, lei afferma di non avere alcun imbarazzo per la vicenda Mps perché il Pd si occupa di politica, non di banche. Perfetto. Però Massimo D'Alema, che se non sbaglio è del suo stesso partito, ha dichiarato alla Stampa: «Noi, e per noi intendo il Pd di Siena nella persona dell'ex sindaco Franco Ceccuzzi, Mussari lo abbiamo cambiato un anno fa, assieme a tutto il consiglio d'amministrazione del Monte dei Paschi». Il Pd di Bersani non si occupa di banche, il Pd di D'Alema invece sì, al punto di cambiare tutto il vertice del Mps?
2. Il partito non si occupa di banche, però i 16 membri del comitato d'indirizzo della Fondazione Mps che a sua volta controlla la banca vengono così nominati: 8 dal Comune di Siena, targato Pd, 5 dalla Provincia di Siena, targata Pd, 1 dalla Regione Toscana, targata Pd e uno a testa, infine, dall'università e dalla Curia. Il Pd non ha le mani nella banca ma ha, a stare bassi, tredici dei suoi uomini nello strategico comitato d'indirizzo della Fondazione. Tredici su sedici: non è un è po' troppo per dire che il partito è estraneo alla banca?
3. Il Pd non poteva sapere, perché il Pd, e i DS prima del Pd, e il Pds, prima dei Ds, e il Pci, prima di tutti gli altri, pensa alla politica. Però tutti questi partiti, che poi sono lo stesso nelle sue diverse evoluzioni, seguivano con attenzione quel che avveniva in una città simbolo come Siena. Le risulta che uno dei cavalli di battaglia del candidato sindaco Franco Ceccuzzi fosse: «La Fondazione non scenderà mai sotto il 50 per cento della banca»? Come mai Ceccuzzi diventò sindaco contravvenendo alla regola aurea che lei adesso richiama: «Il Pd non si occupa di banche»?
4. Ceccuzzi fu di parola. A luglio 2011, la Fondazione si svenò sottoscrivendo un aumento di capitale della banca e così s'indebitò, facendo saltare tutti i parametri, per mantenere il controllo assoluto della banca. Non vede una certa coerenza fra i comizi di Ceccuzzi e il comportamento della Fondazione? E, dettaglio ulteriore, le risulta pure che questa coerenza fosse il frutto di un documento scritto, con la Fondazione come cassa di risonanza dei desiderata del primo cittadino? Coda curiosa: il collegio sindacale della Fondazione si oppose all'aumento di capitale, ma l'operazione andò avanti...
5. Le risulta anche che il tentativo di svecchiare e rinnovare la Fondazione, che ripeto è la cabina di regia della banca, sia partito proprio dall'unico posto da cui poteva partire cioè il gruppo del Pd in consiglio comunale, grossomodo alla fine del 2011? E forse le risulta anche che il tentativo di cambiamento provocò una feroce spaccatura dentro il partito nella città del Palio e che il sindaco, sempre per seguire la massima che la politica è estranea alla banca e alle sue vicende, di fatto governò il rinnovamento della Fondazione centellinando le facce nuove?
6. L'ex presidente di Mps Giuseppe Mussari, avvocato calabrese e storico militante del Pci-Pds-Ds, nel periodo che va dal 27 febbraio 2002 al 6 febbraio 2012 ha versato a titolo personale nelle casse del partito, il suo partito, 683.500 euro. Forse avete cacciato un vostro disinteressato benefattore? Certo, i soldi sono stati destinati alla federazione provinciale di Siena, ma questo basta per dire che Roma non c'entra niente con questa storia? Comunque ancora ad agosto 2012, con la banca in acque agitate, Mps sponsorizzava con 10 mila euro la Festa del Pd. Marketing? Mah. Piuttosto, sempre e solo simpatia?
7. Le risulta che l'arrivo dell'avvocato Mussari nel 2001 alla testa del Monte dei Paschi fosse stato sponsorizzato, sempre per il principio che il partito non fa incursioni nel mondo della finanza, dai seguenti personaggi: il magnifico rettore dell'università Luigi Berlinguer, oggi curiosamente capo dei probiviri del Pd; il parlamentare eletto in città Franco Bassanini; Massimo D'Alema e Giuliano Amato da Roma? D'Alema del resto rivendica, come abbiamo ricordato un momento fa, l'uscita di scena di Mussari, dunque tutto torna. O no?
8. L'alleanza fra i quattro, il quadrilatero, si ruppe rovinosamente negli anni successivi ai tempi dell'operazione Unipol. A dirlo, sempre in base al fatto che il partito fa gli affari suoi e pure quelli delle banche, fu proprio Bassanini in un'intervista a Panorama: «Consorte e D'Alema fecero pressioni su Siena perché si alleasse con Unipol», ovviamente nella scalata a Bnl. «Chi difese l'autonomia di Mps - prosegue Bassanini - come me e Amato venne emarginato». Non le pare, visto tutto quello che è successo, un'accusa grave?
9. Massimo Mucchetti, autorevole giornalista economico per lungo tempo vicedirettore ad personam del Corriere della sera, oggi che è candidato del suo partito, capolista al Senato in Lombardia, dice ala Stampa: «Non vedo una responsabilità oggettiva del partito, ma della città». Solo che la città è da sempre nelle mani del partito comunista e dei suoi eredi. Insomma, passando per Siena non è che si ritorna Roma, alla sede del suo partito? Non è che buttare tutte le colpe, passate, presenti e future, sulle teste calde del Granducato di Toscana sia un modo un po' troppo comodo per sfuggire a responsabilità che sono molto più grandi e gravi?
10. C'è chi dice che l'attuale numero uno di Mps Alessandro Profumo sia stato scelto a Roma, dopo frenetiche consultazioni ai piano alti del suo partito. Solo malignità e voci incontrollabili che non meritano nemmeno una precisazione? Certo, Profumo, che pure sta meritoriamente aprendo i cassetti in cui sono custoditi i segreti e le sofferenze della banca, si è impegnato in campagna elettorale sostenendo in Lombardia il candidato del centrosinistra al Pirellone Umberto Ambrosoli. Insomma, siamo ancora al tanto vituperato collateralismo fra il partito e l'istituto di credito più antico ma oggi anche più invecchiato al mondo?
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