giovedì 28 agosto 2014

Nella mia Inghilterra gli immigrati sono liberi di stuprare

 

Un gruppo di pachistani abusò per anni di 1.400 bambine. Le autorità tacquero per paura di essere tacciate di razzismo

Sembra l'ennesima deprimente notizia proveniente da un Paese musulmano della cosiddetta Primavera araba. Invece, no, proviene dal mio Paese natale - la cosiddetta Gran Bretagna.



E mi fa orrore anche perché ho tre figlie piccole di origini anglo-italiane. Nella città di Rotherham (popolazione 117.000) nella contea di Yorkshire al nord del Paese, branchi organizzati di inglesi musulmani, di origini pakistani, hanno sistematicamente abusato di 1.400 ragazze minorenni (la maggior parte sotto i 16 anni) dal 1997 al 2013 - a livelli industriali.
Le hanno trattate da schiave. Davano loro dell'alcol e delle droghe e le sottomettevano ad ogni umiliazione sessuale, stupro di gruppo compreso. Le minacciavano con pistole e a volte le innaffiavano di benzina pure. Le chiamavano «white trash» (spazzatura bianca). E dovevano stare zitte - altrimenti… La cosa ancora più allucinante è che tante di queste ragazzine erano affidate - o erano state affidate nel passato - ai servizi sociali del Comune e perciò sotto la loro protezione. Tante di loro, nonostante la paura e lo stato d'animo confuso, hanno cercato di denunciare i colpevoli. Ma nessuno le ascoltava. Erano trattate come prostitute, non solo dai loro aggressori ma anche dai loro protettori.
Ora, una commissione indipendente diretta dalla professoressa Alexis Jay ha pubblicato un rapporto sullo scandalo e ha concluso: gli assistenti sociali e la polizia di Rotherham sono colpevoli di grave negligenza.
Entrambi erano in possesso di tutti gli elementi necessari per arrestare quei mostri musulmani di provenienza pakistana ma non hanno mosso un dito. Per un motivo: avevano paura di essere etichettati come «razzisti». Dunque, nel loro mondo idiota i diktat della political correctness e della paura di non offendere i musulmani contavano più del benessere di quelle ragazzine.
Ecco, cari lettori, dove ci porta la beata ideologia sinistroide del multiculturalismo e della diversità, e della tolleranza: alla loro intolleranza nel nostro Paese. Ci porta anche allo stupro di massa delle nostre ragazze (a casa nostra) - definite appunto «white trash» - da pakistani musulmani. Non vi illudete. Se succede in Inghilterra una cosa simile, può succedere e succede anche qui da voi. Perché in Italia come in Inghilterra, come ovunque in Europa, regna la stessa maledetta ideologia.
Proviamo ad immaginare il contrario: 1.400 ragazze musulmane abusate sistematicamente per più di 10 anni da branchi organizzati di uomini bianchi che le chiamano «black trash» (spazzatura nera) e lo Stato che sa tutto, ma tace. Sicuramente, gli imam residenti in Inghilterra, tutti, dichiarerebbero una jihad. Non finisce qui. Come potrebbe? I colpevoli nel caso di Rotherham hanno scelto apposta delle vittime bianche - piuttosto che nere o scure. Volevano stuprare solo ragazze bianche. Beh sì, cari lettori, non ci sono dubbi: i nostri amici musulmani dal Pakistan sono dei razzisti. L'abuso quindi fu non solo sessuale ma razziale.
Ancora adesso però gran parte della sinistra inglese fa lo struzzo e continua a blaterare: non c'entrano le motivazioni razziali dei colpevoli, figuriamoci la loro religione. Ma va là! La Bbc (baluardo della political correctness) e The Guardian ( La Repubblica inglese) non parlano, a riguardo, di «pakistani», figuriamoci di «musulmani», ma solo al limite e sottovoce, di «asiatici».
Lo scandalo è venuto alla luce solo grazie ad un'indagine della stampa inglese, in particolare del quotidiano The Times . I giornalisti coinvolti sono stati diffamati dai politici locali di sinistra come bugiardi e razzisti. Alla fine però cinque musulmani residenti di Rotherham e di origini pakistane sono stati processati e mandati in galera nel 2010 per reati sessuali nei confronti di ragazze dai 12 ai 16 anni, stupro compreso. Scandali simili sono stati scoperti in altre 13 città al nord dell'Inghilterra. Finora, 56 uomini di origini pakistane e di fede musulmana sono stati condannati. Ma questi sono forse solo la punta dell'iceberg. Non è un nostro diritto dire che quelle povere ragazze sono state vittime di abuso sessuale e razziale: è un nostro dovere.

Rom a Milano Il fortino dei sinti in via Chiesa Rossa Armi e rapine, sono tutti pregiudicati

IL CORRIERE

Doveva essere il «campo modello». Nell’area attrezzata alla periferia Sud vivono 250 nomadi italiani.


Lasciate ogni speranza, voi che entrate. Anzi, se potete statene alla larga. L’inferno ha questo indirizzo: via della Chiesa Rossa 351. Una stradina asfaltata che corre sulla sinistra del Naviglio, quasi al confine con Valleambrosia e Rozzano. Un recinto di metallo dal quale sbucano poche lussuosissime roulotte e casette prefabbricate negli anni trasformate in ville, con statue da giardino e figure mitologiche. 
Nei quattro vialetti che dividono questo enorme rettangolo «urbano» circondato dai campi di mais e frumento, ci sono auto parcheggiate ridotte ormai a scheletri e altre, Bmw e Mercedes, con pochi mesi di vita. Nuove e lussuose. E anche le case nascondono tesori e televisori al plasma dalle dimensioni esagerate, mobili pregiati e un infinito campionario di oggettistica dal dubbio gusto ma dal valore consistente. 
Ecco il campo nomadi comunale di via Chiesa Rossa. Gli abitanti sono poco più di 250. Ma i numeri sono «variabili» in barba ai regolamenti comunali e a quei patti per la legalità voluti dal Comune. Perché le famiglie - quasi tutti si chiamano Hudorovich, Braidich e Deragna - sono imparentate tra loro e hanno legami stretti con quelle del campo di via Negrotto. Così succede che chi finisce agli arresti domiciliari possa indicare di volta in volta la dimora in un insediamento piuttosto che nell’altro. Tanto sempre di terra amica si tratta.



Gli assalti agli spedizionieri

Amica per qualcuno e ostile per molti altri. Autotrasportatori, corrieri, rappresentanti di merce preziosa o di alta tecnologia, non importa. Tutti vengono invitati a presentarsi all’anonimo indirizzo di via Chiesa Rossa 351 (indicato da un cartello lungo la strada) e poi finiscono regolarmente minacciati e derubati, se non aggrediti e cacciati a colpi di fucile. Succede spesso, quasi ogni giorno. Tanto che il famigerato «351» è ormai segnalato in tutti gli archivi degli spedizionieri come territorio da evitare, consegna da rifiutare. Il camion resta imprigionato nella via a fondo chiuso che circonda il campo, dalle case escono venti o trenta ragazzini e qualche adulto con i «ferri» in mano: pistole, vecchie doppiette o kalashnikov dell’ex Jugoslavia. L’autista è messo in fuga con le buone, altrimenti sono pistolettate sparate sull’asfalto accanto ai piedi, come nei cartoni animati sul vecchio West. Se tutto va bene il furgone viene riconsegnato dopo una mezz’ora, svuotato ma salvo. 
«Tutti i residenti del campo di via Chiesa Rossa 351, maggiorenni o minori, purché di età imputabile, hanno precedenti», recita un recente rapporto delle forze dell’ordine. Tutti, donne e uomini, esclusi i minori di 14 anni che per legge non possono essere accusati di reati. Un record fatto di furti (la stragrande maggioranza), rapine, aggressioni e resistenza a pubblico ufficiale. Non mancano però reati ben più seri, dalle bande di rapinatori (25 arresti nel 2008) al tentato omicidio. L’ultimo caso è della scorsa settimana quando due nomadi di via Chiesa Rossa sono stati arrestati (tre sono ancora ricercati) dopo aver cacciato a pistolettate alcuni africani che si erano accampati nei dintorni. 




Difficoltà anche per le forze dell’ordine

Sembrerà assurdo a molti, ma qui anche polizia e carabinieri hanno enormi difficoltà a mettere piede. L’ultimo episodio riguarda una gazzella dei carabinieri presa a sassate. Se arriva una segnalazione la procedura non prevede interventi solitari. Anzi, si entra solo quando si sono radunati almeno quattro equipaggi e solo se strettamente necessario. Spesso il blitz finisce in un nulla di fatto, altre si riesce ad aprire una trattativa con i «leader» del campo: se si è fortunati la refurtiva, il Tir, l’auto o lo scooter, compaiono come per incanto un paio d’ore dopo fuori dalle recinzioni, in un’area comune così da non poter attribuire responsabilità ai singoli. 
Entrano con un po’ più di facilità quelli del commissariato competente (Scalo Romana) e della stazione dei carabinieri (Gratosoglio) o alcuni, selezionati, agenti della polizia locale, presenze ormai «tollerate». In questo modo, solo la polizia ha recuperato negli ultimi mesi una cinquantina di ruspe Bobcat rubate dai cantieri. La specialità dei nomadi di Chiesa Rossa. Ma per ottenere risultati servono prove di forza massicce. In un caso, ad esempio, i poliziotti avevano avuto la certezza che nell’area si trovassero delle statue rubate in una villa. Blitz con 150 agenti e statue lasciate, il mattino dopo, fuori dal commissariato di via Chopin: trasportate di peso e riconsegnate. 




La truffe ai danni dei mobilieri brianzoli

Dai «cugini» di via Negrotto, quelli di via Chiesa Rossa hanno appreso il gusto per il design. Lo sanno bene i mobilieri della Brianza truffati e rapinati con maxi ordinazioni di arredi di lusso che puntualmente venivano «svaligiati» dai camion. «Noi siamo operai, ci spacchiamo la schiena nei cantieri. Sono tutte bugie», si giustificano gli abitanti. Nel 2009 ad alcuni nomadi vennero sequestrati beni per 2 milioni di euro: una villa con piscina a Dairago e auto di lusso. Il campo è stato creato nel ‘99 per gli sfollati di via Palizzi, via Fattori e Muggiano. Secondo i piani di Palazzo Marino doveva diventare «l’insediamento modello» per Milano. Chissà se la pensano ancora così.

martedì 26 agosto 2014

Matteo Salvini, guerra al Fisco: "Non fatevi fare lo scontrino, evadete l'Iva"

Matteo Salvini, guerra al Fisco: "Non fatevi fare lo scontrino, evadete l'Iva"












La Lega Nord dichiara guerra al Fisco. “Non fatevi dare lo scontrino, non pagate l’Iva allo Stato”, ha detto Matteo Salvini ad Alzano Lombardo, pochi giorni dopo aver annunciato lo sciopero fiscale per il prossimo novembre. Il segretario del Carroccio ha scaldato gli animi dei suoi ascoltatori, provocandoli: “Quanti pagano ancora il canone Rai pur ritenendo la Rai un servizio poco pubblico per paura dell’accertamento? Posso anche capire, ma le tasse si possono pagare anche in ritardo, con una minima sanzione”. E ancora: “Fare la spesa è far politica: non andare al grande supermercato ma al negozio sotto casa che conosci ed è in difficoltà e magari chiedendogli 'io non voglio lo scontrino' perché l’Iva allo Stato non la voglio dare. Siamo l’unico paese dove paghi in anticipo su quello che non hai ancora incassato”.

Sicilia, Salvini e il reportage da Mineo: "I Pod e cuffie, la bella vita degli immigrati"

Sicilia, Salvini e il reportage da Mineo: "I Pod e cuffie, la bella vita degli immigrati"

"Aria condizionata, tv satellitare, palme in giardino, negozi di foto, mercatini, servizi wi-fi, ristoranti etnici e menù internazionali. E ancora: giardini, sigarette di contrabbando. Il tutto a disposizione dei clandestini sbarcati sulle coste italiane". Così vivrebbero gli immigrati del centro d'accoglienza di Mineo in Sicilia. A raccontarlo è Matteo Salvini in un reportage fotografico "sul campo" e pubblicato su twitter.  "Pazzesco - commenta dalla sua pagina Facebook - 400 villette, con giardino davanti e dietro e parabole sui tetti. Così gli italiani mantengono, anche oggi, 4.000 Immigrati" nel solo centro di Mineo. Salvini la chiama la "megalopoli degli immigrati".


La "bella vita" - Un comunicato della Lega spiega che "tra le immagini postate sui social anche quella di due ospiti della struttura con "cuffie, ipod e telefonini ultimo modello. Ai 'poveri immigrati', che sono liberi di uscire dal centro dalle 8 alle 20, non manca niente". "In un'altra foto Salvini immortala altalene, scivoli e altri giochi per bambini presenti nelle aree verdi interne al centro", spiega un comunicato della lega. "Se penso a come sono ridotti alcuni giardini pubblici a Milano, mi incazzo", scrive Salvini sul suo profilo twitter.

"Vendono di tutto" - Alcuni scatti di Salvini ritraggono anche improvvisate boutique fotografiche. "Chissà se valgono anche per loro gli studi di settore", rileva il segretario leghista. Quanto ai bazar in mezzo alla strada: "vendono di tutto - segnala - chissà se vale anche per loro l'obbligo del bancomat". "Due casse per la frutta diventano invece un improvvisato banco per la vendita di sigarette di contrabbando. Immigrati subito ambientati in italia", conclude Salvini. 

martedì 22 luglio 2014

La Magagna della settimana



Mobilità sostenibile .... e le biciclette d'oro


 Se mio nonno avesse avuto le ruote ..... qui qualcuno ha preso alla lettera, 

Ma la telecamera del piazzale avrà visto qualche cosa, oppure è cieca come questa amministrazione!!

Salvini lancia la sfida al renzismo «Tagliamo le tasse e apriamo al Sud»




Plebiscito per Matteo Salvini al congresso della Lega Nord a Padova. Con un solo voto contrario il segretario federale del Carroccio ha ottenuto la proroga del suo mandato, che sarebbe scaduto nell’estate 2015, fino al 15 dicembre 2016. Una riconferma che appartiva scontata e che ha ottenuto anche il via libera di Umberto Bossi, che dalle colonne del Fatto quotidiano aveva spiegato che «Matteo è in gamba, viene a trovarmi, chiede consigli poi magari fa di testa sua, ma lui è un combattente, poi magari è mal consigliato e lo vedo molto solo... ma quell’altro...(riferimento a Roberto Maroni, ndr)».
Centrodestra categoria dello spirito
Nel suo intervento al congresso, il segretario ha presentato la sua Lega come unica «alternativa al renzismo. Oggi il centrodestra non esiste, è una categoria dello spirito, così come non esiste il centrosinistra. Poi c’è anche un centrodestra in ordine sparso un po’ qui un po’ là, un po’ al governo, un po’ a favore dell’immigrazione, un po’ per le coppie gay, un po’ con la Merkel. E poi c’è la Lega che si batte contro il “renzismo” che vuole radere al suolo tutto ciò che è diverso e ha i mezzi mediatici e giudiziari per farlo». A chi gli ha chiesto se la sentenza di assoluzione di Silvio Berlusconi può cambiare i rapporti tra Carroccio e FI, Salvini ha replicato: «Non cambia nulla: non si fanno le alleanze in base alle sentenze». Poi ha aggiunto: «Se sei accondiscendente ti assolvono, non credo alle casualità. Berlusconi è il leader di un partito che spero riesca a ripartire ma non dò lezioni e consigli ad altri anche perché Forza Italia ha appena votato con la Merkel a Bruxelles e sta dando una mano a Renzi per una legge elettorale schifosa, quindi chi va a braccetto con Renzi e la Merkel non può andare a braccetto con la Lega».
Rivoluzione fiscale
Naturalmente Salvini non ha risparmiato critiche all’asse Renzi-Berlusconi: «Il patto di stabilità deve essere strappato. Oggi la Lega è qui, il 20 luglio, anziché essere al mare, per proporre agli italiani di dire “ciao ciao” a questa Europa, a Bruxelles e alle sue regole folli. Ma anche per proporre la nostra rivoluzione fiscale, il dimezzamento delle tasse, l’addio agli studi di settore». La riforma fiscale a cui accenna il leader del Carroccio è una rivoluzione: «Oggi lanciamo una rivoluzione fiscale che in ottobre spero porti in piazza milioni di italiani: proporremo un’aliquota fiscale secca al 20% uguale per tutti, dal nord al sud, per ricchi e poveri. La nostra scommessa è quella di far pagare di meno a chi oggi paga troppo e di costringere a pagare chi oggi non lo fa».
Scommettiamo sul Sud
A sorpresa, ma non troppo visto i recenti tour al Sud, Salvini apre al Mezzogiorno d’Italia: «Il nostro è un messaggio rivolto al Nord e a tutta l’Italia. Rimaniamo Lega Nord, ma accettiamo la scommessa di aiutare chi al centro e al sud ha voglia di liberarsi e di riprendersi energie, libertà, lavoro. Se arriveremo al 51% al Nord e a livello nazionale, vuol dire che avremo raggiunto il nostro obiettivo». Ma sullo sbarco al Meridione arriva lo stop di Umberto Bossi: «Che la Lega vada al Sud è una cosa un po’ negativa...». «Sembra un’operazione coloniale - ha aggiunto dal palco del congresso -. Se nascono leghe autonomiste» al Sud va bene, ma la strada è Lega Nord per l’indipendenza della Padania: non abbiamo mai sbandato su quella via. È scritto nell’articolo uno dello Statuto».

Maroni e l'ira delle Regioni in tilt: basta scaricabarile sugli sbarchi

Sbarcano. Vivi, malconci, privi di vita. Sbarcano. Arrivano, oramai quasi ogni giorno, a centinaia sulle nostre coste. E il governo che fa? Sostanzialmente se ne frega, o, meglio, gioca a scaricabarile.

Lasciando ad altri, magari ad alcuni governatori regionali, il compito di trovare una soluzione al problema. È lo sfogo amaro del presidente Roberto Maroni che ieri, a margine di un convegno, ha tuonato contro le inadempienze dell'esecutivo centrale. 
«Il governo deve rispettare la legge, cosa che non sta facendo. Se queste persone sono clandestini, devono essere messi in luoghi dove possono essere tenuti, identificati ed eventualmente espulsi. Se sono profughi, cioè se hanno ottenuto lo status dopo le opportune verifiche, devono essere trattati come tali. Oggi invece succede che queste persone sbarcano in Sicilia, vengono messe su un treno e viene chiamato il prefetto di Milano al quale viene detto di arrangiarsi. Il prefetto, al quale va tutta la mia solidarietà, non sa che cosa fare e, magari, è costretto a metterli in luoghi che non hanno nemmeno l'abitabilità». 
Poi l'affondo del governatore della Regione Lombardia: «Si tratta di una situazione caotica, che non è gestita. Per questo lancio l'allarme. Il governo deve darsi una mossa, mettendo in campo risorse e strutture. Cosa che, purtroppo, ad oggi, non sta facendo. L'esecutivo, almeno riguardo a questo problema in particolare, sta chiudendo gli occhi, chiede l'aiuto dell'Europa e poi scarica il problema sulle regioni, sui prefetti e sui sindaci».
D'altra parte un intervento coordinato, secondo Maroni non è più rinviabile «perché - ha aggiunto- io sono sicuro che si succederanno altri sbarchi e i problemi aumenteranno a dismisura. E ribadisco quanto ho già detto: non spendo i soldi dei Lombardi per mantenere i clandestini. Un conto sono i profughi, ma una persona acquisisce questo status alla fine di un percorso, dopo che ha presentato una domanda che viene vagliata e accolta da una commissione in base a requisiti precisi, altrimenti è un clandestino, che deve essere tenuto in un centro di identificazione ed espulsione, cosa che purtroppo non avviene.
«Mi hanno criticato per questo perché nell'aggiornamento di bilancio ci sarebbero i soldi, 30 milioni di euro, ma sono lì per finanziare il referendum Lombardia regione a statuto speciale, e lì rimarranno. La Lombardia a statuto speciale ci risolverebbe i problemi, ci teniamo tutti i nostri soldi e fine delle trasmissioni per chi ha continuato a rubarceli».
D'altra parte l'allarme lanciato dal governatore lombardo è tutt'altro che fuori luogo visto e considerato che nei primi quattro mesi dell'anno sono stati già rilevati 42mila ingressi irregolari contro i 12.400 dello stesso periodo del 2013. E, in questo contesto, il dato relativo all'afflusso in Italia è decisamente ancora più drammatico: nei primi quattro mesi del 2014 l'aumento è stato, infatti, dell'823 per cento in più rispetto al passato, come aveva rilevato di recente il vice direttore di Frontex, l'agenzia europea per la gestione della cooperazione alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Ue, Gil Arias Fernandez. 
Da gennaio ad aprile 2014 sono stati, infatti, censiti e registrati 25.650 arrivi in Sicilia e 660 in Puglia e Calabria. Attraverso il settore del Mediterraneo centrale, sostanzialmente diretti in Italia, sono passati oltre 25mila migranti, contro i 40mila dell'intero 2013. 
Gran parte dei migranti è partita dalle coste libiche, in arrivo soprattutto dalla Siria e dall'Africa subsahariana. Ma la situazione, come ben sappiamo, è ulteriormente precipitata nelle settimane successive. Quindi il perentorio invito di Maroni al governo perché si dia finalmente una mossa e faccia qualcosa di concreto appare notevolmente giustificato.

lunedì 30 giugno 2014

La Magnagna della Settimana

Un bel cumulo di macerie che giacciono ormai da almeno 2 settimane in Corso Europa, proprio sotto 2 telecamere.





Citta' Ecologica e pulita ....

Esplora il significato del termine: Emergenza immigrati, Salvini: «Renzi e Alfano sporchi di sangue»Emergenza immigrati, Salvini: «Renzi e Alfano sporchi di sangue»

Toni sempre più aspri sull’emergenza immigrazione. Il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, ha scritto su Facebook: 



«Altri 30 morti su un barcone. Altri 30 morti sulla coscienza di chi difende Mare Lorum. Fermare le partenze, aiutarli a casa loro, subito! Le camicie di Renzi e Alfano sono sporche di sangue. O no?».

lunedì 9 giugno 2014

Salvini riparte da Padova: "Il 20 luglio congresso per un nuovo centrodestra"

Il segretario della Lega pronto ad "aggiornare l'offerta politica". Maroni: "Serve un rinnovamento"

Forte dell'ottimo risultato elettorale, sia alle Europee che alle Amministrative, la Lega Nord è pronta ripartire.
"Il congresso che dovevamo fare per aggiornare lo statuto alla nuova legge sul finanziamento ai partiti abbiamo scelto di trasformarlo in un congresso politico per aggiornare l’offerta politica della Lega e accogliere la sfida di un centrodestra in libera uscita", ha spiegato Matteo Salvini, "Per noi la politica non va in vacanza e c’è’ tutto un ampio spazio da riempire in alternativa a Renzi". E lo farà con un congresso federale "politico" che si terrà il 20 luglio, "probabilmente a Padova", dove il candidato del Carroccio si è imposto al ballottaggio.
"Immeritatamente l’attuale segretario della Lega gode della maggiore fiducia nell’elettorato di centrodestra, prima ancora di Renzi e dello stesso Berlusconi", ha aggiunto il segretario citando un sondaggio Swg, "Ci mettiamo a disposizione del centrodestra, che anche queste elezioni dicono di essere un po' tanto in difficoltà. Dobbiamo ricostruire il centrodestra - ha continuato - senza ripensare a una riproposizione di minestroni di sigle del passato. Lega e Forza Italia in questi ultimi anni sono state dalle parti opposte della barricata. Non è ipotizzabile una riedizione, non ci interessano edizioni amarcord del passato. Le elezioni ci dicono che il vecchio ha stufato".
"Serve un nuovo centrodestra", ha ammonito intanto Roberto Maroni, che punta i riflettori sulle amministrative: "I candidati forti, da soli, non bastano. Bisogna convincere la gente, prima di tutto, ad andare a votare e la vera sfida adesso è rinnovare il centrodestra. Bisogna far capire che serve un rinnovamento. La Lega lo ha fatto con Matteo Salvini e ha funzionato", ha detto il governatore della Lombardia, "Mi auguro che i colloqui in corso con Forza Italia possano portare a questo".

giovedì 5 giugno 2014

Ecco le casette prefrabbricate con mobili e giardino privato: i rom pagano 90 euro al mese

Ciascuna delle 20 casette costa circa 20mila euro. Il Comune di Milano: "È il più bel campo   d'Europa". Ma i rom: "Preferiamo costruirci una casa e abitarci gratis"

"Ci chiedono 90 euro al mese per vivere in baracche. Preferisco costruirmi una casa e abitarci gratis, piuttosto che finire in una scatola come quelle, dove i miei figli non hanno spazio per giocare".
Le "baracche" contro cui inveiscono i rom che abitano nel campo abusivo a pochi passi dal cimitero di Baggio sono, in realtà, vere e proprie casette con tanto di mobili e giardinetti privati costruite dal Comune di Milano per far rientrare i nomadi in una sorta di "percorso di legalità" che li porti all'integrazione. Ma ai rom dell'integrazione non importa un granché.
Le casette di via Martirano 71 sono quasi pronte. A breve ci andranno a vivere un centinaio di rom. Per i tecnici di Palazzo Marino sono un fiore all'occhiello. "È il migliore campo rom d'Italia - dicono - forse d'Europa"Un giornalista di Repubblica ha già visitato i prefabbricati tanto invisi ai nomadi. Le nuove strutture, venti in tutto, non hanno niente a che fare con le roulotte fatiscenti che popolano gli innumerevoli campi rom abusivi che, dopo l'elezione di Giuliano Pisapia a sindaco, sono spuntati come funghi lungo tutta la cintura più esterna di Milano. Nelle casette, spiega Franco Vanni, "c’è il bagno con doccia, il salotto con cucina a incasso, e i comodini in entrambe le stanze da letto, una pensata per i genitori e l’altra per i bimbi". Il Comune di Milano ha fatto le cose in grande e ha pensato anche ai letti e ai pavimenti in linoleum per dare un "effetto parquet" in tutta la casa. E ancora: ciascuna struttura abitativa ha un giardino privato che sarà delimitato da una rete. Sul cancello esterno è già stato scritto il nome della famiglia che ci vivrà.
Ciascuna casetta è costata poco meno di 20mila euro. "Tutto il villaggio - assicurano da Palazzo Marino - è stato finanziato esclusivamente con i fondi del decreto Maroni, vincolati alla realizzazione del Piano rom e con fondi di un progetto europeo anch’esso mirato all’inclusione sociale dei rom". E, come spiega l’assessorato alle Politiche sociali del Comune di Milano"le abitazioni sono riservate a rom italiani residenti a Milano, già domiciliati nel campo regolare di via Martirano e con figli iscritti a scuola". Le famiglie rom dovranno contribuire pagando 90 euro al mese. Quota che comprende anche le bollette di luce, gas e rifiuti.
Il nuovo campo di via Martirano è una sorta di progetto pilota. Dovesse avere successo, il Comune di Milano vorrebbe replicarlo anche nei campi di via Novara, via Idro, via Chiesa Rossa, via Bonfadini e via Negrotto.

giovedì 29 maggio 2014

Salvini, questa e' alleanza per speranza

BRUXELLES, 28 MAG - "Sono orgoglioso di sedere in questa alleanza per la speranza contro tutto cio' che e' unico" dalla moneta al mercato. "Siamo qui per fare contrapposizione ai trattati che ci svendono". "Non profitto, non merce, non consumatori, ma uomini", cosi' Matteo Salvini della Lega alla conferenza stampa con Marine Le Pen.

Tassa alle prostitute: la Lombardia ci prova

Al via l'iter della legge che prevede un registro delle lucciole. L'imposta sugli introiti al 40%


Milano - Tassare le «lucciole» per aiutare famiglie in difficoltà, imprese in crisi e abolire il bollo auto.

Quella per rendere legale e tassare la prostituzione è una delle battaglie della Lega che, per abrogare la legge Merlin, sta raccogliendo le 500mila firme necessarie per indire un referendum. Ma, contemporaneamente, in Regione Lombardia è partito l'iter per approvare una norma che istituisca un registro e tassi i guadagni. Aliquota già stabilita al 40 per cento e approdo ieri in commissione Bilancio dove il consigliere leghista Jari Colla è stato nominato relatore del progetto di legge che ha come primi firmatari il capogruppo del Carroccio al Pirellone Massimiliano Romeo e il vice presidente del consiglio regionale Fabrizio Cecchetti. 
«La commissione - ha spiegato Cecchetti - ha adesso il tempo per far tutti gli opportuni approfondimenti e valutare la nostra proposta che rappresenta nel panorama legislativo nazionale una novità assoluta». Un progetto «che dà piena attuazione all'articolo 119 della Costituzione nella parte che garantisce autonomia di entrate alla Regione». Già pronta la replica alle molte proteste che si sono già alzate anche all'interno della coalizione di centrodestra che sostiene la giunta Maroni. Per i leghisti si tratta di «un progetto che ci avvicina ai Paesi e alle Regioni più avanzate del nord Europa, dove la prostituzione è un'attività come tutte le altre e come tale è soggetta a tassazione».

Per questo la Lega, ma con Forza Italia e Fratelli d'Italia d'accordo, chiede di istituire il registro di chi esercita la prostituzione. Iscriversi sarà condizione indispensabile per accedere ai servizi sociosanitari in cambio di un'aliquota del 40 per cento sui guadagni. Undici i capitoli del progetto di legge che prevede l'obbligo per «il soggetto esercente l'attività di meretricio» di tenere un registro «sulle quietanze di pagamento che dovranno garantire l'anonimato del beneficiario della prestazione sessuale». Per chi evaderà o pagherà in ritardo la tassa, sanzione dal 100 al 200 per cento del dovuto. Già stimato anche l'introito annuo per la Regione che potrebbe essere di almeno 300 milioni. «Soldi - sottolinea Cecchetti - che saranno destinati a un fondo per interventi a sostegno di disoccupati, delle famiglie che versano in particolare stato di necessità e per accelerare la cancellazione di alcuni tributi regionali, come ad esempio il bollo auto». Secondo alcune stime in Lombardia esercitano in case che di fatto sono «chiuse» oltre 4.500 «lucciole», metà delle quali sono a Milano e per l'80 per cento di origine straniera.

Pronti a far le barricate gli alfaniani. «Una proposta irrealizzabile - attacca il consigliere di Ncd Stefano Carugo - Esperienze già fallite. Dove ci hanno provato non ha funzionato, guardino la Germania. Voglio proprio vedere le prostitute che staccano regolare fattura a fine prestazione». Non solo. «Questo - per Carugo - è il modo migliore per incentivare il nero e lo sfruttamento». D'accordo, invece, l'assessore alle Pari opportunità Paola Bulbarelli in quota Forza Italia. «Sono loro stesse che chiedono di essere regolarizzate. Tassarle significa riconoscere che il loro è un lavoro ed è soprattutto un modo per tutelarle dal racket». Ma chiede che almeno parte dei proventi vadano al sostegno di donne vittime di violenza.

martedì 27 maggio 2014

Se domani si votasse, Lega si presenterebbe sola


"Se si votasse domani mattina, la Lega si presenterebbe da sola perché non c'è margine di discussione con altri possibili alleati. Spero che la batosta serva. Nuovo centro destra, a parte il nome, di centrodestra non ha nulla.Alfano non lo vedo, non si vede neanche lui, se non allo specchio". Queste le parole di Matteo Salvini, segretario federale Lega Nord, riconfermato al Parlamento europeo nelle consultazioni di domenica scorsa, ospite ad Agorà su Rai3.

Non ho mai visto Milano così triste e sporca

«Non ho mai visto Milano così triste e sporca: il Pd è il primo partito in città, ma io non mi rassegno, abbiamo due anni di tempo per tornare a far sognare Milano»

Matteo Salvini al seggio (Fotogramma)
«Mi fa piacere che lo sconosciuto Salvini abbia preso, nel Nordovest, cinque volte le preferenze del ministro Lupi (tra i nomi possibili di candidati del centrodestra per la successione di Pisapia, ndr). Da domani comincio la lotta per sfrattare il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia. La Lega vuole essere capofila». Lo afferma Matteo Salvini, segretario federale della Lega Nord, durante la conferenza stampa in via Bellerio per commentare i risultati delle europee di ieri, che hanno visto il Carroccio attestarsi al 6,2%. Personalmente Salvini ha collezionato 108.661 preferenze. «Non ho mai visto -prosegue Salvini- Milano così triste e sporca: il Pd è il primo partito in città, ma io non mi rassegno, abbiamo due anni di tempo per tornare a far sognare Milano».
 
Gli equilibri in Regione
Il voto europeo non cambiera’ gli equilibri in Regione. Lo ha spiegato il presidente della Regione Roberto Maroni che questa mattina ha assistito seduto assieme alla stampa, all’incontro con cui il leader del Carroccio Matteo Salvini ha commentato i risultati elettorali. «I gruppi consiliari non cambiano, rimangono quelli che sono», ha risposto Maroni a chi che gli chiedeva di possibili nuovi rimpasti di giunta dopo il dato deludente del Nuovo centrodestra.«Ora sento la responsabilita’ di guidare la coalizione con ancora più’ determinazione», ha aggiunto.