giovedì 8 novembre 2012


Il leader leghista ha scritto con Carlo Brambilla "Il mio Nord, il sogno dei nuovi barbari". Casa editrice Sperling & Kupfer

Appuntamento per martedì. Il leader della Lega Nord Roberto Maroni presenterà ufficialmente il suo libro, “Il mio Nord, il sogno dei nuovi barbari”. Edito da Sperling & Kupfer e scritto con Carlo Brambilla, il volume di 156 pagine ripercorre i primi anni dell’attività politica di Bobo fino agli avvenimenti politici più recenti. Nel libro verranno snocciolati anche gli obiettivi del nuovo Carroccio, che punta a diventare forza egemone del Settentrione. Il prezzo dovrebbe attestarsi intorno ai 17 euro.

PAESE AFFONDA MA GOVERNO RESTA IMMOBILE


- "Il Paese sta affondando ma il Governo resta sempre immobile davanti alla crisi.
I dati Istat ci dicono che quest'anno ci sarà una riduzione del Pil del 2,3% e che anche per il 2013 saremo in recessione . Per non parlare del tasso di disoccupazione che è oggi al 10,6% e che per il prossimo anno dovrebbe salire 
all'11,4%. Sono dati che allarmano tutti ma evidentemente non il Governo che continua a non fare assolutamente nulla per la crescita".

Lo afferma il presidente dei deputati della Lega Nord, Gianpaolo Dozzo, commentando gli ultimi dati Istat.

"Le imprese chiudono, i lavoratori perdono il lavoro e le famiglie stentano sempre di più, con una contrazione dei consumi stimata intorno al 3,2%.
Ritengo che sia offensivo nei confronti dei cittadini - conclude Dozzo - che davanti a dati così catastrofici ci siano ministri e parlamentari di maggioranza che se vanno in giro a lodare il Governo Monti e le sue riforme, quando invece tutto il Paese affonda".

mercoledì 7 novembre 2012

CASSANO D'ADDA Assessore razzista? Bufera su Colombo IDV La difesa: «Era arrogante e quasi mi metteva le mani addosso, ho avuto coraggio»

L'assessore dà del «negro» a un vucumprà che stazionava al mercato e si scatena la bagarre in Internet. Angelino Colombo rischia di passare per razzista dopo quello che è successo la scorsa settimana. L'esponente Idv era con il banchetto del suo partito impegnato in normale attività politica sul territorio, fra le bancarelle appunto, per una raccolta firme. Ha avuto da ridire con questo extracomunitario ed ha chiamato la Polizia locale, che ha provveduto ad allontanare lo straniero. Poi Colombo ha descritto l'accaduto sul suo blog in Internet in questi termini: «Un "negretto" mi ha chiesto l'elemosina; al mio rifiuto col consiglio di non chiedere soldi ha reagito prepotentemente; ho chiamato i vigili che gli hanno preso i dati e l'hanno allontanato dal mercato».

Apriti cielo: la Lega Nord ha gridato allo scandalo. Ma come, è il ragionamento dei lumbard, se siamo noi leghisti a dire «negro» tutti ci tacciano di razzismo, se invece lo fa uno del centrosinistra va bene? «Bisogna dire - si legge sul sito del Carroccio - che non è la prima volta che questo signore usa questo linguaggio. Se ricordate, anche in tema di animali, voleva prendere a sassate un gatto per farlo scendere da una albero. Ci domandiamo dove sono oggi quei signori che quando avevamo proposto l'ordinanza anti accattonaggio o avevamo fatto identificare un extracomunitario che dormiva in un parco pubblico, si stracciarono pubblicamente le vesti tacciando la Lega di razzismo e di mancanza di spirito cristiano. Adesso tacciono, come stanno del resto tacendo sulle magagne di questa maggioranza». Pronta la difesa di Colombo: «Inutile rispondere alla Lega, io non sono razzista. Sono andato in Africa nel 1980 a fare il missionario cinque settimane per aiutarli, e due volte in India con altri missionari. La parola "negretto" non è offensiva per me ma un vezzeggiativo. Questo immigrato era davvero strafottente, ho avuto coraggio e quasi mi metteva le mani addosso»

Maroni: finita l'era Formigoni, già pronti al voto


"E' finita l'era Formigoni, se ne apre una nuova e la Lega vuole esserne protagonista": lo ha detto Roberto Maroni parlando a Milano con i cronisti, a margine di un incontro con le professioni. Il segretario della Lega ha aggiunto, a proposito del voto in Lombardia "noi siamo pronti a votare anche subito". 

Per le elezioni anticipate in Lombardia, "non c'e' alcun accordo con il Pdl: noi abbiamo le idee chiare ed abbiamo fatto delle primarie, adesso vediamo: se si riuscira' a costruire l'alleanza con il Pdl bene, se no andremo da soli". 

Le primarie annunciate dal Pdl, secondo Roberto Maroni sono "interessanti e utili per ristrutturare tutto il centrodestra, se saranno di coalizione". Il segretario della Lega ha spiegato di attendere di conoscere le regole ma, ha aggiunto "siamo interessati se c'e' un percorso di riorganizzazione della alleanza, depurata dalle cose negativa".

Rispondendo ad una domanda dei giornalisti a Milano sulla condanna di Silvio Berlusconi ha detto: "Non ho letto la sentenza e neppure le motivazioni, non sono in grado di dare un giudizio ma e' una sentenza molto pesante. Del resto - ha osservato Maroni - Berlusconi aveva gia' detto l'altro ieri che non si sarebbe ricandidato".

Milano sempre più violenta. Torni l’esercito nelle strade

In merito al problema della sicurezza nel capoluogo lombardo, “Milano è sempre più violenta. L’omicidio del filippino pestato a sangue in viale Zara, fra l’incredulità e l’indifferenza dei passanti, ne rappresenta la triste conferma. In un video che ha fatto il giro del mondo la nostra città si è mostrata purtroppo per quello che è: una metropoli dove la sicurezza non ha più diritto di cittadinanza. Questo è potuto avvenire a causa del colpevole lassismo della giunta rossa di Pisapia, così volonterosa e attenta nella tutela degli immigrati quanto negligente sul fronte sicurezza. I cittadini sono sempre più indifesi e in balia delle bande criminali. Il ritorno delle pattuglie dell’esercito nelle nostre strade non risolverà tutti i problemi ma è certamente una misura da adottare al più presto. Il rifiuto di Pisapia ad accogliere i militari nelle vie milanesi è una delle tante scelte sbagliate, insieme al declassamento delle funzioni di sicurezza della polizia locale, che hanno creato in città un clima da far west.”

martedì 6 novembre 2012

LEGA NORD IN PIAZZA DOMENICA A BOLOGNA CONTRO IL GOVERNO DELLE TASSE


Domenica 11 novembre, alle ore 10.30, la Lega Nord scende in piazza a Bologna con una grande manifestazione federale per dire basta al Governo delle tasse.
Una grande manifestazione di piazza per far sentire la voce del Nord e il malcontento del suo popolo contro un Esecutivo ad esso ostile e far arrivare la sua protesta fino ai palazzi romani.
Un grande manifestazione di popolo per dire basta ad un Governo che ha sommerso di tasse cittadini e imprese, che ha peggiorato lo stato dei conti pubblici, che non ha tagliato i costi della politica, che ha fatto impennare la disoccupazione, che ha tolto ogni prospettiva di futuro ai giovani, che ha sottratto i soldi ai Comuni virtuosi del Nord per trasferirli nella casse romane.

Il ritrovo della manifestazione sarà in piazza Malpighi, alle ore 10.30, da dove poi il corteo si snoderà nelle vie del centro per raggiungere piazza Saragozza, dove si terranno i comizi finali,, con l'intervento conclusivo del segretario federale della Lega Nord, Roberto Maroni.

Lombardia, Maroni a Berlusconi: "Ride bene chi ride ultimo"





Continua la guerra per la poltrona di governatore della Lombardia. Il segretario delle Lega Nord Roberto Maroni risponde a Silvio Berlusconi che in mattinata aveva chiuso a qualunque possibilità di un cadidato della Lega per il Pirellone. Sul suo profilo facebook risponde al Cav: "I nostri ideali non sono in vendita, e alla fine ride bene chi ride ultimo". Inoltre Maroni ha condiviso le parole di Marco Reguzzoni, ex capogruppo alla Camera, che aveva risposto al "no-Lega" del Cav dicendo che "Berlusconi sbaglia perchè ne fa una questione di poltrone e non di ideali".Intanto su Maroni è polemica anche per le sue dichiarazioni dopo la chiusura di Berlusconi. Il segretario dell Lega aveva scritto su facebook: "Sogno una Lombardia finalmente libera da mafiosi, affaristi e corrotti. Sogno una Euroregione autonoma, anzi, speciale".

Gazzetta dell'Adda: Sempre a Testa alta !


Commenti:


Come ho sempre detto in tutti questi mesi in riferimento ad altre situazioni.
Io sono dell'idea che chi ha sbagliato debba pagare, e questo deve valere per tutti, e quando dico tutti intendo proprio tutti.

Nel caso che mi riguarda la prima cosa che mi è passata per la mente quando qualche tempo fa ho ricevuto una lettera da uno sconosciuto avvocato che mi comunicava di essere sotto indagine, e' che doveva trattarsi di uno scherzo.

Quando ho realizzato che si trattava di una cosa reale, ho cercato di ricordare gli accadimenti che mi vengono contestati. Ed anche ora dopo averli ricostruiti faccio fatica a credere che questi  possano essere considerati dei reati.

Infatti l’episodio riguarda una trattativa privata per un appalto di un trasloco, già da qui anche chi non si intende di diritto, puo' capire che trattativa privata significa qualcosa di diverso da gara o asta, gli esperti di diritto inoltre sanno che ci sono svariate sentenza della corte di cassazione che chiariscono che le trattative private non rientrano nelle regole delle gare d'appalto. In questo caso inoltre io ho segnalato pubblicamente (alla Giunta ed al Segretario Generale) una situazione dove una cooperativa aveva presentato un preventivo e dopo che ne era stato presentato uno da un altra cooperativa la prima aveva presentato un secondo di pochi euro più basso e tutto cio in modo non segreto.

A questo punto il Segretario Generale ritenendo anche lui, la cosa quantomeno bizzarra aveva chiesto che le offerte venissero reinviate in busta chiusa e  qui la vicenda per me si era chiusa.

Ora un PM che in questi mesi non ha trovato il tempo per incontrarmi, nonostante una mia richiesta, delegando gli organi di Polizia Giudiziaria a farlo, ritiene che io sia da processare.

Personalmente ritengo che se mi trovassi nella stessa situazione rifarei tutto quello che ho fatto, anche perché con il mio operato non solo ho fatto risparmiare dei soldi ai cittadini, ma perché, sempre quando ho visto delle cose che per me non erano chiare le ho subito denunciate.

Mi auguro che a dicembre questa vicenda si chiuda e io possa finalmente tornare ad una serenità che in questo momento non ho, non per quello che ho fatto, ma per quello che un PM ritiene di avere capito dalla lettura di alcuni documenti, senza pero' avermi mai visto in faccia.

Infine ho constatato che il Comune ha incaricato un legale per costituirsi parte civile: a prescindere da ogni considerazione, anche per assurdo prendendo per buona l’ipotesi del capo d’imputazione, la realtà è che ho fatto risparmiare (illecitamente secondo il PM) soldi al Comune. Mi auguro che i soldi della collettività non vengano inutilmente sprecati per parcelle di avvocati.



Fabio Colombo

lunedì 5 novembre 2012

Matteo Salvini: "In Lombardia ipotesi Liste Civiche."

Nel pieno del braccio di ferro tra Lega Nord e Pdl per la candidatura del prossimo presidente chiamato a guidare la Regione Lombardia (da un lato Maroni, dall'altro – gradito anche a Formigoni – Albertini, in attesa di un terzo ipotetico nome), il segretario della Lega Lombarda, Matteo Salvini, annuncia che il partito sta lavorando attorno all'ipotesi di liste civiche con a capo Marco Tizzoni, l'ex berlusconiano, titolare di un negozio di elettrodomestici, salito alle cronache nazionali per aver rifiutato i voti della 'ndrangheta alle ultime elezioni amministrative per il comune di Rho, dove si presentò in una lista civica collegata alla Lega. Un gesto con cui, in questi tempi adusi alla corruzione istituzionale, si è aggiudicato la definizione di “eroe”, pronunciata dal segretario federale della Lega Roberto Maroni. E proprio attorno a lui, conferma Salvini, si sta ragionando sulla composizione di liste con candidati lontani dalla politica. Una sorta di "lista degli onesti".
“Per ora non posso ancora pronunciarmi sui nomi – dice Salvini – ma stiamo selezionando, sul territorio, imprenditori, artigiani, professionisti con un profilo integro”. 
Contattato sull'ipotesi, Tizzoni sembra entusiasta: "Mi fa piacere che ci si stia muovendo sull'esempio del sindaco Tosi a Verona. È un modello che giova soprattutto a noi ex forzisti ed ex berlusconiani. Per il momento, a dir la verità, nessuno mi ha contattato. Mi piacerebbe maturare un discorso concreto sulla lista. Quali sono le proposte? Possiamo finalmente sganciarci da Comunione e Liberazione? Dobbiamo tenere il listino bloccato?”. Anche sulla ripresa così rapida della Lega, Tizzoni sembra convinto: "Mi sembra abbiano cacciato molto velocemente i responsabili dello scandalo per ricostituirsi. Non si può dire lo stesso del Pdl, ad esempio”. Il ticket Maroni-Albertini non gli dispiace: “Albertini è una persona onesta; il suo lavoro come sindaco di Milano è stato buono. Ho apprezzato quando denunciò la questione Sea-Serravalle, in tempi ancora non sospetti. Però, se proprio devo muovergli un appunto, non capisco perché stia con il Pdl. Non vorrei che conservasse il vecchio apparato formigoniano, sarebbe un peccato. Ragionando attorno a Maroni, invece, credo che abbia decisamente più esperienza per guidare la Regione”.
Anche Matteo Salvini, sulle candidature, utilizzato toni cauti.
Dopo le primarie interne alla Lega, che hanno decretato Maroni vincitore cosa risponde all'accordo che sembrerebbe già chiuso, da settimane, nel pdl, sul candidato Albertini, ex sindaco di Milano?
“Starei molto attento a valutare le decisioni prese nelle stanze del partito. Lo scenario è in continuo mutamento e molto dipende, anche, dagli esiti degli accordi nazionali. Albertini ha fatto delle cose buone e delle altre molto meno buone, ma la Lega è pronta a partecipare a nuove primarie di coalizione col Pdl. Non siamo noi a decidere: l'ultima parola spetta ai nostri cittadini”.
Nel toto-nomine è stato fatto anche il suo nome. Sarebbe pronto a candidarsi in prima persona?
“Sono lombardo, sono orgoglioso della mia terra e sarebbe utile, ma la soluzione migliore è Roberto Maroni. Lo ha deciso il nostro elettorato”.
Quando si andrà a votare?
“È qualcosa che non dipende da noi, ma sarebbe inutile gettare soldi e disturbare i cittadini, convocandoli alle urne a così stretto giro tra regionali e politiche. Però, vorrei fosse chiaro: noi siamo pronti da domani mattina. Non abbiamo paura”.

Immigrati: in Italia 5 mln di ''regolari''. E nel 2065 saranno 14 mln



Il numero complessivo degli immigrati regolari, inclusi i comunitari e quelli non ancora iscritti in anagrafe, abbia di poco superato i 5 milioni di persone alla fine del 2011, un numero appena piu' alto di quello stimato lo scorso anno (5.011.000 rispetto a 4.968.000). E' quanto emerge dal Dossier Statistico Immigrazione 2012 realizzato dalla Caritas Italiana e la Fondazione Migrantes.

Nel 2011 il Ministero degli Affari Esteri ha rilasciato 231.750 visti per inserimento stabile, in prevalenza per motivi di lavoro e di famiglia, mentre sono stati circa 263 mila i permessi di soggiorno validi alla fine del 2010 che, dopo essere scaduti, non sono risultati rinnovati alla fine del 2011.

Il numero stimato dei comunitari (1.373.000, per l'87% provenienti dai nuovi 12 Stati membri) e' stato ottenuto applicando ai residenti a fine 2010 lo stesso tasso d'aumento riscontrato tra i soggiornanti non comunitari nel 2011. Le principali collettivita' sono risultate: Romania 997.000, Polonia 112.000, Bulgaria 53.000, Germania 44.000, Francia 34.000, Gran Bretagna 30.000, Spagna 20.000 e Paesi Bassi 9.000.

La ripartizione della stima totale per aree continentali vede prevalere l'Europa, tra comunitari (27,4%) e non comunitari (23,4%), seguita dall'Africa (22,1%), dall'Asia (18,8%) e dall'America (8,3%), mentre le poche migliaia di persone provenienti dall'Oceania e gli apolidi non raggiungono neppure lo 0,1%.

Tra i soggiornanti europei non comunitari (1.171.163), gli albanesi sono i piu' numerosi (491.495). Seguono 223.782 ucraini; 147.519 moldavi; 101.554 serbi e montenegrini; 82.209 macedoni; 37.090 russi; tra i 20mila e i 30mila ciascuno, i bosniaci, i croati e i turchi.

Per quanto riguarda il continente africano, alla fine del 2011 i marocchini risultano essere la prima collettivita', con 506.369 soggiornanti (i piu' numerosi anche tra tutti i non comunitari). Le altre grandi collettivita' africane provengono da Tunisia (122.595), Egitto (117.145), Senegal (87.311), Nigeria (57.011), Ghana (51.924); seguono Algeria (28.081) e Costa d'Avorio (24.235); quindi, con circa 15 mila soggiornanti, Burkina Faso e, con 10 mila soggiornanti o poco meno, Camerun, Eritrea, Etiopia, Mauritius e Somalia. In totale, i soggiornanti africani sono 1.105.826.

Gli immigrati dall'Asia, che alla fine del 2010 hanno inciso per il 12,7% sull'insieme dei residenti stranieri nell'Unione Europea, nell'anno successivo sono arrivati a incidere in Italia per 6 punti percentuali in piu', per un totale di 924.443 soggiornanti. In particolare, l'Italia e' lo Stato membro che nell'UE accoglie le collettivita' piu' numerose di cinesi (277.570 soggiornanti nel 2011), filippini (152.382), bangladesi (106.671) e srilankesi (94.577), mentre e' il secondo Stato per quanto riguarda la presenza di indiani (145.164) e pakistani (90.185).

La componente americana totalizza nel suo complesso 415.241 soggiornanti. Le principali collettivita' provengono dal Peru' con 107.847, dall'Ecuador con 89.626, dal Brasile con 48.230 e dagli Stati Uniti con 36.318, seguite - con circa 20mila soggiornanti ciascuna - dai cittadini della Colombia, di Cuba e della Repubblica Dominicana e quindi - con circa 10mila - di Argentina, Bolivia ed El Salvador.

E NEL 2065 SARANNO OLTRE 14 MLN - L'immigrazione in Italia continuera' a crescere. Secondo le previsioni sul futuro demografico del paese (scenario medio), infatti, nel 2065 la popolazione complessiva (61,3 milioni di residenti) sara' l'esito di una diminuzione degli italiani di 11,5 milioni (28,5 milioni di nascite e 40 milioni di decessi) e di un saldo positivo di 12 milioni delle migrazioni con l'estero (17,9 milioni di ingressi contro 5,9 milioni di uscite): in questo nuovo scenario demografico gli stranieri supereranno i 14 milioni.

AUMENTANO PERMESSI SOGGIORNO - I permessi di soggiorno in vigore alla fine del 2011, inclusi i minori iscritti sul titolo dei genitori e al netto dei casi di doppia registrazione (archivio del Ministero dell'Interno revisionato dall'Istat), sono stati 3.637.724, in leggero aumento rispetto ai 3.536.062 del 2010 (+2,9%).

MEZZO MILIONE DOMANDE ASILO IN 61 ANNI - In Italia, dal 1950 al 1989 sono state 188 mila le domande d'asilo e dal 1990 (anno di abolizione della riserva geografica) fino al 2011 se ne sono aggiunte circa 326 mila per un totale, dal dopoguerra ad oggi, di oltre mezzo milione.

La media annuale e' stata di circa 8mila domande, superata di quasi quattro volte nel 2011 (ma anche nel 2008 e nel 1999, quando le domande furono piu' di 30mila). Nel 2011 le domande sono state presentate in prevalenza da persone provenienti dall'Europa dell'Est e dal martoriato continente africano; quasi un terzo (30%) delle domande prese in esame (24.150) e' stato definito positivamente (una su tre ha riguardato il riconoscimento dell'asilo e le altre la protezione sussidiaria o umanitaria, per un totale di 7.155).

Gli sbarchi dal Nord Africa, confluiti per lo piu' nell'isola di Lampedusa, hanno coinvolto circa 60 mila persone, in partenza prima dalla Tunisia e poi dalla Libia (28mila). In Italia, per far fronte alle esigenze di accoglienza, si dispone di 3 mila posti che fanno capo al Servizio per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), in collaborazione con gli Enti locali, le Regioni e il mondo sociale, e di 2 mila posti assicurati dai Centri di accoglienza per richiedenti asilo (Cara), mentre e' di altri 3 mila posti la capienza dei Centri di accoglienza per immigrati.

IN ITALIA 2,5 MLN LAVORATORI STRANIERI - Anche nel 2011, mentre gli occupati nati in Italia sono diminuiti di 75mila unita', gli occupati nati all'estero sono aumentati di 170mila. Attualmente gli occupati stranieri, incluse anche le categorie non monitorate dall'indagine campionaria dell'Istat, sono circa 2,5 milioni e rappresentano un decimo dell'occupazione totale. Nello stesso tempo tra gli stranieri e' aumentato il numero dei disoccupati (310mila, di cui 99mila comunitari) e il tasso di disoccupazione (12,1%, quattro punti piu' in piu' rispetto alla media degli italiani), mentre il tasso di attivita' e' sceso al 70,9% (9,5 punti piu' elevato che tra gli italiani). I neocomunitari, che tra i residenti incidono per un quarto, nell'archivio Inail raggiungono quasi un terzo tra i lavoratori nati all'estero occupati come dipendenti e il 40% tra i nuovi assunti del 2011.

Nell'attuale congiuntura la forza lavoro immigrata continua a svolgere un'utile funzione di supporto al sistema economico-produttivo nazionale per la giovane eta', la disponibilita' e la flessibilita' (caratteristiche che, purtroppo, spesso si traducono in forme piu' o meno gravi di sfruttamento). Gli immigrati sono concentrati nelle fasce piu' basse del mercato del lavoro e, ad esempio, mentre tra gli italiani gli operai sono il 40%, la quota sale all'83% tra gli immigrati comunitari e al 90% tra quelli non comunitari.

Motivati dal bisogno di tutela, sono oltre 1 milione gli immigrati iscritti ai sindacati, con una incidenza dell'8% sul totale dei sindacalizzati e del 14,8% sulla sola componente attiva. Del resto, gli archivi dell'Inail attestano che essi sono maggiormente soggetti al rischio infortunistico: tra i lavoratori nati all'estero, in controtendenza con l'andamento generale, gli infortuni sono infatti cresciuti, raggiungendo un'incidenza media del 15,9% sugli infortuni complessivi a fronte del 15% dell'anno precedente. Le ispezioni condotte nel 2011 hanno riscontrato in situazione irregolare il 61% delle aziende sottoposte a verifica, in circa la meta' dei casi per lavoro nero, condizione che accresce l'esposizione dei lavoratori al rischio di infortunio sul lavoro.

SOPRATTUTTO COLLABORATORI FAMILIARI - I collaboratori familiari (poco piu' di 750 mila quelli nati all'estero assicurati presso l'Inps) rappresentano la categoria piu' numerosa tra gli immigrati e costituiscono una risorsa preziosa per un paese in cui ogni anno 90 mila persone in piu' diventano non autosufficienti, dove il bisogno di assistenza aumentera' con il crescente invecchiamento della popolazione autoctona (aumento degli ultra65enni dall'attuale 20,6% della popolazione al 33% previsto a meta' secolo).

Seguono gli infermieri stranieri (un decimo del totale) che assicurano un apporto indispensabile al servizio sanitario nazionale e a molte strutture private.

Anche il settore agricolo, scarsamente attrattivo nei confronti degli italiani, per molti immigrati costituisce una prospettiva di inserimento stabile (allevamenti e serre) o un'opportunita' limitata a determinati periodi dell'anno (lavoro stagionale) o quanto meno al momento dell'ingresso, al punto che l'agricoltura e' stato il solo settore ad aver registrato, per gli immigrati, un saldo occupazionale positivo.

Altri settori per i quali il contributo degli immigrati continua a risultare fondamentale sono l'edilizia, i trasporti e, in generale, i lavori a forte manovalanza: dai dati messi a disposizione dalle organizzazioni delle cooperative, risulta che gli immigrati incidono per oltre un sesto nelle cooperative di pulizie e per oltre un terzo in quelle che si occupano della movimentazione merci.

L'attenzione alle percentuali permette anche di segnalare la rilevanza assunta dagli immigrati in altre categorie, seppure quantitativamente non rilevanti.

I marittimi in Italia, la cui flotta per tonnellate di portata e' al 14* posto nel mondo e tra i primi nel comparto crocieristico (dati di Confitarma), sono 60 mila (su un totale mondiale di 1.372.000) e sul personale operante a bordo gli stranieri incidono per il 40%, in provenienza soprattutto dalla Romania, dall'India e dalle Filippine (dove a Manila, dal 2007, opera una sede distaccata dell'Accademia della Marina Mercantile Italiana per formare lavoratori del posto che suppliscano alla nostra mancanza di maestranze).

42,5 MLN COSTRETTI A FUGA IN ALTRI PAESI - Nel 2011 sono state 42,5 milioni le persone costrette alla fuga in altri paesi, di cui 15,2 milioni i rifugiati e 26,4 gli sfollati interni.

Nello stesso anno sono state presentate 895 mila domande di asilo (primo paese gli Stati Uniti con 76mila casi): di esse, 277 mila sono state presentate nell'UE, con 51 mila casi in Francia (primo paese) e 37.350 in Italia.

Sono tanti i focolai di guerra, alcuni conosciuti e altri dimenticati, e 1,2 miliardi di persone vivono in regimi dispotici (34) o in 'Stati fragili' (43) alle prese con degrado, poverta' ed emergenze.

domenica 4 novembre 2012

Il Popolo leghista dice NO a #formighini, sa di ragnatele! e incorona Roberto Maroni

E' bastato il tentativo del pluri Ex Governatore Formigoni di passaggio di testimone per scatenare la rivolta online del popolo leghista. L'incoronazione e il lancio da parte del governatore uscente dell'ex sindaco di Milano Gabriele Albertini, ha scatenato la rivolta social dei leghisti, la creazione dell'hashtag #formighini e il proliferare di vignette e parodie fotografiche in facebook. 
La prospettiva di una mutazione geneticopolitica Formigoni-Albertini non piace, un passaggio di consegne che ha del vecchio e arrugginito. Nel giorno del primo novembre addirittura di ragnatele. Una sorta di linea di continuità che il popolo lombardo non digerisce e che ripudia inneggiando alla candidatura dell'attuale segretario federale leghista Roberto Maroni.


Il pianeta social network rimbalza foto e il proliferare di stati pro Maroni, movimenta una noiosa giornata di ogni santi. "C'è un tempo per tutto, il tempo di Formigoni è passato, ora tocca a Roberto Maroni" e ancora «Formigoni cerca la continuità con Albertini e nasce il #Formighini ma la soluzione per la Lombardia è solo @maroni_leganord». Questi alcuni dei commenti letti in rete.

Il g overno approva il riordino delle Province "Saranno 51 comprese le città metropolitane"


L'ANNUNCIO SU TWITTER DEL MINISTRO PATRONI GRIFFI: "VIA LIBERA AL DECRETO". SECONDO IL GOVERNO È UN PROCESSO "IRREVERSIBILE": 35 GLI ACCORPAMENTI, ELEZIONI A NOVEMBRE 2013 OPERATIVE DA GENNAIO 2014
FOTO LAPRESSE

13:52 - Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge per il riordino e la riduzione delle Province italiane. Lo si legge in un tweet del dipartimento della Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi mentre la riunione di governo è ancora in corso. "Il decreto prevede 51 province comprese le città metropolitane", scrive il ministro.
Il riordino delle Province "è di tipo ordinamentale e strutturale, nella logica avviata con la spending review", ha riferito Patroni Griffi a Palazzo Chigi dopo l'approvazione del provvedimento. "Dalle 86 provincie di Regioni a statuto ordinario arriveremo a 51 province, comprensive delle città metropolitane". "Il processo è irreversibile - ha aggiunto Patroni Griffi e da gennaio verranno meno le giunte provinciali". "Il governo si è mosso tra spinte al mantenimento dello status quo e spinte alla cancellazione totale delle Province - ha proseguito - sono Province nuove per dimensioni e per sistema di governance".


Grazie al riordino, secondo il governo sarà possibile dimezzare i costi, risparmiando 40 milioni di euro l'anno. E "per assicurare l'effettività del riordino delle Province senza necessità di ulteriori interventi legislativi, il governo ha delineato una procedura con tempi cadenzati ed adempimenti preparatori, garantiti dall'eventuale intervento sostitutivo di commissari ad acta". 


Province accorpate, elezioni a novembre 2013
"Da gennaio e coerentemente con la governance, verranno meno le giunte provinciali e nella fase di transizione sarà possibile per il Presidente delegare non più di tre consiglieri. Questo fino a quando il sistema non andrà a regime nel 2014", dice il ministro nella conferenza stampa a palazzo Chigi. A novembre del 2013 si terranno invece le elezioni per decidere i nuovi vertici.


Città metropolitane operative dal 2014
"Dal 1° gennaio 2014 - spiega la nota di Palazzo Chigi - diventeranno operative le città metropolitane, che sostituiscono le province nei maggiori poli urbani del Paese realizzando, finalmente, il disegno riformatore voluto fin dal 1990, successivamente fatto proprio dal testo costituzionale e, tuttavia, finora incompiuto". 


Più tempo alle Regioni a statuto speciale
Sul riordino delle Province delle Regioni a statuto speciale "ci occuperemo in seguito, visto che la legge sulla spending concedeva a queste realtà 6 mesi di tempo in più". Lo ha detto il ministro Patroni Griffi a Palazzo Chigi, aggiungendo che "la Sardegna ha già provveduto mentre la Sicilia ora è impegnata su altro".


Paura per eventuali ricorsi? Andiamo avanti
"Alcuni già ci sono stati, noi andiamo avanti con il nostro timing perché crediamo nella legittimità degli atti. Ovviamente come ogni atto in questo Paese, sono soggetti ad un sindacato giudiziario. Noi andiamo avanti con il nostro timing". Risponde così Patroni Griffi a chi gli chiede se il governo non tema che da parte delle Regioni possano arrivare ricorsi.

Divieto di cumulo degli stipendi
Per chi ricopre cariche in organi comunali e provinciali, il dl prevede il divieto di cumulo degli stipendi: bisognerà scegliere se mantenere uno o l'altro. Inoltre vengono aboliti gli assessorati e si stabilisce che gli organi politici dovranno avere sede esclusivamente nelle città capoluogo.

venerdì 2 novembre 2012

Lombadia, Salvini: con Maroni presidente via i ticket che Formigoni non vuol diminuire

"Roberto Formigoni ormai è un disco rotto". Lo afferma il segretario nazionale della Lega Nord-Lega Lombarda, on. Matteo Salvini in relazione alle dichiarazioni del presidente della Regione Lombardia che, fra le altre cose, ha detto che: "E' la Lega che ha mandato in crisi l'alleanza in Lombardia, che ha tradito i patti".
"Caro Celeste - replica il numero uno del Movimento di Roberto Maroni in Lombardia - se avessi evitato di nominare assessore uno che adesso è in galera per legami con la 'ndrangheta, la Lega non sarebbe stata costretta a reagire. Quando c'è puzza di mafia, la Lega stacca la spina".
Infine Salvini ha anticipato quale sarà uno dei primi impegni di Maroni dopo che sarà diventato governatore della Lombardia: "Ridurre quei ticket sui farmaci che il Ciellino, forse per far dispetto alla Lega, proprio non vuole diminuire".

giovedì 1 novembre 2012

La Magagna della Settimana


Autunno le solite foglie mai raccolte e  alcuni "bolognini" divelti


Sta per entrare in vigore il Grande Fratello bancario. Accrediti, debiti, investimenti: all'Erario sarà tutto noto


Serpico sta già scaldando i muscoli. Il supercervellone posizionato nei sotterranei romani della Sogei è pronto a mangiarsi i dati di tutti i movimenti bancari dei contribuenti italiani per scatenare quella che Attilio Befera considera l’offensiva finale contro l’evasione fiscale. Il conto alla rovescia è già partito. Dal prossimo 31 ottobre entrano in vigore le disposizioni contenute nell’articolo 11 del cosiddetto decreto Salva Italia firmato dal premier Mario Monti. Poche righe di testo impattando devastante sulla vita dei cittadini italiani. Si tratta infatti della comunicazione dei dati contabili all'anagrafe tributaria da parte di banche e operatori finanziari. In altre parole milioni e milioni di informazioni sui più piccoli movimenti dei nostri conti correnti, delle nostre carte di credito, dei nostri libretti, dei nostri titoli e dei nostri risparmi sotto qualsiasi forma e a qualsiasi titolo detenuti finiranno nel grande database gestito da Serpico. Qui il cervellone provvederà a confrontarli con quelli provenienti dalle società telefoniche, dai gestori di luce e gas, dalle assicurazioni e qualsiasi altra cosa vi venga in mente. Dopodiché i dati potranno prendere due vie. Una porta al redditometro, il mostruoso meccanismo che, stando alle intenzioni degli ideatori, sarebbe addirittura in grado di prevedere una nostra futura evasione, elaborando in anticipo quale sarebbe il nostro profilo di contribuente “congruo”. In sostanza Serpico, che dietro la minacciosa immagine del superpoliziotto nasconde l’acronimo Servizio per le informazioni sul contribuente, sulla base delle nostre spese e del nostro stile di vita sa prima di noi quante tasse dovremo pagare. Se poi la cifra non coincide potrebbero essere guai, soprattutto se non sarete in grado di dimostrare, ricevute alla mano, per quale motivo avete pagato meno tasse di quelle stabilite dal vostro algoritmo.
Ma se il super computer individua anomalie rilevanti nei movimenti bancari, i dati finiscono direttamente, senza passare dal redditometro, all’ufficio accertamenti dell’Agenzia delle Entrate, che provvederà subito ad aprire un fascicolo a vostro carico.
Al di là degli scontrini del bar o le ricevute della palestra, è chiaro che tutto ruoterà intorno al nuovo strumento consegnato dal professore della Bocconi nelle mani di Befera, (il quale ha profondamente ringraziato). Non è un caso che, malgrado la presentazione avvenuta più di un anno fa, il direttore dell’Agenzia delle entrate abbia continuato a far slittare l’operatività del redditometro, che avrebbe dovuto essere pronto per le dichiarazioni dei redditi della scorsa primavera. Dal 31 ottobre gli ormeggi si potranno mollare. E Befera infatti ieri ha ribadito l’intenzione di attivare il redditometro entro le prossime settimane. Per entrare veramente in funzione, però, Serpico dovrà aspettare il prossimo 31 marzo. È quella la data prevista per l’invio annuale di tutte le movimentazioni da parte delle banche. La quantità di informazioni che finirà nei sotterranei della Sogei è sconfinata. Oltre ai conti correnti, che saranno passati al setaccio con verifiche di tutti gli addebiti, gli accrediti e i saldi contabili, il Grande fratello fiscale controllerà tutte le operazioni fuori conto, con l’esclusione dei pagamenti con bollettini postali sotto i 1.500 euro. Nel calderone finiranno anche i conti deposito in titoli od obbligazioni, gli strumenti di gestione collettiva del risparmio, i certificati di deposito e i buoni fruttiferi. Befera potrà ficcare il naso anche nelle vostre cassette di sicurezza, dove potrete mettere ciò che volete, purché facciate sapere al fisco tutte le volte che le aprite e le chiudete. E non pensate di cavarvela con prodotti di finanza strutturata, come i derivati, su cui neanche voi siete in grado di capire bene se vi abbiano portato quattrini o meno. Anche in questo caso l’Erario vuole sapere il numero totale dei contratti accesi e chiusi nell’anno. Inutile dire che il controllo si effettuerà su carte di credito, di debito, prepagate e ricaricabili. Così come finiranno sotto la lente gli acquisti di oro e metalli preziosi o gli incrementi dei riscatti di polizza effettuati nei 12 mesi. In tutto si tratta di 51 voci, che comprendono e racchiudono ogni singolo istante della vostra vita. Compresi quelli che voi non sapete, come ad esempio un movimento bancario con un artigiano che evade regolarmente le tasse e che, casualmente, vi ha rimesso a posto il tetto. Chi glielo spiega, poi, all’ispettore del fisco che con il tizio non avete mai avuto alcun rapporto tranne quell’unica transazione?
Ma i problemi non finiscono qui. Chi ci assicura che i nostri dati saranno utilizzati solo a fini istituzionali e saranno adeguatamente protetti? Nessuno. A provvedimento appena varato, il primo allarme fu lanciato dall’allora garante della Privacy, Francesco Pizzetti, che nel gennaio scorso paragonò lo Stato di polizia fiscale all’epoca del terrorismo. «Anche quella fu», disse Pizzetti parlando di «strappi forti» allo Stato di diritto, «una situazione eccezionale, che poi ebbe un termine. Altrettanto auspico che accada nella lotta all’evasione». Anche perché, ha aggiunto l’ex garante, «è proprio dello Stato non democratico pensare che i propri cittadini siano tutti possibili fuorilegge». 
Nascono anche da qui i numerosi paletti chiesti dall’authority per la Privacy all’Agenzia delle Entrate nel parere sul provvedimento espresso lo scorso aprile. Paletti resi necessari dal fatto che, come appare evidente dal testo del Garante, il Fisco non ha gli strumenti adatti a gestire in sicurezza una tale quantità di dati. L’idea di Befera era di utilizzare il sistema informatico Entratel, che già gestisce i flussi di dati dell’anagrafe tributaria. Idea stoppata con decisione dall’authority, poiché il servizio non «risulta adeguato alla trasmissione dei dati per via delle voluminose quantità di scambi previste». Basti pensare, rivela il garante, che già oggi per «via della enorme quantità di dati da trasmettere è stato ritenuto necessario in alcuni casi utilizzare supporti ottici (dvd) per l’invio all'Agenzia . Il rischio che i problemi non siano ancora risolti è più che concreto. Come dimostra il fatto che l’Agenzia delle Entrate, malgrado la fretta di attivare lo strumento, ha inviato la risposta alle obiezioni del Garante formulate ad aprile solo lo scorso lunedì. Resta da capire se le contromisure prese dal Fisco saranno sufficienti a tranquillizzare l’autorità ora guidata da Antonello Soro. Di sicuro, è difficile che il garante possa rispondere in tempo per il 31 ottobre. Il che significa che Befera, con tutta probabilità, dovrà pazientare ancora un po’.