NAPOLI -
La vigilessa che alcuni giorni fa impedì all'auto di Giuseppe De Mita -
vicepresidente della giunta regionale della Campania e nipote di Ciriaco De
Mita - di sostare in un'area del centro irpino di Pratola Serra pedonalizzata
per una festa locale, è stata punita con un addebito disciplinare dal sindaco
del paese, Antonio Aufiero, dell'Udc come De Mita. Eppure l'agente della
polizia municipale, Carmen Pace Parrella, si era limitata a far rispettare
proprio un'ordinanza sindacale, emanata da Aufiero in occasione della «sagra
della polpetta». Un appuntamento che a Pratola Serra è evidentemente molto
sentito, tanto da spingere non solo Giuseppe De Mita, che è giovane e in
carriera e quindi bisognoso del contatto con il suo elettorato, ma anche
l'anziano Ciriaco (nella foto) a mescolarsi alla folla.
Mescolarsi
fino a un certo punto, però, perché l'autista voleva arrivare con la macchina fino
in mezzo ai banchetti che distribuivano le polpette, e ha reagito piuttosto
male quando la vigilessa gliel'ha impedito. «Ma non la vedi la paletta?»,
avrebbe detto all'agente che gli sbarrava la strada. E di fronte
all'irremovibilità dell'addetta al traffico, si sarebbe allontanato dicendo
«allora gliela fai tu la sicurezza a De Mita». L'episodio Carmen Pace Parrella
l'ha raccontato inviando una lettera a Repubblica , in cui si chiedeva anche
come mai Ciriaco De Mita (oggi europarlamentare) avesse ancora la scorta.
In
realtà l'ex segretario della Dc la scorta non ce l'ha più da quasi dieci anni, e
non ha nemmeno l'auto blu. Ma suo nipote sì, e infatti era al vicepresidente
della Regione che si riferiva l'autista, e alla necessità di garantirgli
adeguata sicurezza in mezzo alle polpette, violando la zona pedonalizzata. Ma
Giuseppe De Mita non ci sta. Respinge le accuse e fa sapere: «Nell'occasione in
questione non ho utilizzato l'auto di servizio della Regione Campania». Per la
vigilessa Parrella però non cambia niente: il provvedimento disciplinare ormai
è scattato e le rimane. Punita dal sindaco per aver fatto rispettare
un'ordinanza del sindaco. Anche ai De Mita.
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