martedì 1 aprile 2014

Pesce d'aprile di Radio Padania, Renzi firma i referendum leghisti

Dalla radio del Carroccio scherzano: in cambio del sostegno della Lega Renzi sarebbe pronto a votare i referendum



Da Radio Padania, infatti, hanno preparato una simpatica notizia falsa sul premierMatteo Renzi. Il presidente del Consiglio - secondo la notizia che la radio del Carroccio attribuisce, tra gli altri, al nostro sito - avrebbe aderito ai refendum leghisti su legalizzazione della prostituzione, legge Fornero, burocrazia, abolizione della legge Mancino e stop ai concorsi pubblici per gli immigrati.
Il fantomatico endorsement di Renzi sarebbe stato comunicato con un tweet mattutino, in cui si cercava l'appoggio della Lega in cambio dell'adesione ai cinque quesiti referendari.
Il premier avrebbe poi addirittura rivolto un appello a tutti gli italiani a fare altrettanto. Un simpaticoscherzo per celebrare la giornata dei "pesci".

venerdì 21 marzo 2014

Veneto libero

Nei Paesi evoluti è riconosciuta ai cittadini la facoltà di stabilire dove andare e con chi. L'autodeterminazione dei popoli è un dogma indiscutibile. Forse che il Veneto vale meno della Catalogna o della Scozia e non può aspirare a essere autonomo?

Il risultato che sta riscuotendo il referendum online per l’indipendenza veneta, lanciato domenica scorsa, fa esultare gli organizzatori, raccolti sotto la sigla di plebiscito.eu. Le votazioni si chiuderanno venerdì alle 18. «Alle 19 - spiega il presidente, Gianluca Busato, dichiareremo l’indipendenza del Veneto». Il sondaggio, prima un po’ snobbato a livello politico-istituzionale, ha trovato ora l’appoggio della Lega Nord e di altri gruppi separatisti, che però frenano: «Il vero referendum è quello che scaturirà dal progetto di legge regionale 342, che sarà presentato in Consiglio ad aprile».

Siamo alle solite. La Crimea ha deciso il proprio destino con un referendum: si distacca dall'Ucraina e si annette alla Russia per volontà popolare.




Molti osservatori affermano che il plebiscito non è legittimo per vari motivi oscuri, e non si capisce perché la consultazione dovrebbe essere invalidata. Questo lo abbiamo già scritto. Se però ribadiamo il concetto, una ragione c'è: adesso anche la Catalogna andrà alle urne e così pure la Scozia; entrambe le regioni reclamano indipendenza. Che c'è di male? Nulla. Tanto è vero che nessuno protesta.
Nei Paesi evoluti è infatti riconosciuta ai cittadini la facoltà di contarsi allo scopo di stabilire dove andare e con chi. Ancora una volta debbo ricordare che l'autodeterminazione dei popoli non è un principio astratto, ma un dogma indiscutibile.
Le nazioni rischiano così di spezzettarsi? E chi se ne importa. Prima di tutto viene la libertà della gente di amministrare il proprio territorio come le garba. Ecco perché trasecoliamo nell'apprendere che il referendum via Web (www.plebiscito.eu) in corso dal 16 al 21 marzo nel Veneto, finalizzato a uno strappo della regione dall'Italia, sia considerato un'attentato all'unità del Paese. Ma quale attentato?
I veneti desiderano ardentemente andarsene per conto proprio, ovvero essere padroni in casa loro, rigettando il patto nazionale (peraltro mai sottoscritto)? Liberi di verificare alle urne se si tratta di un sentimento maggioritario o minoritario. Nel primo caso bisognerà prenderne atto e agire di conseguenza; nel secondo, pace amen, la situazione rimarrà quella attuale: cioè il Veneto resterà integrato nella penisola con capitale Roma. Dov'è il problema? Perché scandalizzarsi se una quota di cittadini invoca l'uso di uno strumento - il plebiscito - altamente democratico per stabilire se mantenere lo statu quo oppure se mutare registro? Forse che il Veneto vale meno della Catalogna o della Scozia e non può aspirare, a differenza delle altre due regioni, a essere autonomo rispetto al potere centrale?
Non ha senso dividere i popoli tra figli e figliastri; ciascuno di essi deve godere della facoltà di fare ciò che vuole, a condizione che non infranga le regole democratiche, delle quali il plebiscito è la principale. Ognuno ovviamente ha le proprie opinioni e non stupisce che voglia imporle ad altri attraverso il metodo del confronto, ma se alla fine dei dibattiti non c'è intesa, si ricorre al referendum, il cui esito è legge. Non c'è molto d'aggiungere.
Un tempo certi contenziosi si dirimevano con le guerre, non esisteva alternativa. Oggi si vota e vince la maggioranza. Chi non accetta il verdetto elettorale si pone fuori dal contesto civile, automaticamente, e non può pretendere di essere apprezzato. Il referendum in Veneto non ha nulla di eversivo e va accolto come una manifestazione di correttezza istituzionale. D'altronde, quella dei veneti non è neppure una ribellione scomposta; è la speranza di un ritorno all'antico, alla Repubblica cosiddetta Serenissima, le cui prerogative sono giustamente rimpiante, visto che all'epoca del suo fulgore i «sudditi» si trovavano, con il Doge, meglio che con Matteo Renzi e affini, probabilmente.
Lasciate che i veneti si facciano la loro vita lontano da Roma, e che altri, per esempio campani e calabresi, si facciano la loro ai piedi della Città Eterna. Vedremo chi camperà di più e più comodamente.

martedì 18 marzo 2014

Veneto, parte il referendum per la secessione

Veneto, parte il referendum per la secessione















Non solo Crimea, pure il Veneto chiede la secessione. Unreferendum autogestito per chiedere l’indipendenza dall’Italia. È l’iniziativa del comitato Plebiscito.eu che è in corso in questi giorni e si concluderà il 21 marzo a Treviso, con la proclamazione dei risultati e l’eventuale dichiarazione di sovranità veneta. Il voto si è aperto ieri, domenica 16 marzo, e ad esprimersi sono stati in tanti. Oltre 700mila persone. 

Il voto - Le province con più partecipazione sono Vicenza, Treviso, Padova. E così dal Veneto parte un filo diretto con la Crimea, che proprio ieiri ha votato la secessione dall'Ucraina e il ricongiungimento con la Russi. L’iniziativa veneta ha così attirato l’attenzione dei media russi: la tv statale russa Vesti 24 ha trasmesso un servizio sul “referendum” in corso sull'indipendenza del Veneto. 

Il referendum - La domanda del referendum non lascia scampo a dubbi su quale sia l'obiettivo della consultazione: "Vuoi tu che il Veneto diventi una Repubblica Federale indipendente e sovrana?” Dopo aver votato al quesito principale si possono votare i delegati Veneti e altre tre decisioni: Se il Veneto debba rimanere nella UE, se il Veneto debba mantenere l'Euro, se il Veneto debba stare nella Nato.
Sul sito www.plebiscito.eu, oltre a potere votare online (nel caso si sia fuori dal Veneto nei giorni del voto per lavoro, studio od altri motivi) vengono anche indicati i luoghi dei seggi, si trova il materiale che spiega la battaglia sia dal punto di vista dei SI', sia da quello dei NO, ed inoltre si può interagire proponendo le proprie osservazioni, consigli o perplessità. Insomma la macchina è partita e il governatore Luca Zaia avverte Renzi con un'intervista a Libero: "Renzi, come tutti da Roma, ci guarda dall’alto in basso, crede che stiamo al Luna Park. Ma il fermento indipendentista è sempre più forte, e non dipende dalla gente del nord sempre più strozzata, dipende da Roma". 

Veneto, da oggi referendum per l'indipendenza. Zaia: "Attento Renzi, vogliamo scappare"

Veneto, da oggi referendum per l'indipendenza. Zaia: "Attento Renzi, vogliamo scappare"

Luca Zaia, governatore veneto, la saggezza pop dice che nel cuore d’ogni veneto ghe xè on Leon, miga on cojon. Da oggi da oggi on line fino al 21 marzo -giorno dello spoglio in piazza dei Signori a Treviso- c’è il «Plebiscito per l’Indipendenza del veneto». 
«Eviterei le domande: va a votare? O Cosa ne pensa del Plebiscito?».
E allora, perdoni, cosa le chiedo?
«Per carità, ben venga il Plebiscito, è la terza o quarta volta che si tenta di farlo; e solo la Lega ha raccolto nei gazebo 100mila firme. Ma è l’iniziativa di un partito che si chiama appunto “Plebiscito 2013”, costola di un altro partito , “Indipendenza veneta”. Bisogna fare delle riflessioni. Il sospetto è che la gente voglia l’indipendenza perché, strangolata dalla crisi chiede tassazioni più basse, mi piacerebbe che pensassero all’indipendenza come movimento culturale, tipo Catalogna o Scozia»
Diciamolo: dovevate votare l’indipendenza in Consiglio regionale, ma c’eravate solo voi 20 leghisti e pochi altri. Ed è saltato.
«Tecnicamente per fare un referendum sul tema ci vuole una legge regionale, e un Consiglio che voti la legge; l’anno scorso non la votò e la fece tornare in commissione, perché quella legge non aveva la maggioranza e non sarebbe passata».
Ma sarebbe stata comunque incostituzionale: «La Repubblica è una e indivisibile», articolo 5 della sacra Carta...
«Vero, però il diritto di autodeterminazione e il diritto internazionale ci danno ragione, e noi avremmo fatto volentieri scoppiare il dibattito sul referendum. Ma, fosse stato fatto così, da qualcuno per vezzo, non avrebbe avuto efficacia giuridica. La verità è che è importantissimo seguire quel che avviene in Catalogna».
In Catalogna? Intende al referendum omologo di Artur Mas?
«Sì, loro sono avantissimo: dobbiamo capire se sull’indipendenza riescono ad aprirci un varco. La loro deadline è il 9 novembre 2014. Se l’indipendenza la ottiene Barcellona, seguendo il loro metodo potrebbe ottenerla Venezia».
Il premier Renzi si è espressamente dichiarato per il contro-referendum.
«Renzi, come tutti da Roma, ci guarda dall’alto in basso, crede che stiamo al Luna Park. Ma il fermento indipendentista è sempre più forte, e non dipende dalla gente del nord sempre più strozzata, dipende da Roma. Matteo l’ha detto chiaramente di non credere alle regioni, anzi fosse per lui le abolirebbe. É un neocentralista che ha un ideale di sviluppo fordista; noi siamo quelli del distretto industriale diffuso. Fosse per Renzi la Bavaria industriale autonoma non esisterebbe. Lui giustifica questa cosa affermando che “ci sono regioni non virtuose”; io rispondo: “ma scusa, perché non punisci quelle?”. La verità è che ci vogliono le palle».
Una visione testicolare della politica che richiama la Lega bossiana, e un po’ i toni odierni del suo segretario Salvini, oserei...
«Salvini sta facendo un buon lavoro. Ma è Renzi che deve avere il coraggio di dire: che metà d’Italia -il sud- è tecnicamente fallita, e bisogna mandare i curatori fallimentari. Vendere le auto blu non risolve il problema, e neanche tassare le rendite finanziarie; è vero che in Germania le aliquote sono al 26%, ma lì hanno la pressione fiscale al 46% , da noi è al 68%..».
Però il governo, oggi, lavora in direzione opposta al federalismo come lo volevate voi (che, tra l’altro non ebbe un gran successo). La trasformazione del Senato è diversa dal modello di Miglio, la cancellazione del titolo V° non ne parliamo.
«Guardi, il Veneto è la regione più identitaria d’Italia: 7 persone su 10, trasversalmente pensano e parlano in Veneto. Il federalismo, per noi, era un passaggio obbligatorio, una forma di educazione. Abbiamo bussato alla parta con i fiori in mano, ci siamo puliti i piedi sullo zerbino, ma non ci hanno aperto. A ’sto punto, la porta noi la sfondiamo. Ormai siamo al Big bang delle istituzioni, le rivoluzioni nascono dalla fame; e ci siamo, alla fame. Il Veneto può scappare. Perchè siamo incazzati: abbiamo perso 85mila posti di lavoro, siamo quelli che ogni anno lasciano a Roma 21 miliardi di tasse, e ci ignorano...».
Però, ora, guarda caso, il ritorno ai regionalismi tentano di cavalcarlo in molti. Grillo, per dire, evoca la «Repubblica di Venezia», roba sua, Zaia. O no?
«Grillo non si capisce cosa voglia; se vuole l’indipendenza venga a firmare ai gazebo, ma non penso che i suoi siano d’accordo»
A Treviso, però nell’ex «Zaiastan» il sindaco è renziano del Pd...
«Onore ai vincitori. Ma io non ho problemi nel mio rapporto con gli elettori. Votano per me ancora 6 su 10. La verità, veda, è che la ricreazione è finita».
Questo lo dice anche Renzi.
«Questo lo tolga...».

di Francesco Specchia

venerdì 7 febbraio 2014

Corrire Extracomunitari, Fuggono in Africa con i soldi dell’Inps Tre indagati per truffa aggravata

L’inchiesta della Procura di Padova sul fenomeno 

delle partite Iva per attività fantasma

Richard Antwi l’ha pensata così: apro una partita Iva, chiedo i soldi allo Stato e scappo. Gli è andata bene. Ora è in Ghana, nel villaggio ashanti di Jamasi che aveva lasciato nel 1991, e con quei 29 mila euro punta forse a fare il principe. Stessa scelta ha per un suo connazionale, Oscar Owusu, anche lui ghanese, anche lui protagonista di un mordi e fuggi con le casse pubbliche che gli ha fruttato 28 mila euro, incassati e portati in fretta fra le colline della foresta pluviale dell’Africa nera, dicono gli inquirenti.
FINTO KEBAB - Mentre Youssef Mohamed avrebbe scelto il ritorno al suo deserto marocchino per ripartire da zero, o meglio, da quei 18 mila euro versati sul suo conto dall’Inps per finanziare un kebab che nessuno ha mai visto. Tre storie analoghe di altrettanti stranieri, forse solo i primi tre di una lunga lista, come sospetta la procura di Padova dopo aver aperto in rapida successione diversi, distinti fascicoli. L’ipotesi è quella di una truffa colossale ai danni dello Stato italiano, sulla quale stanno indagando gli uomini della Guardia di Finanza coordinati dal pm Sergio Dini che ha deciso di passare al setaccio i registri delle partite Iva aperte negli ultimi anni per capire quanti sedicenti artigiani e imprenditori hanno ricevuto somme per ditte esistenti solo sulla carta ma di fatto fantasma. Negli uffici delle Fiamme Gialle stanno così affluendo i dati dell’Agenzia delle Entrate e delle Camere di Commercio che gli inquirenti dovranno incrociare.
LA LEGGE - In sintesi: Antwi, Owusu e Mohamed avrebbero ottenuto le somme dall’Inps in modo fraudolento, sfruttando un articolo una legge, la 223 del 1991, che consente l’erogazione di finanziamenti pubblici a chi rimane senza lavoro se avvia una nuova attività. La forma è quella dell’anticipo in blocco dell’indennità di mobilità che altrimenti sarebbe diluita nel tempo. Nel caso specifico stiamo parlando di tre extracomunitari regolari, che hanno lasciato i loro paesi perché lì non vedevano un futuro; tre uomini che hanno lavorato molto e pagato le tasse in Italia, che si sono fatti ben volere a Tombolo, Cittadella e Campo San Martino, nel Padovano, dove hanno vissuto a lungo e dove si sono integrati e dove Antwi ha pure ottenuto la cittadinanza italiana. Tre operai di tre diverse imprese che hanno poi vissuto un dramma comune: il licenziamento. Detto questo, bisogna anche dire che hanno deciso di chiudere la loro esperienza italiana interpretando in un modo decisamente riveduto e scorretto la legge: con una truffa e una fuga.
OSCAR IN GHANA - Partiamo da Owusu. Arrivato dal Ghana nel 1991, operaio della Gs engineering di Galliera Veneta fino al novembre del 2012, una volta ricevuta la lettera di licenziamento non ci ha pensato due volte: ha aperto la sua partita Iva per «commercio al dettaglio di abbigliamento ed accessori», ha quindi chiesto il finanziamento e ha atteso l’incasso. Tre mesi dopo i 28 mila euro erano sul suo conto. «E tre giorni dopo ha chiuso la partita Iva - scrive il magistrato nell’atto di conclusione delle indagini preliminari - percependo così una somma giustificata con l’avvio di un’attività autonoma in realtà insussistente». L’hanno cercato a casa ma Oscar Owusu era sparito. La signora Stragliotto, che abita nel suo stesso condominio di Tombolo, ne è certa: «Oscar lo conoscevo bene, sarà tornato in Africa un anno fa, dopo che l’hanno licenziato. Erano una persona seria, un grande lavoratore». La signora ignora naturalmente la storia del tesoretto. Ma le Fiamme Gialle hanno passato al setaccio i suoi conti e della nuova ditta non ha trovato traccia. «A quell’impresa individuale risultano intestato solo un bloccasterzo da 60 euro, alcuni detersivi e un bagnoschiuma».
ANTWUI E IL BAGNOSCHIUMA - Quasi fotocopia la storia di Richard Antwi, che sembra non conoscesse il suo connazionale. Anche lui operaio, anche lui licenziato a fine 2012, sposato, un figlio. Antwui ha aperto un’attività con questo oggetto: «Vendita di prodotti di pelletteria». Poi ha chiesto i suoi 29 mila euro che l’Inps gli ha accreditato il 18 marzo del 2013 per l’acquisto dei materiali e dei mezzi necessari alla start-up. Ma il 21 marzo Antwui chiude l’attività e scompare. «Saranno sette otto mesi che non lo vedo più - ricorda Renzo Baretta, vicino di casa - So che la moglie e il figlio se n’erano andati prima di lui, in Inghilterra. Li avrà raggiunti lì (per gli investigatori è invece più probabile in ritorno al villaggio ghanese, ndr)». Alla sua impresa di pelletteria risulta intestato un solo acquisto: «Per flaconi di bagnoschiuma». Dieci euro. Che è più o meno la stessa cifra scovata nei conti del kebab di Youssef. In definitiva, sarebbe andata così: il terzetto si è ritrovato improvvisamente per strada, con moglie e figli da mantenere, ha visto l’opportunità offerta dalla leggina, che un po’ suggerisce l’inganno, e ha proceduto.
IL RE DI JAMASI - «Una norma stravangante - l’ha definita lo stesso pm - che consente anticipi medi di 20 mila euro aprendo una semplice partita Iva. Lo spirito sarebbe anche giusto se la cultura fosse quella della legalità. Ma siccome così non è, bisognerebbe almeno rafforzare i controlli preventivi. E così deve intervenire repressivamente la magistratura». Gli inquirenti sorridono immaginando Antwi in una reggia fra le palme e i mango del Ghana. Sarà lui, l’italiano Richard Antwui, il nuovo re di Jamasi.

venerdì 31 gennaio 2014

Il Giorno Scippato sul treno il comandante dei vigili

Scippato sul treno il comandante dei vigili





martedì 21 gennaio 2014

Bici alla stazione - Il solito fumo negli occhi


Dopo la presentazione in pompa magna e le nostre seguenti polemiche, le rastrelliere da mesi sono tristemente vuote, oppure con una sola bicicletta davvero un bello spettacolo!

PS Gli aerei di Mussolini hanno fatto scuola anche con i Sinistri

Pontida, il debutto di Salvini a maggio

Pontida, il debutto di Salvini a maggio

Il segretario leghista annuncia una serie di iniziative per le prossime settimane, tra le quali una fiaccolata contro lo «ius soli»

Matteo Salvini ha annunciato che sarà confermato anche quest’anno il tradizionale raduno della Lega Nord a Pontida. Il ritrovo sul `sacro prato´ nella Bergamasca è fissato per il 4 maggio, ha spiegato il segretario del Carroccio, in una conferenza stampa al termine della prima riunione del consiglio federale del movimento da quando è stato eletto. L’incontro è servito per fare il punto su una serie di iniziative che Salvini vuole mettere in campo in vista delle europee. Tra queste un `Euro exit tour´ in Italia e all’estero, e «fiaccolate contro ogni tipo di nuova immigrazione - ha spiegato - visto che il ministri Kyenge ha annunciato oggi la calendarizzazione a gennaio del ddl sullo Ius Soli».
GAZEBO IN VENETO - «Oggi non si è parlato del ministro Kyenge, visto che si è parlato di cose importanti», ha sostenuto Salvini. Tra le altre iniziative in programma l’uno e il due marzo saranno allestiti in tutto il Veneto alcuni gazebo per la raccolta firme a sostegno del referendum per l’indipendenza della regione (slogan `L’indipendenza che conviene´). Infine, saranno convocate «riunioni mensili tra i governatori leghisti delle regioni del nord (Piemonte, Veneto e Lombardia) e gli assessori e i consiglieri regionali (per sabato è fissata la prima riunione a Milano». Il nuovo segretario federale ha rinviato ogni cambiamento dell’organigramma interno al partito alla prossima riunione del consiglio federale. «Prima voglio girare tutti i consigli nazionali (regionali, ndr) - ha spiegato - i cambiamenti ci saranno nel prossimo consiglio federale: ci sarà una struttura più snella e volti nuovi. Ma non ho fretta: lasciamo a qualcun altro i volti nuovi e gli slogan»
Un’immagine del raduno leghista di PontidaUn’immagine del raduno leghista di Pontida

lunedì 20 gennaio 2014

Cassano Il Segretario attacca la Maggioranza di Sinistra

Come cittadino di Cassano e come Segretario della sezione Lega Nord vorrei fare alcune considerazioni sulle due pubblicazioni che abbiamo ricevuto lo scorso mese di dicembre “In Comune “ e  “Il Bilancio Sociale”.



Parliamo in particolare delle spese sostenute da questa amministrazione con i soldi di tutti noi cittadini per la realizzazione di questi due strumenti di “informazione”

Per l’informatore comunale sono stati spesi € 8.976,00:


Ø  Realizzazione grafica € 750,00 distribuzione  € 726,00 determina n°1130 del 7 nov. 2013,

Ø  Stampa € 7.500,00 determina 1194 del 20 nov. 2013.


Per il bilancio sociale sono stati spesi € 24935,00:


Ø  Redazione piano comunicazione e bilancio sociale € 15.295,00 determina n°775 del 23 lug. 2013

Ø  Stampa € 9.640,00 determina n°1352 del 23 dic. 2013.

Alcune considerazioni vengono spontanee: nonostante nell’informatore comunale si dia spazio anche alle voci dei gruppi rappresentati in Consiglio Comunale, vale la pena spendere tutti quei soldi per un giornalino 
A Me sembra paradossale ed ASSURDO!!!

Ancora più scandaloso sono le spese sostenuta per il Bilancio sociale, (che non ho paura nel definire uno spot propagandistico pagato dai cittadini) 40 pagine arrivato per di più con un anno di ritardo e dal quale si evince solo che questa Amministrazione ha solo aumentato le tasse senza fare nulla per i cittadini, (cosa che tra l’altro la Lega sostiene da sempre) ?

In questo periodo di crisi dove tutti dobbiamo tirare la cinghia ed i soldi dovrebbero essere gestiti in modo oculato questi Assessori così attenti al sociale buttano nel cesso 25000 euro solo per rifarsi il trucco.

Vi lascio infine uno spunto su cui meditare, sapete che  nella scuola Quintino di Vona se ti fai male invece del ghiaccio ti danno una bella bottiglietta d’acqua fredda e se avete bisogno della carta per pulirti te la devi portare da casa.

Grazie Sindaco ed Assessori per spendere cosi bene i nostri Soldi

NON HO PAROLE!!!


Mario Cerri

mercoledì 15 gennaio 2014

Cassano sempre di piu nelle mani della DELINQUENZA, Grazie Sinistra...

Di seguito la lettera inviata dal Consigliere Moretti
 
Spett.le
Polizia Locale di Cassano d'Adda

Egr. Amministratori Locali

scrivo la presente per comunicarVi quanto segue: nel corso della mattina del 13/01/14, tra le 09 e le 12, ignoti sono entrati in casa mia e l'hanno svaligiata di tutti i gioielli, rovistando nei cassetti della camera da letto.
Tutto questo avveniva nelle ore mattutine, alla luce del sole.
In serata, e nel corso della giornata successiva, le prime manifestazioni di solidarietà di amici e parenti.
Più che solidarietà, si è trattato di raccogliere un bollettino di guerra, con una elencazione di frasi quali " ... è successo anche a me nell'aprile scorso..." "... anche a me, anche a me è capitato qualche settimana fa ..." sino alla signora che risiede nel palazzo davanti al mio, in via Carlo d'Adda, "lunedì scorso alle 18.30, mentre ero in palestra ...".
Più che solidarietà, si è trattato di rassegnazione, sconforto e incapacità di reagire.
Un fatto simile lascia assolutamente incapaci di reagire, non potendo un cittadino fare nulla ... se non quella di recarsi dai Carabinieri per sporgere denuncia e sentirsi confermare dell'inutilità di sporgere denuncia.
Il compito di proteggere il cittadino spetta a Voi delle Forze dell'Ordine e a Noi amministratori.
Perché il rimprovero che il cittadino mi muove maggiormente, caro Sindaco e Vice-Sindaco non è l'approvazione del PGT, né del Polo della Sicurezza, del Ex Veca e di altro, ma di essere nella merda a livello economico e di non sentirsi sicuri per le strade della Città, e tanto meno all'interno della propria abitazione.
Su questo punto, i Cittadini addirittura sono disarmati, arrivando persino a non sporgere neanche la denuncia, se non ai fini eventualmente assicurativi.
Alcuni Cittadini, invece, pensano ad armarsi, ebbene sì: un Cittadino mi ha confermato della volontà di armarsi, a livello personale, ritenendola l'unica soluzione.
Francamente, solo la mia intelligenza me lo impedisce, ma non rimprovero nulla a chi, difendendo la propria famiglia, utilizza anche la legittima difesa, a volte eccedendo, per difendersi.
Difendere la propria famiglia è forse l'unica reale priorità, per famiglia intendendo anche la mia casa, dove vivo, dove dormo, dove mia moglie vive e dorme, dove i miei figli di 6 anni giocano, dormono e vivono.
Con quale tranquillità ora potrò lasciare giocare i miei figli con la finestra aperta, con il pensiero che qualcuno possa introdursi e rapirli ?!?!?!

Scendiamo dalla poltrona del buonismo e parliamo da normali cittadini, che aprono i giornali e leggono le notizie di cronaca.
O semplicemente ascoltano i propri vicini di casa.
Perché, assolutamente, io rifiuto il confronto con chi nega l'esistenza di questo problema.
Ebbene sì, lo chiamo problema, quello della delinquenza, o, meglio ancora, della micro-criminalità.
 
E, vengo al dunque, la presente non è certo di sola lamentela e/o denuncia (già fatta dai Carabinieri), ma alla realtà dei fatti, perché, sempre tornando alla nostra quotidianità, basta girare per le vie del paese per osservare alcune situazione che mi lasciano perplesso.
E, come me, lasciano perplessi molte altre persone.
Premesso che in Consiglio comunale ci troviamo sempre a parlare della gente bisognosa, di tutte le età, razze e religioni, circolando per la Città a volte ci imbattiamo nei bar, sempre più frequentati da facce sconosciute e non certo affidabili.
L'ultima scena riferitami è accaduta al Bar Villa sabato scorso, dove 4 ragazzotti dell'Est, dopo aver ampiamente consumato birra, hanno acquistato 20 (venti) gratta e vinci da euro 20 (venti) in Tabaccheria, dopo aver giocato al videopoker.
Domanda: è mai possibile che non facciamo controlli tra queste persone ?!?!?!? mentre l'italiano non gioca più e non consuma più, lasciando chiudere le attività, personaggi del tutto inaffidabili hanno 500 euro in contanti da poter spendere ?!?!?!?
Dall'inizio del 2014 ci sono stati furti in Carlo d'Adda, Di Vittorio, via Bologna, Groppello ... e noi siamo assolutamente silenziosi e non facciamo nulla ?!?!?!?!?
Dove li trovano questi soldi ???
Basta entrare nelle loro attività per trovare bivaccamenti a tutto spiano ... e noi, come Amministratori, non facciamo nulla ?!?!?!!?
E questi sono gli stessi che urinano e sporcano in via Verdi, gettano bottiglie di alcoolici per terra, anche nei parchetti pubblici, incuranti delle normali frequentazioni dei Cassanesi.
 
Tutto questo mi fa schifo !!!!
Personalmente, non ho avuto il tempo di lavare il vestiario che queste BESTIE hanno toccato e riposto lo stesso nei cassetti, che questa mattina, come ogni mattina, alle 08.00, ero in stazione per prendere il treno ... mentre ci sono alcune BESTIE che oggi rivenderanno gli ori di mia moglie per poi recarsi al bar a bere alla faccia mia.
Tutto questo mi fa molto schifo !!!
E schifa tutti !!!
Dobbiamo avere il coraggio di ammetterlo.
E dobbiamo reagire.
Chiedo dunque alla Polizia Locale di fare accessi, chiedere documenti, verificare le possibilità economiche di questi soggetti ... e all'Amministrazione di voler pattugliare - anche in notturna - il nostro territorio, attraverso un'agenzia di vigilanza, che giri di notte tra le vie della Città.

Grazie per l'attenzione.
Andrea Moretti
Cittadino di Cassano d'Adda e Consigliere Comunale

mercoledì 8 gennaio 2014

Il Giorno - La Farsa Continua, seconda puntata...

Uno studio rilancerà la stazione di Cassano

Ormai terra di nessuno e ad altissimo rischio microcriminalità: si vogliono coinvolgere anche operatori privati


venerdì 20 dicembre 2013

Cassano, biglietteria fantasma: via al bando - La Farsa Continua....

Il Giorno, Un chiosco volante sostituirà il vero bar che nessuno vuole. Il Comune prova a risolvere i problemi dello scalo ferroviario

giovedì 12 dicembre 2013

Il Giorno Bar chiuso e niente biglietteria: la stazione di Cassano è fantasma

Bar chiuso e niente biglietteria: la stazione di Cassano è fantasma

Proseguono i disagi causati dai cantieri per la tangenziale
di Monica Autunno