sabato 22 settembre 2012

E zitto zitto Maroni ha salvato la Lega

A fine mese il segretario della Lega incontrerà a Torino imprenditori e banchieri per scrivere insieme il nuovo programma della Lega. È una svolta. Archiviate ampolle e travestimenti, il Carroccio di Maroni vuole diventare un movimento più “istituzionale”. I sondaggi lo premiano, ma nel partito qualcuno storce il naso
Umberto Bossi e Roberto Maroni (Afp)

20 settembre 2012 - 07:09
Al segretario federale Roberto Maroni è riuscito il miracolo. Nonostante gli scandali e le ingombranti eredità, la sua Lega Nord ha superato la tempesta. Ci credevano in pochi, ma il Carroccio è ancora in vita. Anzi, è persino tornato a crescere nei sondaggi. Le vicende del Cerchio magico e le polemiche sulla discussa gestione dei finanziamenti pubblici sembravano aver chiuso un’epoca. La Lega? In primavera molti la consideravano già un’esperienza legata al passato, da accantonare assieme alla seconda Repubblica. Si sbagliavano. Archiviate ampolle, elmi cornati e figuranti in costume, adesso il partito si rilancia.
Tra molta diffidenza e qualche incredulità - anche dentro il partito - nei mesi scorsi l’ex ministro dell’Interno ha presentato ai suoi la strategia. Oggi i risultati sembrano dargli ragione. Maroni ha imposto una svolta drastica, basata su una semplice intuizione: per non scomparire, la Lega ha dovuto chiudere in soffitta il tradizionale profilo pecoreccio. Basta urli, insulti, parolacce e rutti. Una metamorfosi verso il partito sognato dal nuovo leader. Un movimento legato al territorio, ma non provinciale. Serio, competente e affidabile. Un interlocutore rispettabile, capace di avanzare proposte concrete. Insomma, una rivoluzione.
Il battesimo della nuova Lega avverrà tra una decina di giorni, a Torino. Nel capoluogo piemontese Maroni ha organizzato gli Stati generali del Nord. Un confronto con il mondo produttivo settentrionale. Di fatto, il tentativo di creare un nuovo rapporto tra il Carroccio e il suo territorio. Si parte venerdì 28 settembre, con una serie di tavoli di lavoro. Al Lingotto - dove qualche anno fa già Veltroni lanciò il suo progetto per l’Italia - non ci saranno benedizioni con l’acqua sacra del Dio Po. Ma panel di discussione per «ascoltare» (è questo il termine più usato dai dirigenti quando raccontano l’iniziativa) la voce del Nord. Si parlerà di lavoro, welfare, impresa. La grande novità è il libro degli ospiti. Sono stati invitati a confrontarsi con il nuovo partito di Maroni il ministro Corrado Passera, i presidenti di Confindustria e Confartigianato Giorgio Squinzi e Giorgio Guerrini. Con loro tanti imprenditori ed esponenti del mondo bancario.
Basta autoreferenzialità. Il giorno dopo l’incontro, le istanze delle realtà produttive del Nord saranno sintetizzate in un documento. Il manifesto del Nord. Che Roberto Maroni presenterà a curiosi e militanti. «L’obiettivo - spiegano - è quello di rivolgersi a tanti elettori che oggi non votano la Lega». E Umberto Bossi? Per l’ex leader padano che proprio ieri ha compiuto 71 anni non sembra esserci troppo spazio. «Agli Stati generali del Nord - ha chiarito ieri Maroni - ci saranno tutti i dirigenti della Lega, ma non sarà una carrellata di dirigenti». Insomma, se Bossi vuole venire è il benvenuto, rappresenta pur sempre la storia del partito. Ma non si aspetti applausi e celebrazioni.
È la Lega maroniana. Via la canottiera, è il momento di giacca e cravatta. Basta imbarazzanti ricostruzioni storiche (Maroni presenterà il Manifesto del Nord alla Festa dei popoli padani di Venezia il 7 ottobre, ma in Laguna non ci sarà nessuna cerimonia dell’ampolla). Basta personaggi pittoreschi. Anzi, per formare una nuova classe dirigente partiranno a breve le scuole di formazione politica. Centri di preparazione organizzati dal partito a livello regionale, riservati alle nuove leve e ai giovani eletti dei consigli comunali.
È finito il tempo delle provocazioni gratuite. La rinascita leghista passa anche, soprattutto, dal silenzio. Maroni ha avuto la capacità di non esporre troppo il movimento nel periodo più difficile, quando gli scandali erano al centro delle cronache e l’attenzione mediatica era più forte. E così l’ha preservato. Il risultato è incredibile. Con il clima di antipolitica che si respira ultimamente nel Paese, le torbide vicende dei lingotti d’oro e dei diamanti gestiti dalla tesoreria del Carroccio avrebbero dovuto far scomparire la Lega. Invece il partito è già tornato a crescere.
Anche nei sondaggi. Dopo aver toccato il fondo, il Carroccio ha iniziato la lenta risalita. A inizio estate Maroni e suoi erano arrivati al 3,5 per cento (due anni fa il partito superava l’11 per cento). Oggi la Lega è accreditata attorno al 5 per cento. «Tra il 5 e il 6» ammette orgoglioso un dirigente di via Bellerio. Addirittura al 7,5 per cento, stando agli ultimi sondaggi di Nicola Piepoli.
Il futuro è roseo. Nonostante le difficoltà, il partito è riuscito a mettere un’ipoteca sulla prossima legislatura. Qualche mese fa i parlamentari padani sembravano pronti a lasciare Roma. Ora la rielezione di molti di loro non sembra essere in discussione. Alle Camere è stato trovato un accordo per inserire nella riforma del Porcellum una norma ad hoc per salvare la Lega. I partiti sono tutti d’accordo. Un salvacondotto che consentirà di entrare a Camera e Senato a tutti i movimenti in grado di raggiungere l’otto per cento in almeno tre regioni. In pratica, solo il partito di Maroni. E chissà che una legislatura all’opposizione non possa riportare il Carroccio ai fasti di un tempo.
Eppure la rivoluzione maroniana è destinata a far discutere. Per qualcuno la nuova Lega rischia di perdere il contatto con la gente, storico punto di forza del Carroccio. Non a caso nella base c’è chi si è lamentato per la decisione di celebrare la prima giornata degli Stati generali del Nord a porte chiuse. Ai vertici del partito ostentano tranquillità. Lo zoccolo duro dei fedelissimi non è in discussione, il partito di Maroni non perderà nessuno degli elettori (pochi) rimasti fedeli. Eppure qualcuno storce il naso, anche tra i dirigenti. Non tutti hanno gradito la svolta. In Parlamento ci sono ancora alcuni esponenti legati alla corrente sconfitta del Cerchio Magico, ma non sono gli unici a mormorare. Tra gli scontenti ci sono anche dirigenti maroniani della prima ora. Parlamentari dalle grandi ambizioni, finora rimaste tali. «Nulla di grave - precisa un colonnello del nuovo segretario - sono malcontenti inevitabili. Ogni volta che c'è un cambiamento, chi non conquista la poltrona a cui aspirava si lamenta».

MARONI, E' MOMENTO DI RIPRESA ANCHE DI ENTUSIASMO


Per la Lega Nord e' un 'momento bello, un momento di ripresa'. Lo ha detto il segretario del Carroccio Roberto Maroni, a Gazzolo d'Arcole (Verona), rilevando che 'nel movimento e' ritornato l'entusiasmo. Sono molto ottimista, abbiamo tante idee. A fine settembre faremo gli stati generali, dove definiremo le nostre proposte

'Ogni mese - ha aggiunto - faremo una grande manifestazione di piazza con lo slogan 'Prima il Nord e governo a casa' in ogni regione, fino alle elezioni, concludendo questo tour il 7 aprile con una grande manifestazione a Pontida'. 'Ci prepariamo alle prossime elezioni - ha concluso Maroni - come fa la Lega di solito, riempiendo le piazze con la gente, perche' noi siamo rimasti un partito fatto dalla gente, un partito popolare vero, come non ne esistono piu' in Italia'.

UE: Matteo Salvini, AIUTI DI STATO A Monte Paschi Siena SONO CONFORMI A NORME COMUNITARIE?

Gli aiuti concessi dal Governo Monti alla banca dei Monte dei Paschi di Siena sono conformi alle norme comunitarie? E' quanto chiede l'eurodeputato leghista Matteo Salvini in un'interrogazione parlamentare alla Commissione Europea. “Il governo italiano ha concesso tramite decreto legge quelli che sono da considerarsi a tutti gli effetti aiuti di Stato, ovvero "obbligazioni di Stato" per un valore superiore al valore di mercato del Monte dei Paschi di Siena”, scrive Salvini, che sottolinea come Monte dei Paschi di Siena, “in seguito alla pubblicazione semestrale in cui comunica ai mercati perdite per 1,6 miliardi di EUR, ha visto diminuire la sua capitalizzazione e il valore di ogni sua singola azione”.

Riordino province, Fontana: "occasione per una seria riforma del territorio"

“Il riordino delle Province deve essere l’occasione per una seria riforma del territorio e per costruire un sistema istituzionale più efficiente e competitivo. Questo processo deve mettere al primo posto la garanzia dei servizi ai cittadini e alle imprese perchè il suo risultato deve semplificare e non complicare la vita. Questo momento di revisione degli assetti istituzionali deve avere l'ambizione di essere un'occasione per ridisegnare l'intera presenza delle strutture periferiche dello Stato affinché sia possibile riarticolare la gestione dei servizi locali e dei compiti istituzionali sulla base delle nuove aggregazioni” Così si è espresso Attilio Fontana, Presidente di ANCI Lombardia, al termine della riunione del Consiglio Direttivo dell’Associazione che ha approvato un documento sul riordino delle Province.Nel documento approvato dall’assemblea si fa riferimento alla necessità che tra la Regione e i 1544 Comuni lombardi vi sia un soggetto con funzioni di coordinamento e coinvolgimento territoriale e questo, secondo ANCI Lombardia, può essere rappresentato dalle Province che, riordinate e riformate, possono supportare i Comuni nella programmazione di infrastrutture e di servizi a rete di vasta area. 
Per il Sindaco di Varese è necessario che i Comuni siano i protagonisti di un processo di auto riforma che guardi al rispetto dei principi di differenziazione e di adeguatezza dei livelli di governo e porti a gestioni associate più stabili e virtuose, capaci di produrre risparmi di spesa e aumento di servizi.

Pisapia sempre peggio sul fronte sicurezza


MILANO - VIGILI AGGREDITI IN METRO
"A Milano va sempre peggio sul fronte sicurezza" in merito all'aggressione subita da un vigile urbano nella stazione del metro Cordusio. "L'agente di polizia locale - continua Boni - è stato colpito al volto da un venditore abusivo senegalese, riportando la frattura del setto nasale con 45 giorni di prognosi. Ormai la città è in balia di questa gente, che fa tutto ciò che vuole. Le politiche di Pisapia in materia di sicurezza hanno ridimensionato, per non dire svuotato, il ruolo della polizia locale nel contrasto all'illegalità e all'immigrazione clandestina. Per il centrosinistra l'immigrato, anche se privo di permesso di soggiorno, non rappresenta mai un problema ma unicamente una risorsa su cui investire, a discapito naturalmente dei cittadini milanesi. A Milano potevamo contare su pattuglie dell'esercito, la cui sola presenza fungeva da forte deterrente per la criminalità di strada. Pisapia ne ha rifiutato l'invio, con l'assurdo pretesto di non volere una città militarizzata. I risultati di queste azioni sono sotto gli occhi di tutti: cittadini ogni giorno più indifesi, interi quartieri sotto il controllo della delinquenza d'importazione, polizia locale sempre in maggiore difficoltà nel fronteggiare abusivismo o il fenomeno della contraffazione."

Bitonci: “La Sicilia ha 58.000 statali? In Veneto faremo come la Scozia.”

Signor Presidente, Onorevoli colleghi, per una discussione approfondita e puntuale della mozione presentata, è assolutamente necessario partire dal giudizio della sezione della Corte dei Conti della regione Sicilia.
Tra fine luglio e i primi giorni di agosto, infatti, come voi tutti ricorderete, i rappresentanti della Corte dei Conti della Sicilia sono stati auditi in Commissione Bilancio alla Camera per cercare di spiegare la notizia dell’enorme “buco di bilancio”, avvalorata dai numeri del rendiconto della Regione. Un deficit enorme che ha costretto il Governatore Lombardo alle dimissioni.
In realtà, al di là di quanto hanno riportato i media nazionali, pochi hanno avuto il “piacere” di conoscere nel dettaglio le magie contabili della Regione Sicilia. E allora mi permetto io di dare qualche numero presentato nel corso dell’audizione.
Il Governo invece di sprecare i nostri soldi in surreali spot “pubblicità progresso” sull’evasione fiscale, facendo figurare i nostri artigiani e imprenditori del Nord come dei parassiti evasori da annientare, dovrebbe stampare in milioni di copie questo “best seller” della Corte dei Conti Siciliana intitolandolo, “ecco perché il Nord vuole la secessione”, inserendolo magari anche nel piano di studi obbligatorio per le scuole elementari e medie.
La Sicilia risulta infatti esposta finanziariamente per più di 5 miliardi di euro, mentre la spesa regionale complessiva è incrementata di quasi 300 milioni di euro tra il 2010 ed il 2011, (che tra l’altro è lo stesso importo che regalate a Taranto per la vertenza Ilva). La stessa Regione evidenzia l’immensa cifra di oltre 15, 3 miliardi di euro di residui attivi di cui ben 14 risalenti ad anni precedenti al 2001.
A questo punto appare assai chiaro come sia molto improbabile l’esigibilità di questa montagna di denaro pubblico, pari a tre volte la tanto acclamata spending review di Monti. Una manovra presentata come la panacea di tutti gli sprechi della Pubblica Amministrazione, ma la cui utilità è risultata pari alla aspirina prescritta dal medico per un malato terminale di cancro!!
In verità questi soldi non verranno mai incassati, anche a giudizio della corte, consolidando quindi una buco miliardario che alla fine dovremo pagare sempre noi del Nord.
Quindici miliardi di euro, signor presidente, solo tre miliardi meno dell’intero gettito IMU sulle seconde abitazioni stimato dal governo per l’intera Italia! Ma attenzione, onorevoli colleghi: il peggio della finanza regionale Siciliana deve ancora arrivare. Perché il punto più oscuro e diabolico dei conti della Regione Sicilia si annida nelle spese per il personale: i dipendenti della regione Sicilia sono oggi 20 mila, anche perché nel solo 2011 ne sono stati stabilizzati 4.900.
Si stabilizzati, perché questo è il vero tumore dell’assistenzialismo meridionalista, dare un qualsiasi posto di lavoro, indennità, pensione, falsa invalidità a tutti. E’ quasi come fosse stato assunto, in un colpo solo, tutto il personale della Regione Veneto e Piemonte!
Poi però nel conto dobbiamo mettere anche i 31 mila forestali, sempre a carico della regione. E senza dimenticarci di altri 7 mila dipendenti delle società regionali. E così arriviamo alla modica cifra di…58 mila persone!! Giusto per dare un termine di confronto, in Lombardia vi sono 5 mila dipendenti regionali con una popolazione di quasi 10 milioni di abitanti, il doppio degli abitanti della Sicilia!!
Ora, in periodi di risparmi di spesa, di tagli e di spending review, qualcuno certo si porrà un’altra domanda: quanto spendela Regione Sicilia per questo vero e proprio, e soprattutto efficiente e efficace esercito?? Bene, nel 2011la Regione Sicilia ha evidenziato una spesa per stipendi di personale, tra retribuzione, voci ad essa collegata, per un ammontante di 1.724.166.000 euro.
Di fronte a cifre simili l’imprenditore del nord che non può essere pagato dalla Pubblica Amministrazione, piuttosto che il sindaco bloccato dal Patto di Stabilità, avrebbe tutti i diritti, i sacrosanti diritti, e lo dico con convinzione, di non pagare più le tasse. La rivolta fiscale è l’unica soluzione a tutto ciò, drastica, dolorosa, ma sicuramente più efficace e legittima, delle aspirine di Monti per curare il cancro dell’assistenzialismo.
Il problema è che la risposta di chi oggi amministra il Paese, l’unica cosa che il Governo ha pensato bene di fare per sospendere questa nefandezza, è stata quella di… elargire alla Sicilia ancora 400 milioni di euro. Complimenti, allora!
Mentre c’è un Paese che sta affondando, mentre le nostre aziende chiudono, sono 150 i tavoli aperti al ministero dello sviluppo economico, caro sottosegretario, sono 180.000 i lavoratori coinvolti e 30.000 gli esuberi in corso, non esiste solo l’ILVA di Taranto, ci sono anche molte realta produttive del nord, Fincantieri, Lucchini, Merloni, Elettrolux, Indesit, Natuzzi, tutto il settore tessile, tutto il settore delle costruzioni pure il Turismo è in crisi, e i nostri giovani scappano per cercare lavoro, sono 200.000 i giovani che sono emigrati in Germania per trovare un posto di lavoro, è non sono i famosi “cervelli” in fuga, ma sono artigiani e operai.
C’è bisogno di altro per convincervi che questa storia del continuare a mantenere certe Regioni deve assolutamente terminare? Qui c’è tutto un Paese che sta affondando, ci sono giovani che non trovano lavoro ed aziende che chiudono, imprenditori che si suicidano, 50 suicidi in veneto in due anni, e sindaci che non riusciranno a chiudere i bilanci e saranno costretti, per mantenere gli stessi servizi ai cittadini, di aumentare l’Imu o l’Irpef Comunale.
Cosa sta facendo il Governo per loro? Dà ancora soldi a chi i nostri soldi li ha sperperati da sempre! E se credete che le mie affermazioni siano faziose, sappiate che la stessa Corte dei Conti, parla di “ricorso ad un numero di assunzioni da parte del settore pubblico in misura superiore alle effettive esigenze”. Questo ha dettola Corte dei Conti siciliana, signor Sottosegretario! Non la Lega, ma la sezione regionale della Sicilia della Corte dei Conti.
Sono di questi giorni i dati aggiornati del Ministero sui trasferimenti ai Comuni, i tagli ai nostri Municipi sono così drammatici da arrivare in molti casi al completo azzeramento dei trasferimenti erariali dovuti, è questo capita proprio ai Comuni virtuosi del Nord.
Ed è avvilente assistere al fatto che il Governo, di fronte a cotanto spreco di risorse pubbliche, invece di punire i responsabili e dare così prova di saper gestire ed adeguare correttamente una situazione drammatica, non trova niente di meglio da fare che mandare altri soldi, altre risorse.
Siamo stanchi, e lo diciamo soprattutto ai colleghi settentrionali degli altri partiti, che silenti ed ubbidienti agli ordini dei propri partiti romano-centrici continuano ad avvallare scelte contro il territorio dove sono nati e cresciuti, Ma dove siete, non potete più avvallare questo furto, perché di furto si tratta.
Come spiegherete, cari colleghi, al nostro nord, che più il 60% dell’IMU viene pagato sempre dai soliti polentoni? Che ci sono ancora due milioni di fabbricati non censiti al sud che non lo pagheranno mai?
Cosa direte agli operai veneti che stanno perdendo il lavoro a Marghera mentre a Taranto avete concesso degli aiuti di stato? C’è infine, e concludo, signor presidente, un aspetto quasi tragico di tutta questa vicenda. L’assurdo di tutto, infatti, è che lo sperpero che sta avvenendo in Sicilia, si sta consumando in una Regione autonoma.
Una Regione, quindi, che gode di un regime fiscale particolarmente agevolato, di diritti più che di doveri, di benefici più che di aggravi, ma che riesce, nonostante tutto, a gettare i soldi pubblici dalla proprie casse e che, quando arriva con l’acqua alla gola, non trova di meglio che chiedere aiuto al Governo. Un bel modo davvero per dirsi autonomi.
Signor Presidente, la Sicilia ha quello per il quale noi da anni ci battiamo tutti i giorni: l’autonomia! Continuate così, e vedrete che scenderanno in piazza milioni di persone per l’indipendenza del Nord, come è successo a Barcellona perla Catalogna o come sarà a Edimburgo sabato prossimo , per la libertà del popolo Scozzese.

Le parole di Maroni a Radio Anch'io su radioRai1

''Io non posso accettare, da ex Ministro dell'Interno e soprattutto da cittadino, che le istituzioni abbiano trattato con la mafia. Bene che il presidente sia stato assolto da una accusa ma serve una commissione speciale d'inchiesta per verificare se c'e stata la trattativa e chi ne ha fatto parte''. Lo afferma Roberto Maroni ai microfoni di Radio Anch'io. 

''Direttamente ho fatto qualche verifica negli ultimi anni da ministro, ma non ho mai avuto notizie tali che potessero cambiare o aggiungere qualcosa al dibattito''. ''Questa mattina la Giunta Bicamerale ha respinto la richiesta di impeachment, ma noi chiediamo una commissione di inchiesta su questa trattativa perché non possono esserci ombre''. 

''Nel 2010 abbiamo fatto un accordo politico che intendiamo mantenere, anche se a livello nazionale il Pdl ha cambiato idea. Fino a che il presidente Formigoni e i nostri due governatori considereranno che ci sono le condizioni per continuare, noi andremo avanti''. dichiara Roberto Maroni , in merito alla tenuta del governo della Regione Lombardia.

''Ce' una situazione molto grave. L'Italia giochi un ruolo da protagonista. Non possiamo lasciar fare tutto agli Usa, ma il governo ancora una volta latita: sono i nostri vicini di casa. L'Europa e l'Italia si stanno occupando d'altro''. 

Per Maroni la soluzione sono ''dialogo, andare lì e trattare con loro, considerandoli non come una nazione di serie B ed evitando di esportare i nostri parametri. Esportare la democrazia non si può. Per loro la religione e' tutt'uno con lo Stato. Rischiamo di ritornare ai tempi di Lepanto''. ''Non abbiamo compreso bene le dinamiche di quei Paesi - 

conclude - Abbiamo pensato di esportare la democrazia ma le logiche sono diverse''.

''Non ho ben capito perche' i tablet vanno solo ai professori del Sud, poi si dice che la Lega e' razzista. Qui un membro del governo dice: 'favoriamo solo i professori del Sud'. E' un atto di discriminazione incomprensibile, spero che il governo ci ripensi e faccia retromarcia. E' una cosa pazzesca, una odiosa discriminazione che non ha alcun senso''. Lo afferma Roberto Maroni ai microfoni di Radio Anch'io.

''Come ben sapete sono milanista: con il Milan siamo andati in serie B ma non abbiamo mai mollato e poi abbiamo vinto tanto. Con la Lega abbiamo rischiato anche la serie C (a causa dello scandalo dei fondi, ndr) ma abbiamo avuto il coraggio di cambiare. A differenza di altri partiti abbiamo fatto un Congresso che ha cambiato leadership e dato il via ad un nuovo corso''. Lo afferma il leader della Lega Nord, Roberto 
''Anche noi abbiamo proceduto ad una rottamazione, abbiamo avviato un nuovo corso - aggiunge - In pochi anni vogliamo dare spazio ai giovani. Vogliamo continuare le storiche battaglie della Lega, dando una prospettiva e spazio ai giovani. Montezemolo un volto nuovo? Mi sembra arrischiato''. ''Renzi e' un ragazzo di coraggio. Sfidare l'establishment del Pd e' un atto di coraggio. Non e' facile. Non entro nel merito delle sue proposte che tra l'altro non ho ben capito. Mi e' simpatico''. Lo afferma Roberto Maroni ai microfoni di Radio Anch'io. ''Non andrò a vedere la partenza del camper, ci andrà Tosi che assomiglia un po' a Renzi'', conclude ''Con Bossi ho un rapporto di affetto personale. Per me e' più che un fratello. Detto questo, finiti certi cicli bisogna iniziarne nuovi. Non rinnego nulla del passato ma il mio compito e' organizzare il futuro''.

venerdì 21 settembre 2012

Zaia, non uso auto blu ne' telepass. Racconta l'incidente con un gufo

Il Presidente del Veneto Luca Zaia ha avuto un incidente stradale mentre stava andando a Brescia ad un dibattito. Un volatile ha sfondato il parabrezza della sua auto. Accanto a Zaia c'era la moglie,ed oggi il presidente del Veneto lo ha raccontato per ricordare che non usa l'auto blu.Zaia ha poi evidenziato di non percepire alcun rimborso e di non aver mai voluto "nemmeno il telepass dalla Regione", definendo una vergogna il fatto che qualcuno continui a dire che il Veneto ha 396 auto blu.

FIAT: FAVA, L’OSSIMORO FIAT È ARRIVATO AL DUNQUE


“Fiat, Fabbrica Italia, era un ossimoro e ora siamo al dunque. Risulta evidente a tutti quali siano le difficoltà a svolgere attività imprenditoriali e industriali in Italia, e la vicenda che coinvolge Fiat in questo periodo ne è la plastica identificazione. Se nemmeno chi ha beneficiato in modo massiccio di incentivi e sussidi per decenni è più in grado di andare avanti e investire in questo strano Paese, cosa devono dire le migliaia di imprese del Nord che da sempre tirano avanti senza aiuti e senza fiatare? Abbiamo davanti a noi lo spaccato di un paese inefficiente e di un governo pasticcione per il quale ogni giorno si apre un’emergenza senza che si sia risolta nessuna di quelle precedenti. Si continua a cercare di tappare piccole falle ma la chiglia della nave è squarciata. Servivano riforme istituzionali vere, che ribaltassero il sistema e chiudessero col nostro passato spendaccione e assistenzialista, e invece qualcuno ha preferito bloccare il cambiamento e impedire ai pochi che ci stavano seriamente lavorando di cambiare le cose. Il cosiddetto governo tecnico ha terminato l’opera facendo la guardia al sistema bancario e disinteressandosi totalmente di quello industriale. Adesso il rischio è che a qualcuno venga l'insana idea di lanciare altri incentivi e sussidi alla rottamazione per rinviare il problema quel tanto che basta per procedere senza troppi disturbi agli impegni elettorali, per poi trovarsi da capo il giorno dopo. Tutto purché non si tocchino banche e banchieri, i nostri veri governanti. E nel frattempo leggiamo sulle cronache che anche quest' anno 30 miliardi di sussidi pubblici finiranno al sistema delle imprese, soprattutto del Sud, alle solite aziende decotte e senza prospettiva alcuna. Ma il sistema delle pmi del Nord, che ha fatto la ricchezza del Paese, non può certo accettare di morire in silenzio”. Lo dichiara il deputato Gianni Fava, responsabile federale del dipartimento Sviluppo Economico della Lega Nord.

Maroni: Monti fallimentare, presto le risposte dagli Stati Generali del Nord

Il prossimo appuntamento importante è a Torino, agli Stati Generali del Nord del 28 e 29 settembre quando al Lingotto si incontreranno imprenditori del Nord per discutere e trovare soluzioni per la rinascita economica del Settentrione. Roberto Maroni rilancia e fa il punto politico dai microfoni di Radio Anch'io . «Dopo mesi di governo Monti - dice il segretario del Carroccio - tutti i dati economici sono peggiorati. Vuol dire che i provvedimenti del governo, come ha ammesso lo stesso Monti, hanno aggravato la crisi. Poi se si dice che bisogna aggravare per stare bene... a me pare una stupidaggine». In più ci si mettono pure i soliti provvedimenti assistenzialisti, come quello annunciato dal ministro per l’istruzione nei giorni scorsi in favore del Mezzogiorno: «Non ho ben capito perché i tablet vanno solo ai professori del Sud.

Poi dicono che la Lega è razzista, ma noi rifiutiamo l'idea di una scuola di serie A e di serie B. La scuola dovrebbe essere uniforme ovunque, rispettare standard comuni. Quello del ministro Profumo è un atto di odiosa discriminazione, una cosa pazzesca che non ha nessun senso, spero che il governo ci ripensi». Anche sull’ipotesi di una patrimoniale Maroni parla chiaro: «Sono contrario - dice - alla patrimoniale. Che già c'è, tra l'altro, perché l'imposta sulla casa è unasuper patrimoniale. L'Imu è un'imposta odiosa». 
Sulla Libia invece, «l'Italia deve giocare un ruolo da protagonista, non possiamo lasciare agli americani la gestione di questa crisi. Sono nostri vicini di casa, ma purtroppo il governo italiano latita». Commentando fatti di stretta attualità parlamentare come il voto di ieri mattina del Comitato per i procedimenti d'accusa che ha archiviato all'unanimità la denuncia di Carlo Taormina contro il Capo dello Stato, Maroni ha sottolineato che, pur accogliendo con favore la decisione stessa del comitato, «non posso accettare, da ex ministro dell'Interno e soprattutto da cittadino, che le istituzioni abbiano trattato con la mafia. Bene che il presidente sia stato assolto da un’accusa ma serve una commissione speciale d'inchiesta per verificare se c'è stata la trattativa e chi ne ha fatto parte». Sulla legge elettorale, rilanciando la proposta del Carroccio per la reintroduzione delle preferenze, Maroni ha sottolineato che «c'è il rischio della disaffezione perché la gente non capirebbe se Parlamento non riuscisse a fare nemmeno la legge elettorale». Il segretario della Lega ha ribadito che «non c'è nessuna intesa» e «non c'è un asse Pdl-Udc perché sono tutti nella palude». «Noi guardiamo con attenzione - ha aggiunto - perché non vogliamo essere fregati da una legge fatta contro di noi. Ma non accadrà».

Infine Maroni ha parlato pure dell’evoluzione della Lega: «Come ben sapete sono milanista - ha sottolineato ricorrendo a un paragone calcistico - e con il Milan siamo andati in serie B ma non abbiamo mai mollato e poi abbiamo vinto tanto. Con la Lega abbiamo rischiato anche la serie C (a causa dello scandalo dei fondi, ndr) ma abbiamo avuto il coraggio di cambiare. A differenza di altri partiti abbiamo fatto un Congresso che ha cambiato leadership e dato il via ad un nuovo corso». «Anche noi abbiamo proceduto ad una rottamazione, abbiamo avviato un nuovo corso - aggiunge - In pochi anni vogliamo dare spazio ai giovani. Vogliamo continuare le storiche battaglie della Lega, dando una prospettiva e spazio ai giovani». Il Carroccio mantiene le promesse, ha concluso Maroni riferendosi al capitolo Lombardia: «Nel 2010 abbiamo fatto un accordo politico che intendiamo mantenere, anche se a livello nazionale il Pdl ha cambiato idea. Fino a che il presidente Formigoni e i nostri due governatori considereranno che ci sono le condizioni per continuare, noi andremo avanti».

Maroni:Lega avrà candidato premier

"Mi pare di capire che Berlusconi si candiderà a premier: se è così e se il Pdl continua a sostenere il governo Monti, anche la Lega avrà un suo candidato premier". Lo ha detto il segretario Roberto Maroni in un dibattito con il segretario del Pdl Angelino Alfano. "Lo sceglieremo insieme, sarà giovane", ha aggiunto Maroni.

GENTE VUOLE RIDUZIONE NUMERO ONOREVOLI - VEDO DIFFICILE INTESA PDL-PD-UDC

''Non so se in questo momento ci sia la possibilità' di intese con il Pdl. Per noi la priorita' non e' la legge elettorale, ma il taglio del numero dei parlamentari, come ci chiedono gli italiani''. Il presidente dei deputati della Lega Gianpaolo Dozzo cita un sondaggio commissionato dal partito e assicura che ''la gente in questo momento ci chiede una riduzione drastica degli onorevoli''.

''Il problema -ribadisce Dozzo all'Adnkronos- e' che per i cittadini la priorita' non e' la riforma elettorale, ma il taglio sensibile del numero dei parlamentari, un tema che abbiamo gia' posto e che ci sta particolarmente a cuore. Noi chiederemo che la riduzione dei parlamentari venga messa all'ordine del giorno della Camera.
Vogliamo portare a 200 il numero dei deputati e quello dei senatori.

Lo ripeto, questa e' anche la nostra priorita'''.
Dozzo non crede a un'intesa tra i partiti della 'strana maggioranza': ''Ormai ci sono stati troppi mercoledi' day. Ho la netta sensazione che fra poco passeremo ai giovedi' day poi ai venerdì' day e cosi' via... Che ci sia la possibilita' di un accordo tra Pdl Pd e Udc la vedo un po' dura. Noi abbiamo fatto le nostre proposte, vediamo cosa succede. Al momento, cosa c'e' nero su bianco? Nulla''. Il capogruppo leghista a Montecitorio ribadisce la linea del partito: ''La Lega e' d'accordo sulle preferenze e sul premio di governabilita'con uno sbarramento al 5 per cento''.

giovedì 20 settembre 2012

Euro, Maroni: unica soluzione per salvarlo è macroregione Nord


SU CANCELLAZIONE IMU BERLUSCONI HA DETTO UNA BUGIA

Se in vista delle Europee la Lega punta a contattare da quest'autunno partiti e movimenti con un "forte riferimento al territorio", in vista delle prossime Politiche il segretario federale ribadisce che non prevede alleanze con il Pdl di Silvio Berlusconi né con altri partiti che sostengano con forza il governo di Mario Monti, rimandando eventuali scelte in questo senso all'assemblea federale di fine gennaio.
Il Carroccio invece è impegnato in un monitoraggio "al Nord, al Centro e al Sud alla ricerca di partiti che fanno del territorio un punto di forza come per esempio indipendentisti o autonomisti sardi", con cui il partito è già in contatto.
E a Berlusconi - che recentemente ha detto di voler cancellare l'Imu in caso di vittoria alle elezioni - Maroni risponde: "[Sull'Imu] Berlusconi dice una bugia, dice di voler cancellarla ma non vuole farlo realmente e sono convinto che non lo farà".

DEBITO, DIMINUIRE 5 PUNTI PERCENTUALI CARICO FISCALE PMI
Se del fiscal compact, il patto europeo per l'equilibrio di bilancio, dice che "va eliminato perché rappresenta la cancellazione di secoli di democrazia in Europa", Maroni sostiene che per ridurre il debito italiano serve "un intervento shock: diminuire di colpo di 5 punti percentuali il carico fiscale sulle piccole e medie imprese del Nord. In questo modo si avrebbe un immediato calo del gettito ma nel medio periodo una ripresa dei consumi, del gettito indiretto, del gettito Irpef perché le aziende non chiuderebbero ma assumerebbero".

LEGA: MARONI, BERLUSCONI? NO ALLEANZE CON CHI SOSTIENE MONTI TEMA VERRA' DISCUSSO A GENNAIO, MA NON E' A PRIMO POSTO AGENDA

''Berlusconi non ha mai abbandonato la scena politica. Ma le nostre convinzioni rimangono: la Lega non fa alleanze con chi sostiene Monti. E in questi giorni non e' cambiato niente'': lo ha detto oggi Roberto Maroni, 
precisando se ne discutera' a fine gennaio all'assemblea federale. 

''Comunque - ha detto - il tema non e' al primo posto nella mia agenda. Al massimo e' a pagina 24''.

Governo: Stucchi, Berlusconi tolga la fiducia a Monti

L'Imu e' la conseguenza piu' diretta della politica vessatoria del Governo Monti; cosi' come il fiscal compact, ovvero quel patto scellerato di bilancio europeo, formalmente Trattato sulla stabilita', coordinamento e governance nell'unione economica e monetaria, costituisce invece il definitivo addio da parte del Governo in carica alla nostra sovranita'. L'ex premier Berlusconi, quindi, che nell'intervista a 'Il Giornale' si e' detto contrario ad entrambi i provvedimenti, faccia adesso seguire alle parole i fatti e tolga la fiducia a Monti.
E' quanto afferma, in una nota, Giacomo Stucchi, vicesegretario federale e deputato della Lega Nord